mercoledì 1 febbraio 2017

I pirati del cielo


I PIRATI DEL CIELO, di Chris Wooding
Fanucci Editore, 544 pagine, € 15,00
Genere: fantasy 
Voto: 5/5
Consigliato se: cercate un mix tra un manga e Pirati dei Caraibi 

Io ho una lunga storia d’amore con i pirati del cielo. Ho una storia d’amore con i pirati in generale, in verità, che è iniziata quando ero piccola con Michael Ende e il suo “La terribile banda dei tredici pirati” e poi è continuata con “Hook”.
I pirati del cielo invece sono una cosa tipicamente steampunk e ho imparato a conoscerli attraverso diversi manga e anime giapponesi. Il più classico è “Capitan Harloock” - anche se era più un pirata spaziale che un pirata del cielo – ma l’esempio al quale mi sento più legata è “Elemental Gerard”, un manga di qualche anno fa di Mayumi Azuma.
Non è che io sia qui per parlarvi di “Elemental Gerard”, ma se mai vi capiterà di prenderlo in mano sappiate che per molti aspetti è assimilabile a questo romanzo di Chris Wooding, che potrei definire un mix tra “Full Metal Alchemist” - giusto per restare in tema manga – e “Pirati dei Caraibi”.
La vicenda si svolge in un mondo dove gli spostamenti sono affidati alle navi volanti e agli aerei caccia, un mondo governato da nobili corrotti e sette religiose, dove i poveracci si danno alla pirateria e al contrabbando.
Un altro esempio assolutamente calzante per rievocare l’atmosfera è “Final Fantasy”; città portuali che si suddividono tra quartieri ricchi e bassifondi con i cieli solcati da grandi navi.
La vicenda si concentra attorno all’equipaggio della nave Ketty Jay. In effetti, il titolo originale del ciclo – sono quattro romanzi, di cui questo, che in originale è “Retribution Falls”, è il primo – è “Tales of the Katty Jay”.
Frey è il capitano, un criminale di piccola taglia piuttosto sfortunato. Attorno a lui ci sono altri personaggi che si spartiscono il punto di vista man mano che si passa da un capitolo all’altro.
Direi che i personaggi sono proprio il punto forte di questo romanzo; tutto l’equipaggio è composto da gente che, per un motivo o per un altro, è in fuga dalla sua vita precedente, una cricca di disadattati ubriaconi e personaggi dall’animo nobile costretti da colpa o circostanze avverse a una vita di clandestinità.
Frey è un eroe tragico. Ha una certa levatura d’animo, ma viene fuori solo in alcuni punti. Per il resto è il classico sciupafemmine che tenta di fare il salto grosso nella vita ma finisce sempre senza soldi attaccato al collo di una bottiglia. Vorrei sottolineare il suo aspetto di sciupafemmine, perché questo lo mette nei guai. La cosa adorabile è che è tutta colpa sua, ma fa in modo di raccontarsela in maniera diversa, come se fosse lui la vittima e non la donna di turno abbandonata praticamente sull’altare. Dall’altro lato, però, è un avventuriero con un grandissimo amore per la libertà e durante il romanzo subirà un’evoluzione che lo porterà a diventare il capitano perfetto.
Da ciò che vi ho detto, capite che ci sono tutte le promesse per un ottimo romanzo d’avventura.
In realtà quando uno pensa ai pirati del cielo, come ho detto all’inizio, pensa allo steampunk, mentre qui di vapore non ce n’è quasi per nulla, ma non importa; si tratta di un genere lievemente diverso ed effettivamente più simile all’immaginario fantastico nipponico contemporaneo.
Ultima nota. I romanzi del ciclo della Ketty Jay sono quattro, ma finora è stato tradotto solo il primo e, secondo me, non ne verranno tradotti altri a breve. Se googlate l’autore, sul suo sito troverete anche gli altri titoli; sono tutti disponibili in ebook in lingua originale sia su Kobo sia su Amazon.

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