sabato 24 giugno 2017

Il viaggio dell'assassino


IL VIAGGIO DELL'ASSASSINO, di Robin Hobb
Fanucci Editore, 776 pagine, € 9,90 (vecchia edizione)
Genere: fantasy classico
Voto: 5/5

Con “Il viaggio dell’Assassino” si conclude la “Trilogia dei Lungavista” di Robin Hobb, che ha come protagonista il giovane FitzChevalier, bastardo reale addestrato per diventare un assassino di corte che deve vedersela con una doppia minaccia: le mire al trono di suo zio Regal e le terribili Navi Rosse, pirati in possesso di un’antica quanto inspiegabile magia.
Come ho già detto per i precedenti capitoli, il più grande problema della Hobb secondo me è il ritmo, dato che anche in questo libro tutto succede nelle ultime trenta (davvero, trenta di numero) pagine.
D’altro canto, però, la Hobb ha un’abilità rara nel descrivere personaggi e luoghi e stati d’animo. In effetti, sulla quarta di copertina troviamo scritto: “La Hobb continua a dare nuova vita al genere fantasy esplorando nuove vie narrative che spaziano dal non detto al turbamento”, ed è proprio vero. Al di là della trama (che comunque è interessante e ottimamente costruita) la storia è tenuta in piedi dalla voce di Fitz e dal suo lunghissimo sviluppo emotivo che lo conduce in tre romanzi dalla fanciullezza all’età adulta.
Poi è pazzesco quanto le storie e i temi della Hobb siano simili a quelli che esploro io nei miei romanzi, perciò mi piace proprio. Sono quei libri che quando li leggi ti ritieni soddisfatto, cosa che capita di rado.
Ho deciso che devo leggerla tutta, quindi ora andrò avanti con la trilogia dei Mercanti di Borgomago.

venerdì 16 giugno 2017

In memoria di Sergio Altieri

Per me è stato come quando è morto Saramago. O David Bowie.
Quando segui con passione il lavoro di un artista è come se l’artista fosse tuo amico, anche se non lo conoscevi di persona.
Altieri e la sua trilogia di Magdeburg sono state la mia sfida letteraria dello scorso anno; romanzi che mi hanno tenuta impegnata per mesi, prendendomi tantissimo nel bene e nel male.
Poi le traduzioni di Martin, e i racconti di Lovercraft riportati in uno stile pulito e visionario, come era sua prerogativa.
L’ho sentito parlare tante volte e ogni volta era una lezione di scrittura. Lo scorso anno si è lasciato fotografare assieme a me e Francesca a Stranimondi, mi ha firmato Magdeburg, chiedendomi scherzosamente se dovesse dedicarlo alla Khaleesi, supponendo che le ragazze gli domandassero autografi solo per via di Martin, non perché interessate al suo lavoro personale.
Credo che la scrittura italiana abbia perso un grande maestro.
Ciao, Sergione, insegna agli angeli l’Apocalisse.

martedì 6 giugno 2017

I libri del mese: maggio 2017

Il mese scorso ho saltato “I libri del mese” e questa volta mi stavo proprio dimenticando di farlo…
Sono settimane un po’ frenetiche, ma vabbé. L’importante è che ieri mi sia venuto in mente.
Mi sono accorta che ho letto ben tre libri; nonostante mi senta lentissima ultimamente è un buon traguardo, eh.
Per quanto riguarda gli acquisti, ho comprato “Via col vento”. L’ho fatto dopo aver guardato la puntata di Ulisse sulla Guerra Civile Americana che mi ha fatto venire voglia di leggerlo.
Riguardo al resto (usiamo questo spazio per fare il punto su tutto il mese) l’altro giorno ho finito di scrivere un nuovo romanzo che è già partito per la sua strada. Vediamo se e quando arriverà, comunque non prima del 2018. Intanto ne ho un altro in visione presso un paio di agenti letterari e chissà che ne esca qualcosa di buono.

LIBRI LETTI 

 Voto: 4,5/5
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Voto: 3,5/5
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Voto: 4/5
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LIBRI ACQUISTATI

Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi...

Delitto e castigo è il primo dei grandi romanzi che resero celebre Dostoevskij e forse il più popolare. Lo svolgimento dei fatti è incentrato quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. La vicenda ruota intorno a un giovane studente, Raskol'nikov, che per ragioni economiche è costretto ad abbandonare l'università. Animato da un forte risentimento, ma anche da considerazioni politiche di palingenesi sociale, il giovane progetta e realizza di uccidere una vecchia usuraia. Rubarle i soldi, nella sua idea, dovrebbe renderlo in grado di fare del bene agli altri. Tra questi anche la sorella dello studente, costretta ad accettare un odioso matrimonio allo scopo di aiutare il fratello, e assicurare una vecchiaia dignitosa alla loro madre. Dopo essersi ammalato di "febbre cerebrale" ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskol'nikov viene sopraffatto da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto dalla tremenda condizione di solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto. Dopo una serie di colpi di scena, tra cui la falsa confessione del delitto da parte di un operaio, Raskol'nikov verrà condannato alla deportazione in Siberia. Sarà Son'ja, una giovane ragazza che si prostituiva per sfamare i fratellini, a smussarne la durezza ideologica e infine a redimerlo.

lunedì 5 giugno 2017

Segnalazione: Ti faranno del male di Andrea Ferrari

Oggi segnalo il nuovo romanzo di Andrea Ferrari, giovane autore emiliano di cui avevo già segnalato lo scorso anno il romanzo di esordio, “Odio”.

Titolo: Ti faranno del male
Editore: Edizioni Leucotea (Leucotea Project)
Pagine: 106
Prezzo: € 12.90 il cartaceo. € 5.99 l'e-book.
Genere: Narrativa.
Sinossi: Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore.
Bio autore: Andrea Ferrari nasce a Reggio Emilia, nel 1986. Si diploma Geometra e a vent’anni viaggia per l’Italia per inseguire la sua passione per i concerti. In seguito studierà batteria e chitarra elettrica. Nel 2016 vede pubblicato “Odio”, diventando così un autore esordiente. Nel 2017 firma per Edizioni Leucotea. "Ti faranno del male" è il suo secondo romanzo. Attualmente, lavora come disegnatore in area tecnica. Tra gli scrittori che ama maggiormente, vi sono Charles Bukowski e Irvine Welsh.
Breve estratto: Ero uscito fuori a correre, era il cinque febbraio, sono dovuto rientrare perché l’aria mi perforava i polmoni, il freddo era una specie di morsa. “Meglio”, pensai, così posso tornare nella mia stanza, davanti al computer portatile, a eiaculare in santa pace. In quel periodo la mia mente prediligeva le webcam girls; queste ragazze, per la maggior parte straniere, che esponevano i loro corpi attraverso un monitor. Donne incantevoli dai capelli tinti di vari colori, qualche piercing, a volte ricoperte di tatuaggi e con il basso ventre in perenne esposizione. Ricordo che puntavano la videocamera esattamente sui loro punti forti, per poi rimanere voltate verso lo schermo e gestire la stanza dove si conversava, incitando a fornire loro moneta virtuale e ignorando o escludendo dalla camera chi poneva richieste senza aver pagato. Quella sera, erano le ventuno circa, sono tornato in casa dopo poche decine di metri. Indossavo una maglia elastica e traspirante, adatta alla corsa; il cielo ero nero, illuminato da quei pochi lampioni che si presentavano sotto casa mia, per poi sprofondare nell’oscurità più assoluta la, nei campi. Dannata casa. Mi trovavo ancora in un appartamento protetto, a vivere a contatto con persone a me estranee e sulla cui sanità mentale si potrebbe avere da obiettare.

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