mercoledì 26 aprile 2017

Tempo di libri

Arrivo sempre con colpevole ritardo nei dibattiti, ma sono stata senza connessione internet fino a ieri e non ho potuto pubblicare prima questo post.
Dunque, domenica ho visitato “Tempo di Libri”
“Tempo di Libri” è la nuova fiera dell’editoria italiana che si è svolta a Milano dal 19 al 23 aprile.
L’intento dichiarato degli organizzatori era porsi come alternativa al Salone di Torino, che negli ultimi anni stava perdendo un po’ la bussola.
Il risultato è stata una guerra tra AIE ed editori, sopratutto quegli indipendenti, perché c’era il sospetto che questa nuova fiera servisse a favorire sopratutto i grandi gruppi editoriali milanesi.
In effetti sì, è stato evidentissimo; i grandi gruppi editoriali milanesi si prendevano da soli tre quarti della fiera e i piccoli erano tutti schiacciati in cubicoli che costavano parecchio. L’altro risultato, però, è stato che il Salone di Torino ha abbassato drasticamente i prezzi quest’anno e quindi forse, alla fine, in termini di espositori e anche di pubblico vincerà lui.
Al di là di questo, che comunque verificheremo tra un mesetto, com’era Tempo di Libri?
Da visitatore io non l’ho trovata spiacevole, anzi; il fatto che non ci fosse grande bolgia era molto positivo perché si potevano frequentare con calma stand e incontri con gli autori.
Per via del prezzo dello stand, di piccoli editori interessanti ce n’erano pochi, quindi alla fine ho puntato anche io sui grandi (ho comprato da Mondadori e dal Libraccio; poi ho finito i soldi al bar che mi ha chiesto ben € 1,30 per un caffè, € 6 per un panino e più di € 2 per l’acqua!).
Incontri interessanti ce n’erano diversi; io ho scelto quelli di fantasy e fantascienza e quindi ho assistito all’incontro sulla transmedialità in Italia, a un panel su Dune e all’incontro con Dimitri, Randall ed Enoch moderati da Baccalario (quindi in pratica sono stata tutto il giorno nell’aria dedicata ai ragazzi seduta su sgabelli bianchi, dato che in Italia non sembra concepibile parlare di fantasy, fantascienza e fumetti in contesti adulti).
Alla fine mi sono portata a casa la firma di Cecilia Randall e un paio di libri nuovi (che tanto ne ho pochi da leggere a casa).
Sarei entrata volentieri nel padiglione 1 che era quello delle agenzie letterarie, ma era riservato agli operatori professionali e quindi vabbé, mi sono dovuta limitare a fare il pubblico.
Vi dirò di nuovo, comunque, che da visitatore la fiera mi è piaciuta; poi Milano per me è infinitamente più comoda di Torino.
Il problema di fondo comunque rimane; le fiere diventano sempre di più e i lettori sempre di meno. l’Istat ha presentato un rapporto il base al quale nell’ultimo anno abbiamo perso 4 milioni di lettori e sinceramente non stento a crederci, considerata la fatica che ultimamente si fa a vendere i libri nelle millemila fiere che esistono. Forse tutti dovrebbero tirare un po’ il freno a mano (AIE, grandi editori ed editori indipendenti) e razionalizzare l’offerta, perché davvero mi pare uno spreco inutile di fatica e denaro.

Nessun commento:

Posta un commento