martedì 29 settembre 2015

Serial Kinder



SERIAL KINDER, di William Silvestri
Watson Edizioni, 260 pagine, € 10,00
Genere: giallo grottesco
Voto: 5/5

A Napoli, nel circolo/balera di quattro vecchi bacucchi, viene ritrovato il cadavere fatto a pezzi di una giovane brasiliana.
Fin qui tutto normale, se non fosse che il delitto riporta la firma del serial killer Cozzolino, morto in prigione anni prima.
Un emulatore?
Le indagini del commissario Duraccio conducono all'arresto del figlio di uno dei soci del circolo, Peppe.
Per provare l'innocenza del ragazzo, i quattro bacucchi decidono di indagare per i fatti loro.
Un romanzo inteliggente e divertentissimo questo di William Silvestri, napoletano trapiantato a Verona.
A parte la trama che non è complessa ma comunque ben gestita, è proprio lo stile che cattura.
Intanto, l'idea dei vecchi bacucchi ha già in sé un gran fascino; e poi l'autore interviene in continuazione, rompendo la barriera che lo separara dal lettore e portandolo per mano in una storia prorompentemente partenopea, tra vicoli e vecchie betoneghe, come si dice da noi.
Ottima proprietà di linguaggio e un'accuratissima ricostruzione delle parlate dialettali conferiscono al romanzo una marcia in più.

domenica 20 settembre 2015

Melmoth l'uomo Errante

Melmoth è l'uomo che ha venduto l'anima al diavolo in cambio di altri cento anni di vita e che peregrina per trovare qualcuno che possa prendere il suo posto all'Inferno, ma senza riuscirci.
Questo è il pretesto con cui Charles Maturin, prozio di Oscar Wilde, costruisce un portentoso romanzo di scatole cinesi.
Il romanzo comincia con il giovane irlandese John Melmmoth che viene convocato al capezzale di suo zio il signor Scroog... ehm, un uomo molto avaro.
Questo muore nel terrore di uno strano individuo che ha visto aggirarsi per la casa.
Melmoth scopre che l'uomo misterioso è lo stesso raffigurato in un dipinto nascosto in una stanza segreta assieme a un manoscritto.
Il manoscritto è di un inglese, Stanton, e narra dell'ossessione dell'autore per un personaggio misterioso e terribile che egli aveva incontrato durante un viaggio in Spagna.
Dopo aver terminato il manoscritto, Melmoth salva da un naufragio un giovane spagnolo, Mocada.
Questi racconta la sua storia, di come, figlio illegittimo, sia stato obbligato a prendere i voti per espiare la colpa dei suoi genitori. Di nuovo l'uomo errante entra nella storia.
Per una serie di vicende Moncada si ritrova a leggere un manoscritto in possesso del vecchio ebreo Adonia.
Il manoscritto racconta la storia di Immalì, una fanciulla cresciuta su un isola deserta nell'oceano indiano in seguito a un naufragio.
L'uomo errante arriva sull'isola della fanciulla ed essa s'innamora di lui, ma lui tenta di respingerla per non condannarla al suo stesso destino di perdizione.
Tre anni dopo, Immalì è in Spagna (alcuni mercanti la trovano sull'isola e la riportano alla sua famiglia d'origine), con il nome di Isotta.
Ritrova l'uomo errante e si sposano.
Intanto l'uomo errante racconta al padre di Isotta altre due storie che lo vedono coinvolto per fargli capire quanto la figlia sia in pericolo.
A questo punto, come se si fosse in Inception, si torna al livello di Moncada che legge il manoscritto di Adonia e poi al livello di Moncada che racconta la storia a Melmoth.
Vi ho descritto la trama per farvi capire quanto sia complesso questo romanzo.
Leggerlo è davvero un'immersione in storie sempre più piccole, per poi tornare su precipitosamente a quella che fa da cornice principale. A questo punto Maturin deve aver capito che la cosa gli stava sfuggendo di mano e conclude il romanzo.
Più che l'uomo errante, direi che l'elemento d'orrore di questo romanzo è la Chiesa Cattolica, almeno agli occhi di noi moderni.
La storia di Moncada, costretto a essere frate contro la sua volontà, è agghiacciante.
Per il resto, il romanzo è davvero prolisso. Poteva essere concluso con un quarto delle parole che utilizza.
Ebbe comunque un notevole seguito.
Il nome Melmoth fu adottato come pseudonimo da Oscar Wilde e il personaggio fu ripreso da molti autori successivi.

lunedì 7 settembre 2015

Figli dello stesso fango



FIGLI DELLO STESSO FANGO, di Daniele Amitrano 
Watson Edizioni, 280 pagine, € 10,00 (€ 1,99 in ebook)
Genere: narrativa
Voto: 4/5

"Figli dello stesso fango" è un romanzo di formazione ambientato a Formia sul finire degli anni '90.
Un gruppo di giovani amici, la Fossa, di cui fa parte anche Andrea, si trova coinvolto in un classico giro adolescenziale di provincia: scuola, ragazze, motorini e, sopratutto, droga.
Il romanzo inizia con una morte per overdose piuttosto sospetta, scende nel passato e poi risale di nuovo al presente, fino a una scioccante rivelazione finale.
Fa i conti non solo con la droga, ma anche con altre tematiche delicate come quella della malattia mentale.
E' un buon romanzo, sopratutto considerando che si tratta di un esordio.
Forse manca una seria caratterizzazione dei personaggi (a parte Andrea e le due ragazze, Nancy e Nicoletta, gli altri non sono riuscita proprio a inquadrarli e continuavo a confodere i nomi).
Inoltre c'è qualche virgola fuori posto e i tempi verbali fanno un po' quello che pare loro.
Al di là di questi difettucci, la storia è buona.
Sinceramente non so se ci fosse davvero bisogno della rivelazione finale. Per me il romanzo andava bene già così, senza l'ultimo capitolo, anche perché (spoiler) sposta l'attenzione dal tema della droga, che pareva essere quallo centrale, a quello della malattia mentale.
Tutto sommato, però, la vita degli adolescenti è descritta molto bene. Siccome sono stata adolescente anche io non molto tempo fa posso parlare con cognizione di causa: la fine degli anni '90 era proprio così (e per fortuna è passata; oppure, per fortuna, sono cresciuta io).
Secondo me un romanzo che ha tutto il diritto di inserirsi tra la buona letteratura di provincia italiana.

Il veleno nell'anima



IL VELENO NELL'ANIMA, di Mariana Fujerof
Butterfly Edizioni, 213 pagine, € 15,00
Genere: romance
Voto: 3/5

Torino, tra la prima e la seconda guerra mondiale. La signorina Trachta, un'orfana, vive in un collegio. Un giorno il fratello maggiore Ludwing riemerge dalle nebbie del passato e la porta via con sé.
Il resto non posso raccontarvelo perché altrimenti vi svelerei tutta la trama che, pur essendo ben costruita, è in realtà abbastanza semplice e forse anche un po' banale.
Nonostante ciò, si tratta di un romanzo passionale capace di creare una buona presa sul lettore.
I personaggi sono molto vividi, molto ben costruiti, l'ambientazione storica è credibile e di sicuro l'autrice ha un'ottima proprietà di linguaggio.
Tuttavia la narrazione è penalizzata dal fatto che spesso mancano i soggetti (la signorina Trachta non è mai, mai chiamata per nome) e che il POV cambia in maniera repentina.

martedì 1 settembre 2015

I libri del mese: agosto 2015

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La città di Formia viene scossa dalla tragica morte di un giovane. Alla notizia, Andrea Amato, affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare per ricordare l’amico scomparso. Il viaggio nel paese natio lo costringe ad affondare nell’oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. La malattia del fratello, Maurizio; l’amore tradito; la ricerca di una via d’uscita dalla monotonia; il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili e rispettati da tutti; la droga. Andrea inizia la sua personalissima indagine. Sa che qualcosa di quel passato è legato a quella tragica morte. Incontrando gli amici d’infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all’epilogo inaspettato e drammatico. Un romanzo estremamente coinvolgente, con alcune sfumature noir, che descrive con minuzia le dinamiche di un gruppo di adolescenti insoddisfatti alla ricerca del successo e della crescita sociale grazie a sballo e droga. L’assenza delle istituzioni e la lontananza degli affetti famigliari sottolineano ancor di più una questione sociale molto attuale ed estremamente delicata. Un doppio salto temporale illustra perfettamente la mutevolezza degli eventi e le conseguenze delle scelte azzardate fino a rendere reali quelli che erano sempre stati solo pensieri e paure.

Corrado è un ragazzino fragile e malinconico. I suoi occhi vedono cose strane pochi attimi prima che accadano. Un segreto che non ha mai rivelato a nessuno. Suo padre Ninetto è morto per un incidente sul lavoro e la vita va avanti a fatica con i lavoretti saltuari della madre. I compagni di scuola lo prendono in giro e lo chiamano Sad per il suo carattere estremamente schivo. Il giorno di Halloween, va in giro vestito da Superman per racimolare un po’ di dolcetti con gli amici del quartiere e, dopo un giro per le case del quartiere, decidono di entrare di soppiatto nella tenuta di Eleanor Mallow, una signora inglese famosa per le sue doti divinatorie, uccisa sessant’anni prima. Gira voce che tra quelle mura sia custodita la formula per riportare in vita i morti. Sad, sfidato da Mauro, decide di entrare nel rudere per cercare la formula e farsi bello agli occhi di Giulia. Il sogno è di riportare in vita il suo papà. Ma durante l’intrusione qualcosa va storto e Sad sarà catapultato in una realtà estremamente diversa da quella vissuta fino ad allora. Si ritroverà in un mondo parallelo dove non tutti i morti sono davvero morti. Un mondo popolato di fantasmi nostalgici, rancorosi, allegri, burloni. Dove la vita, per assurdo, continua a scorrere seguendo leggi del tutto diverse. 

Il cadavere mutilato di una giovane brasiliana viene trovato nella sala da ballo di proprietà dell’Avvocato, il suo attempato amante, e di altri tre vegliardi: il Cavaliere, Don Gennaro e Peppe ‘o Mericano. Tre dei quattro soci si ritrovano al Circolo; con loro c’è il commissario Celentano, fratello del Cavaliere, mentre all’appello manca l’Avvocato. Proprio il legale finisce col divenire il principale sospettato per l’omicidio. Ma l’omicidio porta la firma di un noto serial killer, Donato Cozzolino, noto come il “killer degli ovetti”, morto però in carcere anni prima. La situazione si complica quando Joe Duraccio, commissario dell’Unità Anticrimine, arresta Francesco, il figlio dell’Americano dopo aver scoperto che il giorno prima questi ha avuto un violento diverbio con la brasiliana. E la posizione di Francesco si fa più dura quando gli sbirri, durante un sopralluogo, scoprono in casa sua una quantità enorme di materiale su Cozzolino. Francesco è costretto a confessare l’omicidio per sopravvivere alla bestialità dell’interrogatorio cui Duraccio lo sottopone. Il ragazzo viene messo in isolamento e additato dalla nazione intera come Mostro. Gli unici a credere alla sua innocenza sono il padre e gli altri tre vecchiotti; peccato che le autorità non siano disposte ad accettare l’idea che il defunto killer degli ovetti sia tornato dall’inferno per seminare nuove morti. Toccherà così alla banda della dentiera portare avanti un’indagine non convenzionale fra scazzottate, palpatine nei sederi delle bariste e testimoni oculari dagli improbabili soprannomi.