domenica 30 ottobre 2016

La Voce


LA VOCE, di Paolo Forteleoni
Watson Edizioni, 161 pagine, € 10,00
Genere: horror
Voto: 2/5
Consigliato se: amate l'horror e le atmosfere alla Stephen King 

Non sono stata molto entusiasta di questo libro e mi dispiace dirlo perché l’autore è un ragazzo carinissimo (molto più giovane di me, il che mi fa sentire una vecchia chioccia), ma vale sempre l’assunto per cui è più utile mettere in evidenza i difetti di un romanzo piuttosto che spendersi in lodi generiche e fasulle.
Quindi, che cosa c’è che non va?
A rifletterci, si tratta di difetti dovuti al fatto che l’autore è un esordiente.
Lo stile è molto acerbo, e questo si coglie dalla sua impersonalità. È un concetto difficile da rendere a parole, bisognerebbe leggere qualche pagina del romanzo per capire, ma è palese che l’autore è ancora alla ricerca della sua “voce”.
Il secondo grosso difetto è la costruzione della trama. Più che a un romanzo, qui siamo di fronte a un racconto lungo.
Gli esordienti si possono dividere in due categorie: quelli che usano valanghe e valanghe di parole e ribadiscono più volte concetti ovvi e quelli che sono così asciutti nello stile da dare troppo per scontato. Questo romanzo si colloca nella seconda categoria e il problema reale è che salta porzioni troppo consistenti della storia (il protagonista ha 16 anni, poi subito dopo 18, poi più di 20). Di per sé non è un errore, uno scrittore è libero di dilatare il tempo della narrazione a suo piacimento, ma deve comunque stare attento che i salti non taglino parti che sarebbero fondamentali per una maggiore comprensione del testo e, perché no, anche per un maggiore coinvolgimento del lettore.
Ok, mi rendo conto che anche questo è un concetto difficile; ancora una volta, dovreste leggere il libro per capire. Dico solo che quando ci sono delle morti che hanno tutta l’aria di essere omicidi a qualcuno dovrebbe venire in mente d’indagare in maniera approfondita, e peraltro questa poteva essere la scusa per scrivere un romanzo molto più complesso e lungo almeno il triplo.
Comunque l’autore è giovane e questo è il suo primo lavoro, perciò tempo per migliorare ne ha. C’è potenziale, non si tratta di uno di quegli scrittori (cioè, uno di quelli che buttano giù delle parole su un foglio) a cui consiglieresti di cambiare mestiere perché è palese che non hanno la vena artistica.
In tutto questo non ho detto nulla della trama. Il romanzo è un horror o, se volete, un thriller sovrannaturale che ha come protagonista il giovane Amilcare e come antagonista una misteriosa “voce” che, almeno in apparenza, appartiene a un essere demoniaco che ha un qualche conto in sospeso con il nostro eroe. Ho contato almeno due citazioni di Shining (the movie, però) a riprova che l’autore è un grande estimatore di Stephen King.

mercoledì 26 ottobre 2016

Segnalazione: Il mangiabambini di Ignazio Rasi

Siccome questo mese sono lentissima a leggere ed, ergo, il numero dei post si sta riducendo, ne approfitto per segnalare una delle nuove uscite di Watson Edizioni (che troverete a Chiari, 5 e 6 novembre!).
Si tratta di un thriller che, dalla trama, pare avere il respiro della miglior tradizione noir d’oltreoceano.
Lo trovate sul sito dell'editore

Roma. Laura Rivelli, otto anni, scompare in un grande magazzino. Ventiquattr’ore dopo il suo corpo viene ritrovato, orrendamente mutilato, a Fiumicino. Nella spazzatura. Il caso resta irrisolto. Nessuna pista, nessun indizio. Roma. Otto anni dopo. L’ispettore Camarda e il sovrintendente Perinetti sono alle prese con un fallito tentativo di rapina a mano armata quando ricevono l’ordine di andare a prelevare a Fiumicino Linda Cohen, agente dell’FBI. Una donna sicura, determinata e specializzata su “Soggetti particolari”. La morte è il suo mestiere. Ma questa volta la morte le porta una storia che non avrebbe mai voluto ascoltare: là fuori, in agguato, c’è un serial killer astuto e feroce, un perverso assassino. È l’uomo che ha mutilato Laura Rivelli otto anni prima e che ha ucciso altri bambini, tutti della stessa età. Madrid, Svizzera, Birmingham, Dusseldorf, Vienna, Norvegia, Parigi: otto omicidi apparentemente senza collegamento tra loro. Otto casi irrisolti. Otto paesi diversi. Otto vittime uccise senza alcun motivo.

Chi è l’assassino? Perché li uccide? E cosa si nasconde dietro il numero otto? Una volta percepito il sottile filo che unisce indissolubilmente i delitti, Linda parte per la sua crociata personale che ha luogo proprio nella capitale, la città dove si è tenuto il battesimo di sangue dell’assassino. Si troverà a scandagliare la mente del killer e quella che sembra una difficile indagine diventerà un’ossessione, qualcosa la lega al mangiabambini. Una corsa contro il tempo per salvare l’ennesima vittima, colpi di scena, ritmo incalzante e un finale sorprendente che vedrà l’agente dell’FBI e il mangiabambini impegnati in un faccia a faccia duro e crudo per una resa dei conti che sconvolgerà il lettore.

martedì 18 ottobre 2016

Stranimondi 2016. Resoconto

Scusate se arrivo sempre con due giorni di ritardo (essere sul pezzo non è il mio forte), ma comunque sabato e domenica si è svolta l’avventura di Watson Edizioni a Stranimondi a Milano.
L’evento organizzato dalla Delos ha visto succedersi incontri e presentazioni con autori del fantastico internazionali (Altieri, Sullivan, Reynolds, Campbell…) e altri meno noti (io e Francesca Caldiani, per esempio).
Nella Casa dei Giochi in via Uguzzone è stato allestito uno spazio espositivo per una ventina di editori del fantastico, tra cui anche noi di Watson.
In termini generali, le cifre riportano un grande successo per l’evento: circa mille presenze in due giorni, il doppio dello scorso anno. La maggior parte del pubblico erano appassionati del genere se non proprio addetti ai lavori, maschi, di età dai 30 in su. I nerd puri e duri degli anni ‘80, in buona sostanza.
È normale per una manifestazione che, tutto sommato, punta sopratutto sulla fantascienza (Urania regna sovrana). Che poi, fantascienza deve essere per forza = uomini? È stato l’argomento del panel che ha visto protagoniste tre autrici di fantascienza (Tricia Sullivan, Nicoletta Vallorani, Emanuela Valentini) e la critica Giulia Iannuzzi.
Tricia viene dagli Stati Uniti, terra anglofona dova la fantascienza ha di sicuro più dignità che da noi, eppure in quanto autrice donna si sente sola come la particella di sodio. Questo perché, in un mondo in cui ancora regna l’idea che le donne debbano stare a casa a curare i figli, le scrittrici di fantascienza per adulti non riescono a far decollare la loro carriera; non vengono pubblicate oppure, se riescono a farsi pubblicare, non hanno la giusta spinta dagli editori, oppure hanno l’idea di avere un bambino e dopo due anni di stop sono costrette a ricominciare tutto daccapo.
Sembra di parlare di un posto che conosciamo bene (in Italia vengono snobbati persino gli autori maschi di fantascienza, figurarsi le donne) eppure la realtà all’estero è identica, sintomo di quanto il mondo sia paese in queste cose.
Il secondo incontro a cui ho assistito è stato quello con l’artista Maurizio Manzieri e io e Francesca siamo state un’ora in trance con la bocca aperta mentre scorreva la presentazione delle sue opere.
Tanto non ti fa la copertina per meno di cinquemila dollari, ma sognare non costa nulla.
Venendo al particolare, Watson ha avuto un buon successo di vendita. Io e Francesca abbiamo fatto una presentazione moderate dal buon Antonio Schiena e abbiamo ottenuto ottimi riscontri da tutte le blogger femmina che giravano per l’evento (in una sorta di solidarietà di genere, evidentemente). Ringrazio tutte queste ragazze gentilissime che hanno speso qualche parola per noi sui loro blog.
Grazie all’editore Ivan Alemanno che è venuto da Roma con tutti i libri in spalla dopo che lo abbiamo stressato per tutta la settimana precedente.
Ho rivisto con molto piacere Alfonso Zarbo, venuto per il suo nuovo libro “Schegge”. Ho conosciuto Elena Cabiati (La viaggiatrice di O) e Paolo Forteleoni (La Voce) e spero di rivederli a Chiari (a proposito, tra tre settimane!).
Ho stalkerato un po’ Altieri e gli ho ficcato in mano una copia del mio libro, mentre Francesca stalkerava Manzieri (siamo una coppia spaventosa) e ho incontrato tanta gente che non vedevo da un po’.
Credo che Stranimondi sia l’evento di riferimento per il fantastico italiano. Ho comprato tanti libri nuovi (che mi mancano i libri da leggere…) e in generale sono molto soddisfatta.
Prossima tappa: Rassegna della Microeditoria di Chiari, 5 e 6 novembre!

lunedì 3 ottobre 2016

I Libri del Mese: Settembre 2016

Questo mese la novità in libreria era ovviamente Harry Potter e la maledizione dell'erede.
Da buona fan della prima ora di Harry sarei dovuta correre a comprarlo, ma avevo deciso di non farlo già guardando l'edizione inglese perché ho capito che dentro ci sono tali e tante baggianate da renderlo uno spreco di soldi.
Andrei a vedere lo spettacolo teatrale, questo sì, e se mi capita un pensiero ce lo faccio, e magari allora leggerò prima il testo (giusto per non andare lì e non capirci una cippa) ma per ora resta sullo scaffale della libreria.
Tutto questo per dire che ho comprato sì dei libri, ma di tutt'altro genere.
Per quanto riguarda le letture, quasi tutto il mese è stato occupato da "L'Eretico" di Alan D. Altieri, di cui non ho ancora scrittto nulla perché voglio finire la trilogia prima di parlarne.

LIBRI LETTI 

Voto: 4/5
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Voto: 3,5/5
Commento prossimamente











LIBRI ACQUISTATI

Scritto nel 1932, "Il mondo nuovo" è un romanzo dall'inesausta forza profetica ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, nel quale ogni aspetto della vita viene pianificato in nome del razionalismo produttivistico e tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi da fame, guerra, malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. In cambio del benessere fisico, però, devono rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento, a ogni manifestazione della propria individualità. Al romanzo seguono la prefazione all'edizione 1946 del "Mondo nuovo" e la raccolta di saggi "Ritorno al mondo nuovo" (1958), nelle quali Huxley tornò a esaminare le proprie intuizioni alla luce degli avvenimenti dei decenni centrali del Novecento.

Il cinema e la letteratura hanno da sempre raccontato le gesta dei pistoleri veloci e letali, sceriffi implacabili, giudici dall'impiccagione facile, assalti alle diligenze, rapine alle banche, sparatorie selvagge. Ma quanto c'è di mitico e quanto di vero? In questo libro Mario Raciti esamina le dinamiche storiche, sociali e ambientali che resero il West americano un territorio violento e pericoloso. Ripercorre le gesta e le vite di alcuni protagonisti della storia della Frontiera - uomini di legge, cacciatori di taglie, banditi psicopatici, cowboy, prostitute, giocatori d'azzardo, pistoleri sanguinari o semplici pionieri. Sfata alcuni miti duri a morire, mette in mostra il lato brutale della vita quotidiana nel vecchio West e illustra i pericoli di una terra che fu allo stesso tempo meravigliosa e selvaggia.