venerdì 5 maggio 2017

L'assassino di corte


L'ASSASSINO DI CORTE, di Robin Hobb
Fanucci Editore, 588 pagine, € 18,00
Genere: fantasy classico
Voto: 4,5/5

“L’assassino di corte” è il secondo capitolo della trilogia dei Lungavista.
In questo romanzo centrale, il giovane protagonista FitzChevalier, bastardo reale addestrato per diventare un assassino, dovrà vedersela con il primo innamoramento e con le mire al trono del terzogenito del re, il malvagio principe Regal.
Ancora una volta mi riservo il giudizio globale alla fine della trilogia, però posso dire che in questo romanzo la Hobb mette in scena il suo tanto decantato talento nella costruzione dei personaggi. Fitz non è più un bambino e man mano cresce e cambia. Tutti quelli attorno a lui sono vividi e realistici, tanto è vero che ho dovuto fare un giorno di decompressione prima di iniziare un libro nuovo, talmente sono stata presa dal mondo della Hobb.
Ok, questo per dire che mi è piaciuto molto più del primo capitolo. In effetti, come avevo immaginato, “L’apprendista assassino” risentiva molto del fatto di essere un primo romanzo introduttivo, quello con gli spiegoni più lunghi e le parti più noiose della formazione di Fitz. Questo romanzo, invece, senza avere più la necessità di spiegarci chi è il protagonista, si lancia nell’azio…
Ehm, no. Non è che si lanci proprio nell’azione. La Hobb è bravissima, ma davvero ha un ritmo lento. Ci sono quasi seicento pagine in cui Fitz fa poco più che vagare nel castello, però scorrono via bene, dai. L’azione vera in effetti è tutta condensata anche questa volta nelle ultimissime battute.
Comunque finisce proprio al culmine del climax, quindi magari il terzo capitolo sarà un po’ più vivo.
A parte questo piccolo problema del ritmo, comunque, devo dire che sto apprezzando davvero molto la Hobb. È una di quelle autrici con cui potrei andare d’accordo, perché scriviamo (e di conseguenza leggiamo) quasi le stesse cose. Ho intenzione di recuperare presto tutta la sua opera.

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