venerdì 16 giugno 2017

In memoria di Sergio Altieri

Per me è stato come quando è morto Saramago. O David Bowie.
Quando segui con passione il lavoro di un artista è come se l’artista fosse tuo amico, anche se non lo conoscevi di persona.
Altieri e la sua trilogia di Magdeburg sono state la mia sfida letteraria dello scorso anno; romanzi che mi hanno tenuta impegnata per mesi, prendendomi tantissimo nel bene e nel male.
Poi le traduzioni di Martin, e i racconti di Lovercraft riportati in uno stile pulito e visionario, come era sua prerogativa.
L’ho sentito parlare tante volte e ogni volta era una lezione di scrittura. Lo scorso anno si è lasciato fotografare assieme a me e Francesca a Stranimondi, mi ha firmato Magdeburg, chiedendomi scherzosamente se dovesse dedicarlo alla Khaleesi, supponendo che le ragazze gli domandassero autografi solo per via di Martin, non perché interessate al suo lavoro personale.
Credo che la scrittura italiana abbia perso un grande maestro.
Ciao, Sergione, insegna agli angeli l’Apocalisse.

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