lunedì 19 settembre 2016

Watson Edizioni a Stranimondi 2016

Avevo accennato in un post precedente che questo sarebbe stato un autunno particolarmente impegnativo dal punto di vista fieristico.
Vi ho già segnalato la SugarCon 2016, che avrà luogo a Padova questo fine settimana. Poi naturalmente a fine ottobre c’è Lucca Comics&Games, arrivata quest’anno al 50esimo anniversario, ma che per me temo salterà di nuovo.
Per quanto riguarda Watson Edizioni, quattro sono i prossimi appuntamenti: Romics dal 29 settembre al 2 ottobre, Stranimondi a Milano il 15 e il 16 ottobre, la Fiera del Libro di Francoforte (!) dal 19 al 23 ottobre, la Rassegna della Microeditoria a Chiari il 5 e il 6 novembre.
Io parteciperò a Stranimondi e a Chiari.
Per Chiari notizie prossimamente, intanto parliamo di Stranimondi.
Si tratta di due giorni organizzati da Delos Books interamente dedicati al fantastico italiano. Arrivata alla seconda edizione, la manifestazione prevede una mostra mercato del libro con esposizione degli editori, presentazioni e incontri con autori del calibro di Alan D. Altieri, Franco Forte (naturalmente, in quanto direttore editoriale di Delos Books), Ramsey Campbell, Alastair Reynolds, Tricia Sullivan, Gianfranco Manfredi, Massimo Polidoro e Chiara Montanari.
La figata è che io e Francesca Caldiani presenteremo i nostri romanzi sabato 15 alle ore 11.30, moderate da Antonio Schiena.
Ok, abbiamo nient’altro che mezz’oretta da spartirci in due, ma vedersi inserito nel programma dei Delos Days è una grande emozione per un autore italiano di fantastico.
Qui trovate tutte le informazioni sulla manifestazione.
Io, Francesca e Antonio terremo lo stand di Watson Edizioni per tutta la durata della mostra e vi aspettiamo per fare due chiacchiere.Troverete, oltre ai nostri romanzi, tutta la proposta Watson nel campo del fantastico, tra cui le ultime opere di Alfonso Zarbo ed Elena Cabiati (che, ricordo, hanno la copertina disegnata dal maestro Barbieri).

giovedì 15 settembre 2016

SugarCon 2016

Torna la SugarPulp Convention per il sesto anno di fila, l’evento organizzato dall’associazione SugarPulp di Padova che riunisce in quattro giorni scrittori italiani e internazionali di genere pop.
Quest’anno il sottotitolo è “Rebels” ed è provocatore; sta a indicare i “ribelli della cultura” in un tempo (e, ahimè, in una città) in cui la cultura viene messa da parte, snobbata, considerata noiosa e da sfigati.
A dimostrazione che non è così e che per fortuna certa gente se ne frega dei pregiudizi, ecco questa nuova edizione della SugarCon.
Le date sono 22-25 settembre. Le location spaziano da Padova al Polesine. Tra gli autori invitati, Massimo Carlotto, Claudio Villa, Alex Connor, Nicolai Lilin…
Trovate tutto il programma e anche il link per prenotare gli eventi sul sito ufficiale.
Aggiungo, per chi conosce la situazione che si sta venendo a creare a Padova per la cultura, che questa manifestazione è stata organizzata senza l’ausilio di fondi pubblici, segno che si può continuare a combattere e anche vincere contro l’oscurantismo (che è una parola un po’ forte, ma rende l’idea). Da veri ribelli, insomma.

domenica 11 settembre 2016

Doctor Sleep


DOCTOR SLEEP, di Stephen King
Sperling&Kupfer, 517 pagine, € 19,90
Genere: horror
Voto: 4/5
Consigliato se: non attendevate altro che il sequel di Shining 

Che fine ha fatto il bambino di Shining?
Tutti ce lo siamo sempre chiesti. Volevamo sapere se fosse rimasto traumatizzato dal fatto che suo padre, posseduto dallo spirito malvagio di un albergo, avesse provato a ucciderlo.
Se l’è domandato in tutti questi anni anche Stephen King e il risultato è “Doctor Sleep”, che vede come protagonista un Daniel Torrance cresciuto.
Dato che la mela non cade mai troppo lontana dall’albero, Dan ha imboccato la stessa china discendete di suo padre, quella dell’alcolismo, sebbene la sua motivazione sia da ricercare nel desiderio di mettere a tacere la luccicanza e i suoi fantasmi.
Contrariamente a quanto accadeva a Jack, però, Dan riesce a uscirne aiutato dagli Alcolisti Anonimi. Si ricostruisce così una vita in una cittadina del New Hampshire, dove diventa inserviente di un ospizio e aiuta con i suoi poteri a rendere più dolce ai pazienti il momento del trapasso, tanto da guadagnarsi il soprannome di “Dottor Sonno”, Doctor Sleep per l’appunto.
Ben presto la sua strada s’incrocia con quella di Abra, una ragazzina in possesso della luccicanza più splendente mai vista. Abra è in pericolo perché è stata presa di mira dal Vero Nodo, un gruppo di “vampiri” che si nutrono di luccicanza.
Stephen King si è un po’ sbiadito con il tempo, o magari sono io a essere cresciuta, ma non ritrovo nei suoi libri più recenti lo stesso brivido che sapeva darmi una volta.
Anche questo “Doctor Sleep” è un bel romanzo, ma ha quel qualcosa d’indefinibile che non mi ha convinta al 100%.
Sopratutto il personaggio di Abra non mi ha convinta. Non voglio spoilerare, perciò mi limito a dire che non ho ritrovato in lei le caratteristiche che dovrebbe avere una ragazzina di 13 anni. Per quanto la luccicanza la renda particolare, si comporta un po’ come una vichinga selvaggia, il che andrebbe benissimo se fossimo in Norvegia nel 1000 d.C., ma un po’ meno negli Stati Uniti del XXI° secolo.
Un po’ in generale nel romanzo manca quella morale propria dell’uomo comune occidentale, che dovrebbe provare almeno un po’ di rimorso dopo aver sparato in testa a qualcuno, sebbene per autodifesa.
Non so se sia la conseguenza dell’11 settembre (citato nel romanzo) che ha fatto sentire gli americani autorizzati a uccidere i cattivi senza problemi, o sia proprio una scelta dell’autore questa dicotomia netta tra bene e male come nei romanzi di high fantasy.
I cattivi, poi, non sono così cattivi. È vero, uccidono i ragazzini, ma è una questione di sopravvivenza. Sono come i leoni che ammazzano le gazzelle.
A parte ciò, come sempre nei romanzi di King emerge il sentire della vita a stelle e strisce che noi lettori d’oltreoceano tutto sommato amiamo; piccole cittadine, bar malfamati e motel, e persino il popolo dei camper.

lunedì 5 settembre 2016

The Young Pope

Ieri ho fatto una gran faticata per arrivare al Lido di Venezia per andare a vedere “The Young Pope”, ovvero sia le prime due puntate della nuova serie televisiva targata Sky e HBO girata da Paolo Sorrentino.
Con ordine. Voglio prima fare una premessa sulla Mostra del Cinema.
È il primo anno che riesco ad andarci e tra autobus, treno e vaporetto ci ho messo tre ore all’andata e altrettante al ritorno (partendo da Padova, eh, non da Milano). La Mostra è bellissima, ma è un’esperienza che va organizzata bene per godersela, altrimenti si rischia come è capitato a me ieri di stancarsi tantissimo per vedere un film solo. Quindi ci vuole:
A – La Carta Venezia;
B – Un piano di programmazione serio per incastrare le proiezioni con qualche tappeto rosso;
C – Molta pazienza, molta crema solare, molta acqua e un buon cappello.
Quest’anno si può dire che sia stata una missione esplorativa di un giorno.
Ho scelto di vedere “The Young Pope” per vari motivi. Quello più terra terra è, banalmente, Jude Law, che è il protagonista della serie.
Secondariamente (in ordine di elevatezza di motivi) parte della serie è stata girata a Venezia e conosco gente che ha fatto la comparsa, perciò avevo una certa curiosità da un po’ di mesi.
Terzo, do sempre una possibilità a Sorrentino, che a volte per me è “no”, a volte un “sì” pieno.
Stavolta è stato un “sì”.
Il plot della serie, che si snoda per dieci puntate (su Sky dal 21 ottobre), è il seguente: l’americano Lenny Belardo è il più giovane cardinale mai eletto al soglio pontificio. È un uomo bello e intelligente, con una memoria ferrea ma, per sua stessa ammissione, irritabile e vendicativo.
In apparenza è un progressista, come pare suggerire un sogno riguardo alla sua prima omelia; da sveglio, tuttavia, appare come un conservatore intransigente, circostanza probabilmente legata al trauma dell’abbandono subito da piccolo, quando i suoi genitori hippies lo hanno lasciato in un orfanotrofio di suore per recarsi a Venezia per qualche misterioso motivo.
Lenny fuma, beve Coca Cola alla ciliegia, detta legge in Vaticano, ha idee tutte sue riguardo al marketing dell’immagine papale e ha una lieve tendenza dittatoriale. Questo personaggio si viene a incastrare con la pletora di suore, preti e cardinali che vivono nello Stato più piccolo del mondo, tra cui il sibillino Segretario di Stato interpretato da Silvio Orlando.
Ok, diciamo che l’idea è buona e che era davvero difficile sbagliare da una premessa così. Peraltro, basta dire “Vaticano” per evocare trame su trame legate a intrighi, alta finanza, sesso ecc…, senza dimenticare ovviamente la religione, perciò materiale ce n’era.
La cosa buona, secondo me, è la serialità. Vuoi mettere avere a disposizione dieci ore di film invece che un paio appena? C’è la possibilità, non banale, di lavorare bene sui personaggi, e infatti Sorrentino ci riesce, quanto meno in queste due prime puntate (poi può anche darsi che dieci ore siano troppe e la cosa gli sfugga di mano. Vedremo). Più ripenso ai dialoghi più mi convinco che quest’opera presenta molteplici livelli di lettura, il che già di per sé la rende interessante.
La parte da esteta del regista viene fuori dalle riprese in elicottero su Roma, dalle visuali di Piazza San Pietro dai sontuosi appartamenti papali e dall’indugiare sulle meraviglie del Vaticano. Bisogna comunque tener presente che questa serie è HBO, il che vuol dire politica (si è parlato di “House of Cards” in Vaticano) ma, sopratutto, culi. E, infatti, nella seconda scena c’è il culo nudo di Jude che si fa la doccia, per lo sdilinquimento di tutte quelle che ieri fingevano di sapere chi è Sorrentino ma che in realtà erano lì solo per Jude “Occhioni Bu” Law.

venerdì 2 settembre 2016

I Libri del Mese: Agosto 2016

Saranno state le vacanze, sarà stato il caldo e la pigrizia, ma questo mese davvero non ho comprato libri. Tanto ora cominciano le fiere (capitolo ricco e di cui vi parlerò prossimamente) quindi avrò modo di rifarmi.
Per quanto riguarda le lettura, questo mese ho trovato IlLibroBruttoDellAnno, cioè "Il cinghiale che uccise Liberty Valance". Per fortuna poi ho letto "Shining" e mi sono rifatta un po' gli occhi, se così si può dire.

LIBRI LETTI

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