giovedì 3 agosto 2017

Il mondo nuovo e Ritorno al mondo nuovo



IL MONDO NUOVO e RITORNO AL MONDO NUOVO, di Aldous Huxley
Mondadori, 344 pagine, € 14,00
Genere: fantascienza distopica/saggio sociale
Voto: 5/5

Assieme a “1984” di Orwell, “Il mondo nuovo” di Huxley è la madre delle moderne distopie.
Scritto nel 1931, di per sé il romanzo non ha una gran trama. La storia che racconta, quella del selvaggio John inserito nel mondo nuovo, non è altro che un pretesto per raccontarcelo, questo mondo.
Huxley era uno studioso, uno scienziato e un finissimo osservatore della società. La sua idea di futuro nasceva dall’osservazione degli sviluppi sociali e tecnologici della sua epoca, infilata nel mezzo di una Guerra Mondiale e una crisi economica che sarebbe sfociata inevitabilmente in un’altra guerra.
Il futuro immaginato dall’autore è quello di un mondo all’apparenza perfetto, in cui ogni persona è ottenuta da una provetta con caratteristiche genetiche predeterminate e poi plasmata attraverso ipnopedia e droghe per occupare nella società il posto che i governanti vogliono spetti a essa.
Il risultato è un mondo dove non ci sono guerre, in cui la crescita della popolazione è controllata, il consumismo è incoraggiato e i divertimenti sono regimentati per poter fungere da distrazione dalla realtà, ossia che nessuno è libero di essere individuo.
Se di per sé il romanzo è sottilmente inquietante, ciò che davvero fa rizzare i peli – e spinge a riflettere – è “Ritorno al Mondo Nuovo”, una serie di saggi che Huxley scrisse nel 1958 per fare il punto sula situazione e verificare quanto davvero il futuro somigliasse a quello che immaginava. In maniera sconcertante, si rese conto che la realtà era molto più simile alla sua immaginazione di quanto sperasse. “Le mie profezie del 1931 si avverano assai più presto di quel che pensassi”, scrive.
E così esamina tutta una serie di eventi che in futuro potrebbero condurre a una dittatura: sovrappopolazione, propaganda, messaggi subliminari, persuasione chimica, ipnopedia.
Nel 1958 si era nel bel mezzo della Guerra Fredda e perciò il più grande timore di Huxley era il regime comunista; a parte questo, in alcuni punti pare che i saggi siano stati scritti oggi. Nel discorso della propaganda si ritrovano benissimo gli esempi di certi politici moderni, il problema della sovrappopolazione è quanto mai attuale, i metodi di persuasione chimica e subconscia ancora attuabili.
Ho trovato questi due scritti molto interessanti, da considerare anche se non siete appassionati di fantascienza. In effetti, si tratta di letteratura sociale; una disamina attentissima su quello che potrebbe diventare il nostro futuro se non prestiamo attenzione.

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