domenica 27 luglio 2014

Divergent (saga)



DIVERGENT SAGA, di Veronica Roth
Composta da:
- Divergent
- Insurgent
- Allegiant
Genere: distopico, young adults

Voto: 3,5/5

Ammetto di aver deciso di leggere questa saga dopo aver visto il film, che peraltro ho guardato per caso, giusto perché al cinema non davano altro. Non sapevo proprio di che cosa si trattasse, ma ne sono rimasta piacevolmente colpita poiché mi era sembrata la trasposizione filmica del pensiero laterale.
Quindi ho letto il libro.
Ora, gli young adults sono scritti per catturare il lettore e, in effetti, questa saga è capace di catturarti, se non altro perché c'è il grande "Gnokko di turno" oscuro e tormentato.
Al di là di ciò, è anche una interessante trilogia distopica.
In una Chicago del futuro la popolazione, convinta di essere tra i pochi umani rimasti in vita dopo una grande guerra, è suddivisa in un rigido sistema sociale in base alle proprie attitudini. Si tratta delle fazioni: gli Intrepidi sono i coraggiosi, gli Eruditi sono i saggi, i Candidi sono i virtuosi, gli Abneganti sono gli altruisiti e i Pacifi sono... beh, i pacifici.
Vi sono però anche gli Esclusi, persone che non riescono a entrare in alcuna fazione e che sono costretti a vivere al margine della società.
Tris è una ragazza nata Abnegante che decide di cambiare fazione ed entrare negli Intrepidi. Qui s'innamora dell Gnokko di cui prima e assieme i due affrontano svariate sparatorie per riuscire a salvare un sistema che minaccia di implodere su se stesso.
Oggigiorno le ragazze scrivono in maniera più violenta dei maschi (a parte lo zio Martin, che è difficile da battere) e anche la Roth non fa eccezioni. Quella di Divergent è una saga dura, con un sacco di morti.
Il primo libro l'ho letto dopo il film ed entrambi mi sono piaciuti allo stesso modo, perché sono abbastanza simili.
Il secondo della saga, Insurgent, è quello che ho preferito. Ha la trama meglio strutturata e il ritmo più serrato tra i tre.
Allegiant invece è stata una delusione. La trama è molto dilatata, in quattrocento pagine non succede quasi niente, i colpi di scena sono senza un perché e, sopratutto, ha il finale peggiore della storia dei finali.
Comunque in generale l'intera saga va benissimo per regalare qualche ora piacevole, sebbene a tratti sia piuttosto inquietante, essendo una distopia tosta.

giovedì 17 luglio 2014

Come finisce il libro (e alcune considerazioni personali)



COME FINISCE IL LIBRO, di Alessandro Gazoia
Minimum Fax, 207 pagine, € 10,00
Genere: saggistica
Voto: 5\5


Lo scorso weeekend sono stata a Milano. Mia sorella, abituata allo shopping in una città tutto sommato piccola, voleva provare l'esperienza dei saldi metropolitani.
Tra una maglietta e un pantalone e innumerevoli giri in metropolitana le ho proprosto di andare anche alla Feltrinelli, perché l'ultima volta che ci ero stata avevo trovato un settore fantasy più fornito rispetto alla libreria di Padova.
Ho appuratao che non è più così, anzi, siamo arrivati alla paradossale situazione che è Padova a essere più fornita, tuttavia vagando tra gli scaffali ho trovato questo libro che mi è subito parso piuttosto interessante, dato che quello dell'editoria digitale era un tema che mi premeva approfondire.
In realtà non l'ho comprato subito perché mia sorella a un certo punto è venuta a sollecitarmi, così l'ho messo giù pensando "ma sì, lo comprerò a Padova".
Poi alla fine della giornata ci erano avanzati un po' di soldi e le ho chiesto se potevamo tornare in libreria (cinqueminutifacciosubitoteloprometto). Per fortuna anche lei aveva deciso di comprare un libro, perciò ecco qua, tutta questa premessa per dire che ho avuto la felice intuizione di non farmi sfuggire questo piccolo saggio.
Alessandro Gazoia, da quello che ho potuto apprendere in Internet, è un blogger e un giornalista che gestisce uno spazio proprio (www.jumpinshark.blogspot.com) e scrive anche sul blog di Minimum Fax (www.minimaetmoralia.it).
Questo breve saggio fa una panoramica sull'attuale scenario dell'editoria digitale ma, sopratutto, dell'autoeditoria digitale, cioé quei fenomi come Amazon e le fanfiction che fanno oramai concorrenza al libro e all'idea di editoria e scrittura classicamente intesi.
L'ho trovato molto interessante. E' di scorrevole lettura e ha solo 200 pagine, perciò non è un saggio troppo impegnativo, però mi ha aiutato a concretizzare delle idee che confusamente già avevo.
Una prima parte introduttiva spiega i vantaggi e gli svantaggi dell'editoria digitale, ma è sopratutto su Amazon che si concentra l'analisi.
Questo è naturale, perché Amazon si sta imponendo (o meglio, si è già imposto) come colosso leader del settore e peraltro con una politica commerciale che sbaraglia la concorrenza (è quello che costa meno per i clienti e quello che dà i compensi più alti a chi decide di pubblicare con il Kindle Direct Publishing). Il saggio mette in luce tutti i mali che derivano dal sistema Amazon, che sono quelli facilmente intuibili: mancanza di filtri editoriali per chi pubblica con KDP e, quindi, da un lato un abbassamento della qualità dell'offerta e, dall'altro, la totale esclusione della tradizionale filiera editoriale; inoltre prova tu a leggere un ebook Amazon se non hai un Kindle. Poi tutti gli ebook Amazon per contratto devono avere il DRM, il che significa che vengono concessi solo in licenza.
Devo ammettere che Amazon ne esce come un sistema chiuso e malvagio, ma geniale come macchina per fare soldi.
La terza parte del saggio illustra il mondo delle fanfiction, un fenomeno esplosivo sin dagli anni sessanta (in cui si fanfictionava Star Trek) che oggi ha raggiunto dimensioni colossali.
Qui devo partire con le considerazioni personali su una cosa che è capitata un paio di settimane fa, ma prima concludo ribadendo che questo è un saggio che ho trovato geniale, nel senso che rende esplicite cose note a tutti ma che pochi riescono a cogliere con esattezza. Assolutamente da leggere per avere una visione più chiara sulle nuove tendenze e per riuscire a ricondurle nella giusta prospettiva.

Ora, tornando al discorso delle fanfiction, un paio di settimane fa è ricapitata una cosa che ormai succede abbastanza di frequente (sin dai tempi di Lara Manni e, anzi, sin dai tempi di Stephanie Mayer, dato che in origine anche Twilight era una fanfiction).
E' capitato, comunque, che un'altra autrice di fanfiction (stavolta evolutasi in autrice indipendente con Amazon) è stata notata da una grande casa editrice.
Non ricordo né il nome dell'autrice né il titolo del romanzo. Ho seguito la vicenda su Facebook perché ha fatto un po' di scalpore, essendo il romanzo in questione un erotico con tematiche criticabili.
Non mi posso pronunciare sul romanzo né intendo lasciarmi andare a una scenata di gelosia per il fatto che questa autrice verrà pubblicata da un grande editore e io no, anzi, le faccio i miei migliori auguri.
Quello che mi preme notare, in aggiunta alle ottime considerazioni che già potete leggere nel saggio di Gazoia, è come il sistema di reperimento dei testi da pubblicare ormai si stia orientando anche in Italia su queste nuove lande come Amazon e i siti di fanfiction che, obiettivamente e francamente, difettano in qualità.
E' così, è sotto gli occhi di tutti. Per dieci fans che magnificavano il romanzo di questa autrice c'erano altrettante lettrici con gli occhi sgranati che si chiedevano affannosamente: "ma che cosa ho letto"?
La cosa peggiore è che questo sistema di pubblicazione coinvolge la letteratura di genere: erotica, fantasy, fantascienza, horror ecc...
Le grandi case editrici puntano sulla roba vendibile ma che, obiettivamente (scusatemi per la ripetizione dell'avverbio) ha poca qualità. Letteratura erotica che si vende perché in realtà è pornografia, fantasy e fantascienza superaction e adrenalinici ma con personaggi di carta velina.
Non va bene, non va bene.
Se vuoi leggere un buon fantasy sei costretto ad andare a spulciare tra i piccoli editori indipendenti, ma questo lo fanno solo i lettori forti e appassionati come me, e nemmeno tutti in verità.
Gli altri si cuccano quello che arriva in libreria dai grossi editori, cioé letteratura straniera o letteratura italiana di scarsissima qualità.
Capite qual è il problema? Se si vuole veramente risollevare la letteratura di genere italiana bisogna puntare sulla qualità, non solo sulla commerciabilità.
Ah, è un discorso complesso e so che non sto riuscendo a esprimermi come vorrei.
Lasciate perdere e andate a leggervi Cinaquanta Sfumature di Grigio, và.


sabato 12 luglio 2014

I libri del mese: giugno 2014

LIBRI LETTI

Commento all'intera trilogia dell'Averon qui
Commento prossimamente













LIBRI ACQUISTATI

Il sergente Eon Mihal ha un nuovo incarico al cantiere aeronavale di Arecsie. Sono tanti i dettagli che non tornano, e fili sottili collegano questo incarico alla strage di Villa Dera, episodio che aiutò il duca Lico a imporre la sua dittatura. Chi sono la donna e la bambina fuggite da Villa Dera? Da dove provengono i bombardieri che rombano nel cielo? E qual è il vero incarico di Eon? Misteri e complotti accompagnano il lettore alla scoperta di questo nuovo mondo.






Lo spirito della Parigi fin de siécle e dell'Impressionismo in una movimentata storia di intrighi, passione, arte, misteri, condita di pane croccante, ragazze cancan e assenzio. Ambientata a Parigi nel 1880, ne è protagonista Lucien, ultimogenito di una famiglia di fornai di Montmartre, il cui padre era amico, sodale e protettore di poveri artisti come Renoir, Monet, Pissarro e Cézanne. Anche Lucien dipinge e la sua musa è la bella Juliette dagli occhi color del cielo, che un giorno, di punto in bianco, sparisce nel nulla. Due anni dopo, ritrovato per caso l'amore della sua vita, Lucien scopre insieme all'amico Henri Toulouse-Lautrec il misterioso legame tra Juliette e il Colorista, uno strambo commerciante e fabbricante di pigmenti, unico a conoscere la ricetta di un misterioso blu oltremare - il Sacré Bleu - dalle qualità eccezionali. Da quel momento, il fornaio e il pittore resteranno travolti da una valanga di guai e faranno involontariamente luce su una lunga serie di risvolti inediti del mondo della pittura, tra i quali il finto suicidio di un certo Vincent van Gogh... Dopo il "Vangelo" e "Re Lear", Christopher Moore rilegge un momento fondamentale della storia dell'arte e della modernità, in un volume ricco di suspense e di riflessioni su quanto di più profondo muove gli esseri umani: la passione, sotto qualsiasi forma essa si manifesti.

Trilogia dell'Averon



LA TRILOGIA DELL'AVERON, di Loredana La Puma
La penna Blu Edizioni
Composta da:
- Il Cerchio si è chiuso
- La città di pietra
- Il mondo di Atlan
Genere: fantasy


Buongiorno a tutti. Lo so che è dal 18 maggio che non faccio recensioni, ma mi sono impegnata in due trilogie e volevo completarle prima di parlarne.
Partendo in ordine cronologico inverso, sto ancora leggendo quella di Divergent.
Ho invece completato la trilogia dell'Averon dell'italiana Loredana La Puma, edita da La Penna Blu e composta da "Il Cerchio si è chiuso", "La città di Pietra" e "Il mondo di Atlan".
In verità non è proprio completa, nel senso che l'ultimo libro è stato diviso in due parti e la seconda deve ancora uscire, un po' come si fa con le trilogie filmiche oggigiorno. Però ci sta, perché la prima parte de "Il mondo di Atlan" è un librone di quasi settecento pagine e quantomeno le più bieche ragioni editoriali consigliavano di dividerlo in due.
Avevo già letto "Il cerchio si è chiuso" qualche anno fa e lo avevo trovato molto bello.
Riprendendolo ora mi sono accorta di alcune ingenuità tipiche di un esordio letterario che all'epoca non avevo notato, ma sono piccole sfumature che si attenuano molto nel secondo libro e scompaiono del tutto nel terzo.
Devo dire che l'intera trilogia è un'eclatante dimostrazione che, checché se ne dica, il fantasy italiano ha molto da offrire.
Ora dovrò necessariamente fare qualche spoiler, altrimenti non riesco a spiegarvi perché vale la pena di leggere questi romanzi. Se non volete che nulla della trama vi sia svelato credetemi sulla parola e comprateveli. Se invece avete bisogno di essere convinti andate avanti.
Il primo libro è ambientato nella moderna Palermo e comincia con una ragazza, Elli, che si accorge di avere il potere di leggere nell'animo delle persone.
Attraverso una serie di eventi verrà a sapere di essere una Rivelatrice, una persona dotata di rarissime capacità da impegnare nella secolare lotta tra due ordini segreti, i Guardiani e i Custodi, i primi buoni (più o meno), i secondi cattivi (senza se e senza ma).
"Il cerchio si è chiuso" ha quindi una trama piuttosto urban fantasy, con elementi sovranaturali sì presenti, ma non in maniera preponderante.
E' bello perché è scritto bene, è originale e ha personaggi abbastanza approfonditi.
Il secondo romanzo, "La città di Pietra", fa un piccolo balzo di qualità.
Forse la trama è un po' più lineare rispetto a "Il cerchio si è chiuso", ma di sicuro più fantastica nel senso letterale del termine. Avete presente il famoso "sense of wonder"? Ecco, c'è un sacco di quella roba lì.
Poi, come ho detto, le imperfezioni dovute all'inesperienza dell'autrice vengono limate e perciò tutto è molto meno ingenuo, i personaggi e le situazioni sono meglio approfondite.
"Il mondo di Atlan" è l'exploit.
E' scritto senza nessuna sbavatura, a parte forse il punto di vista che io avrei gestito in maniera un po' differente (ma questa è una mia personalissima opinione, perché sono fissata con i punti di vista schematici), ma sopratutto ha una trama e un livello di approfondimento dei personaggi degni di qualsiasi grande scrittore fantasy, per tornare al discorso di prima sulla qualità di questo genere in Italia.
In questo romanzo l'elemento fantastico esplode.
Insomma, ve lo dico: è ambientato su un altro pianeta, un mondo di una complessità meravigliosamente delineata con una sacco di razze.
Mi è piaciuto tantissimo e non vedo l'ora di leggere la conclusione della storia.
Leggeteli, leggeteli, leggeteli. Ne vale davvero la pena. Sono molto meglio di certe schifezze che trovate in libreria, credetemi.