martedì 31 dicembre 2013

I libri dell'anno - 2013

Eccoci alla fine di un altro anno.
Non un buon anno, invero. Non particolarmente tragico, ma direi piuttosto infruttuoso.
In effetti, guardando le statistiche Anobii risulta che ho letto 19 libri per un totale di circa 6500 pagine. Niente, se si pensa che nel 2011 sono arrivata a 39 libri e 14036 pagine in tutto.
So che la lettura non è una gara, ma mi piacerebbe leggere un po' più velocemente, così riuscirei a concludere tutti i libri che m'interessano.
Comunque c'è da dire che ho letto diversi manoscritti quest'anno, e quelli mi portano via un po' di tempo agli altri libri. Non me ne dispiace, perché a volte si trovano dei gioiellini.
Per esempio, mi è capitato tra le mani uno dei libri più belli che abbia mai letto.
Ora è in pubblicazione. Non appena esce ve ne parlerò più diffusamente.
Ecco quali sono stati i libri letti nel 2013:
1- Il seggio vacante, di J.K. Rowling
2- Dalla prigionia nello Spielberg al ritorno alla vita, di Cristina Contilli
3- Il sole di Alur. La sesta regola, di Alessandro Fusco
4- Le sorgenti del Dumrak, del Collettivo XOmegaP
5- La piccola equilibrista, di Stefano Vignati
6- Jacopo Flammer e il popolo delle Amigdale, di Carlo Mezinger
7- The Heroes, di John Abercrombie
8- Black City, di Victor Gischler
9- L'era del Leviatano, di Marialuisa Amodio
10- Il risveglio degli Obliati, del Collettivo XOmegaP
11- Ulthemar, di Antonio Lanzetta
12- Sotto un sole nero, di Ivano Mingotti
13- Brilliant - Ali di fata, di M.P. Black
14 - Le memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar
15 - Doctor Who. La notte degli umani, di David Llewellyn
16- Zombie Story e altri racconti, di Max Brooks
17- Demetrio dai capelli verdi, di Marco Mazzanti
18- Laenur, di Vlad Sandrini
19 - La spada della verità vol. 2, di Terry Goodking
Nessuno è stata una vera e propria delusione, quindi non indicherò il peggiore dell'anno.
Tra i migliori, Il seggio vacante di JK Rowling e Le memorie di Adriano . Le piacevoli sorprese, La piccola equilibrista di Stefanio Vignati e Demetrio dai capelli verdi di Marco Mazzanti, anche se a scorrere l'elenco potrei dirmi soddisfatta di più o meno tutti i romanzi di autori emergenti che ho avuto il piacere di leggere quest'anno.
Non mi resta che agurare buon 2014 a tutti! E tenetevi forte, perché sono sicura di riuscire ad avere almeno un paio di nuove pubblicazioni...

sabato 28 dicembre 2013

Laenur


LAENUR, di Vlad Sandrini
La Ponga Edizioni, Ebook, € 2,49
Genere: high fantasy
Voto: 4/5


Dopo un mirevole esordio nella fantascienza, Vlad Sandrini torna in libreria (o negli store ebook, dipende dal formato in cui preferite leggere) con un breve romanzo fantasy, Laenur.
Inaugura la collana fantasy de "La Ponga Edizioni", dal titolo piuttosto ironico "Tanto è Fantasy" (che mi piace un sacco, a dirla tutta).
Vael Dahur è un veterano di guerra ed è ora diventato uno Sciamano. Suo compito è insegnare ai novizi i segreti della mente.
Melei è una giovane novizia con il dono della preveggenza, dono che deve rimanere segreto se desidera diventare uno Sciamano.
Attraverso una visione lei, e attraverso la lettera crittografata di un vecchio commilitone lui, i due vengono a sapere che nella città di Laenur uno stregone negromante trama per la conquista del mondo; ma nessuno dei due può dirlo a qualcuno.
Non resta altro da fare che partire per risolvere in qualche modo la situazione.
Se vogliamo partire dai difetti, in realtà il romanzo è un racconto lungo.
Non parlo di lunghezza in termini di pagine, ma proprio di struttura narrativa; gli avvenimenti vengono raccontati dando per scontato il mondo che vi sta attorno, nel senso che tutto viene introdotto come se il lettore già sapesse che cosa sono gli Sciamani, che cos'è un determinato di tipo di magia e come è strutturata la geografia.
Questo è ciò che si fa in un racconto, dove si hanno poche pagine a disposizione e non ci si può perdere in infodump; nemmeno nei romanzi si può abusare degli infodump, per carità, ma mia opinione personale è che un romanzo permette un respiro un pochettino più ampio e che sia necessario soffermarsi di più sui dettagli.
Detto ciò, è impossibile negare che sia un racconto lungo di alta qualità; ben scritto, con una trama solida, personaggi e situazioni non scontati (cosa che sembra sempre più difficile in un fantasy; in un fantasy classico come questo, poi).
Ed è ironico, il che non guasta. I fantasy che si prendono troppo sul serio sono noiosi.

L'uomo incappucciato sapeva di non essere il solo a usare strumenti simili. Anni prima aveva avuto occasione di sbirciarne uno, a Tarazed, custodito dagli Sciamani Divinatori. Ma gli strumenti degli sciamani non potevano essere precisi come questo. La figura nera l'aveva costruito secondo le specifiche di Nadir di Curil. Non si era fatto scrupolo di procurarsi gli ingredienti dettati dalle formule originali della negromanzia, e lo teneva in funzione recuperando sangue e ossa da donatori non necessariamente volontari. C'era sempre bisogno di sangue e ossa, più che mai in tempo di pace. L'uomo pensava, in genere, che la pace fosse una grossa seccatura per un serio studioso.

martedì 3 dicembre 2013

L'uomo di metallo. Cenni sulla trama

Ora che è stato pubblicato posso parlare un po' più approfonditamente de "L'uomo di metallo".
Come vi avevo già detto, la mia primaria intenzione era di scrivere un dieselpunk, ossia (a grandi linee) un racconto fantascientifico ambientato nella prima metà del '900 in cui vi fosse una tecnologia particolarmente avanzata per l'epoca.
Non credo di aver centrato in pieno l'obiettivo; o, quanto meno, la trama non mi ha alla fine permesso di ricreare l'atmosfera che avevo in mente.
La trama e, in effetti, anche il romanzo che avevo idealmente a modello, ossia "E' Superman!" di Tom De Haven; una rilettura di Superman ambientata negli anni '30 con robottoni annessi, ma più romanzo di formazione e noir che dieselpunk come generalmente se lo immagina la gente.
Comunque, tornando a "L'uomo di Metallo", si tratta di una storia d'amore; non convenzionale, ma non posso dirvi di più.
E' ambientato tra New York e la Pennsylvania nel 1936.
L'idea di base era questa: cosa sarebbe successo se, nel periodo di applicazione del New Deal, qualcuno avesse inventato un robot per sostituire gli uomini nell'esecuzione di opere d'ingegneria civile?
Nessuno se lo sarebbe comprato, almeno negli Stati Uniti. E perciò ci si sarebbe dovuti rivolgere altrove...
Avendo il racconto un'ambientazione storica ho dovuto fare delle ricerche (e, tra parentesi, mi scuso se qualcuno si accorge che sono stata imprecisa su alcune cose. Spero di no, ma è facile che qualche dettaglio sfugga).
Prossimamente farò dei post per raccontarvi alcune cose interessanti che ho scoperto.
Se intanto siete curiosi potete acquistare il racconto su ogni store ebook al prezzo davvero basso di € 0,49!
Se dovesse piacervi (o anche se non dovesse piacervi; è bene essere democratici) commentatelo! Qui nei commenti dei post, o sullo store dove lo avete comprato. Ho fatto anche richiesta d'inserimento in Anobii, quindi tra un po' sarà possibile commentare anche lì.
Grazie a chiunque vorrà leggerlo.

Amazon nella fantascienza

Non so se avete visto i nuovi droni postini di Amazon.
La domanda è: saranno programmati per suonare il campanello?
Comunque sono carini, con il sorriso stampato sulla fiancata e un pacchettino tra le braccine robotiche.
Non so se sia un passo verso il futuro o un'enorme stupidaggine.

domenica 1 dicembre 2013

L'uomo di metallo e gli altri racconti Aktoris. Dove trovarli?

Ecco le librerie on line dove potrete trovare il mio racconto e tutti gli altri che partecipano al Premio Aktoris, in vendita da oggi.
Ogni ebook è in vendita al prezzo di € 0,49. Metà caffé!
Come vedete ci sono più o meno tutte le librerie online, anche se su qualcuna ci metterà qualche giorno in più ad apparire. Comunque non potete lamentarvi che non sapete dove comprarlo.
Non ve le linko tutte, ma seguendo questo link troverete i collegamenti.

BOOKSTOREGDS
Amazon Kindle Store
Apple IBook Store
Kobo Books
Barnes & Noble
IBS
Ultima Books
LaFeltrinelli
Libreria Rizzoli
Nokia Reading
Bookrepublic
Libreria Universitaria
Ebookizzati
Net-Ebook
Cubolibri
MrEbook
Webster
Librisalus.it
Unilibro Libreria Universitaria
DEAStore
Libreria Fantasy
Ebook.it
Omnia Buk
Il Giardino Dei Libri
The First Club
CentoAutori
Edizioni Il Punto D’Incontro
9am
Hoepli
Excalibooks
San Paolo Store
Libramente
Ebook Gratis
Libreria Ebook
Byblon Store
Feedbooks
L’Unità
Il Fatto Quotidiano
Libreria Tuttogratis
Libreria Apollodoro
Libreria Pour Femme
Libreria Sui Pedali
Libreria Noir Italiano
Libreria Mazy
Libreria Freeonline
Libreria University
Libreria Secretary
Libreria Professional Book

giovedì 28 novembre 2013

Demetrio dai capelli verdi


DEMETRIO DAI CAPELLI VERDI, di Marco Mazzanti
Eiffel Edizioni, 287 pagine. € 14,00
Genere: fantastico
Voto: 4/5


Marco Mazzanti è un giovane autore pieno di talento e di sensibilità.
Lo avevo già intuito nella sua prima opera, "L'uomo che dipingeva con i coltelli", e questo "Demetrio dai capelli verdi" me lo ha confermato.
E' la storia a tratti onirica e surreale del giovane Demetrio, un ragazzo senza origini, con la pelle chiarissima, efelidi azzurrine e capelli verdi.
Chi è Demetrio? E' una creatura fatata dei boschi?
Nemmeno lui lo sa, ma di sicuro preferirebbe essere come tutti gli altri.
In effetti, il tema del romanzo è la diversità e l'emarginazione sociale che essa comporta; ma la vicenda s'intreccia con elementi fantastici e simbolici e lo stile evocativo dell'autore, capace di dipingere con le parole, crea un'atmosfera magica e misteriosa.
E' abbastanza facile accostarlo al realismo magico tipico della letteratura Sudamericana, anche se il romanzo è ambientato in Romania.
Certo, la sintassi non è proprio precisa (c'è qualche virgola fuori posto e alcune frasi che andrebbero allegerite) e la trama è un po' dispersiva, ma sono difetti che passano in secondo piano di fronte alla carica emozionale che il romanzo sa trasmettere.
La conferma che Marco Mazzanti è un autore da tenere d'occhio.

mercoledì 27 novembre 2013

Masterpiece puntata 2

PREMESSA: non me ne vogliano i concorrenti del programma. Non ce l'ho con loro, ma è naturale prenderli a esempio per illustrare questo baraccone di scempiaggini.

Siccome sono una fan delle seconde occasioni ho guardato anche la puntata di Masterpiece dell'altra sera.
Di primo acchito l'ho trovata meno terribile della prima; del resto è un programma con un buon ritmo e io sono abbastanza succube alla magia dei talent. Mi appassionano, non posso farci nulla.
Però riflettendoci a TV spenta non posso che confermare tutti i difetti che avevo già trovato nel format la settimana scorsa.
Innegabilmente e palesemente (sì, De Cataldo, ben due avverbi in - mente) non stanno cercando un romanzo, ma uno scrittore da vendere; e mi pare logico. La tiratura premio promessa è di ben 100.000 copie; come fai a smerciare 100.000 copie di un esordiente se non è uno straordinario personaggio?
La logica di mercato, quindi, è prevalsa anche nella seconda puntata.
Di per sé non c'è nulla di male. Anche a X Factor molto spesso i giudici decidono dopo essersi chiesti se la persona è vendibile.
Però almeno a X Factor lo dicono chiaramente; a Masterpiece, invece, prendono in giro i concorrenti, fingendo di valutarli per la loro scrittura.
Si è intuito, in questa puntata, alla fine della prova di literary nonfiction, che poi è quello che stanno cercando a quanto ho capito.
Erano in gara un avvocato dell'alta borghesia romana, scapolo d'oro, con uno stile tipo Harmony e la traumatica esperienza di aver assistito dal vivo al tentato suicidio della sua ragazza; e un'anonima psicologa ventinovenne autrice di un romanzo sugli elefanti.
Secondo vi chi ha vinto?
Lui, neanche a dirlo; sebbene il suo pezzo fosse scritto peggio.
I giudici non sono stati capaci di motivare la loro scelta, perché ovviamente avrebbero dovuto abbandonare la spiaggia sicura del politically correct.
Avrebbero dovuto dire che il romanzo sugli elefanti se lo sarebbero comprato solo i parenti dell'autrice e che lei non aveva dalla sua nemmeno un'esperienza traumatica a sostenerla, neanche la morte del criceto; e per finire De Carlo le avrebbe tirato dietro il libro, come ha fatto con un'altra poveretta.
Comunque alla fine l'avvocato Harmony è stato battuto in sfig... pardon, in talento dall'immigrato serbo scappato dalla guerra, che è diventato il secondo finalista di Masterpiece assieme all'ex tossico. Probabilmente il prossimo sarà uno stupratore seriale e poi una prostituta pentita, giusto per inserire una quota rosa.
Io sono ironica, ma è vero che badano più alla biografia degli autori che ai loro romanzi.
L'unica che ha avuto il coraggio di pretendere che il discorso vertesse sul suo manoscritto e non sulla sua professione è stata cassata senza pietà e si è beccata pure il libro in testa, in una dimostrazione di elegante civiltà da parte di De Carlo.
Il fantasy è uscito degradato anche da questa puntata; stavolta era incarnato da un ragazzo con un vissuto incredibile, espertissimo di alchimia e con un passato da impagliatore di uccelli. Uno così che può scrivere, se non fantasy? Invece De Carlo (sempre lui) gli ha detto che non avrebbe dovuto gettarsi nel fantasy (intendendo: ma perché scrivi queste cazzate?) e che invece avrebbe dovuto ispirarsi alla sua vita.
Ma cavolo! Uno deve scrivere per forza un'autobiografia per essere pubblicato? Secondo questa logica un banalissimo impiegato del catasto con uno smisurato talento letterario non potrà mai sfondare; perché anche le autobiografie non vendono se sono noiose. 
Ok, ok; cercano un personaggio, devono vendere 100.000 copie. Però così passa un messaggio sbagliato.
Quando a me arriva un manoscritto da leggere l'editore non mi dice nemmeno il nome dell'autore.
Uno scrittore non si giudica in base a chi è, ma in base a ciò che scrive.
Ecco perché un talent letterario non funziona; nella logica e nei tempi televisivi l'apparenza finisce con il prevalere sulla sostanza.
E questo uccide la cultura.

lunedì 18 novembre 2013

Masterpiece

Lo so che questo è il banale argomento del giorno, ma ho fatto la fatica di guardarmelo sul pessimo streaming della Rai proprio per poterne parlare, quindi ora ne parlo.
Ieri sera è partito Masterpiece, il talent letterario di Rai Tre alla ricerca di un nuovo caso letterario.
Alla ricerca di un nuovo caso umano, direi piuttosto, ma andiamo con ordine.
Tra le 5000 opere arrivate ne sono state selezionate una settantina; e ogni puntata, da quel che ho capito, serve a individuare con una serie di prove a eliminazione un autore che poi andrà in finale; i finalisti saranno 12. In palio la pubblicazione con Bompiani.
Personalmente non ho potuto partecipare, perché era aperto solo a gente che non avesse mai pubblicato una cippa; ma anche potendo non credo che avrei mandato qualcosa.
Non è una questione di snobbismo culturale; è solo che io scrivo fantasy, genere che Bomapiani, a quanto ne so, non tratta. E il mio ragionamento, almeno a giudicare da quanto è successo nella prima puntata, non è sbagliato.
I giudici sono Andrea De Carlo, Giancarlo De Cataldo e Taye Selasi. Di quest'ultima non so che dire. E' un caso letterario, quindi ci credo che è brava; ma non può di certo passare inosservato che è, perdonate il termine, anche una figa da paura. Beata lei che è bella e brava. Sono invidiosa, lo ammetto.
Riguardo agli altri due, di De Carlo ho letto un libro solo e mi è bastato per tutta la vita; De Cataldo ancora mi manca, però ha detto delle cose intelligenti durante la trasmissione e questo me lo rende simpatico.
Passiamo ai concorrenti.
Prima parlavo di casi umani; infatti, dei sei selezionati dopo la prima scrematura (bisognava avere due sì su tre, nella tradizione dei talent), c'erano: un giornalista ricoverato due volte in manicomio (che ha detto, testuali parole, io di sesso non ne faccio tanto ma lo immagino molto); un onanista reo confesso; una ex anoressica; uno che era stato in prigione; un'operaia insoddisfatta del suo lavoro in fabbrica; un ragazzo con problemi famigliari vissuto per strada.
Sarà un caso che i romanzi migliori appartengono a persone con storie così traumatiche? Forse sono quelli che hanno più da dire? O forse li hanno presi apposta altrimenti i confessionali erano una palla? Non lo so; questo ce lo diranno le prossime puntate; per ora è andata così.
Da questi sei i giudici ne hanno poi eliminati due (il giornalista con problemi psichiatrici e l'onanista). Quelli rimasti sono stati divisi in coppie e madati a vivere un'esperienza "forte", sulla quale poi hanno dovuto scrivere.
Paradossalmente queli che hanno fatto peggio sono stati i due che avevano vissuto l'esperienza più suggestiva, ossia la visita in un centro sociale.
Insomma, non è difficile trovare qualcosa da dire dopo aver visto un posto così; e il tranello della banalità è facilmente intuibile ed evitabile. Invece i due ci sono cascati in pieno e sono stati eliminati.
Quelli rimasti hanno dovuto affrontare l'ultima prova: convincere Elisabetta Sgarbi della bontà della loro opera in 1 minuto. Per fortuna lei i romanzi li aveva letti, quindi non è stata una prova folle come può sembrare.
Ha vinto il ragazzo vissuto per strada. Hanno detto che ricorda molto John Fante nelle tematiche, ma vabbé; per questa puntata era il meglio che avevano.
Che cosa posso dire?
A me non piace la letteratura che Masterpiece sembra ricercare, ossia il realismo tragico; ma è una questione di gusti del tutto personale.
Di certo, tornando al discorso del fantasy, posso affermare, sulla base di ciò che ho visto finora, che quest'ultimo genere non sarà granché preso in considerazione.
L'operaia aveva scritto un fantasy; parlava di un albero che si reincarna in una ragazza, ma aveva anche richiami al sociale e al mondo della fabbrica. I giudici hanno apprezzato questo secondo aspetto, ma hanno snobbato il lato fantastico. De Carlo le ha testualmente detto che avrebbero voluto "più fabbrica" e "meno quercia".
E' ovvio che se questo romanzo fosse passato e avesse vinto il programma un bravo editor lo avrebbe preso, epurato di tutti gli elementi fantastici e trasformato nella biografia di un'operaia qualsiasi; quindi sono contenta per la signora che alla fine è stata eliminata. Non pubblicherai con Bompiani, ma ti terrai integro quello che hai scritto così come lo volevi scrivere tu.
Devo fare un'ultima considerazione su De Carlo, che è il "giudice cattivo". Io sono entrata in empatia con questi tre poveretti costretti a leggersi migliaia di pagine che sicuramente saranno piene di orrori, e capisco bene il povero Andrea che strappa le pagine; ma di sicuro c'è anche molta spettacolarizzazione. Se gli toglievano la giacca e gli accorciavano le maniche della maglia sarebbe sembrato Simon Cowell. 

martedì 5 novembre 2013

L'uomo di metallo

Beh, ora che è stato reso pubblico penso di poter finalmente sciogliere il riserbo.
Ricordate quel racconto scritto quest'estate che stava partecipando a un concorso?
Ebbene, si trattava del Premio Aktoris indetto dalla Casa Editrice GDS.
Non ho ancora vinto niente, sia chiaro; sono solo entrata, assieme ad altri 26 racconti (se li ho contati bene) nella seconda fase del concorso.
Ora verranno tutti pubblicati in ebook; il vincitore assoluto sarà quello che venderà di più.
In sostanza, quindi, si tratterà di una gara a chi è più bravo nel marketing. Mi farebbe piacere vincere, altroché (si ha in premio la pubblicazione di un romanzo), ma finora sono soddisfatta così; perché il racconto verrà pubblicato con ISBN e sarà possibile acquistarlo e leggerlo.
Parliamo di questo racconto, allora, così comincio a farvi venire un po' di curiosità.
Il titolo è quello del post, "L'uomo di metallo".
Ho deciso di calssificarlo come "fantascienza" perché non sapevo bene come collocarlo.
In realtà avevo un'idea per un dieselpunk e ho sfruttato il concorso per metterla su carta; ma non sono sicura di aver centrato in pieno il mio obiettivo. Oh, sì, è ambientato negli anni '30 (1936, per l'esattezza) e c'è della tecnologia incredibile per l'epoca, e ci sono anche i nazisti, ma non ho ricreato esattamente l'atmosfera che avevo in mente per un dieselpunk.
Questo non significa che il risultato non mi piaccia, anzi; ne sono comunque molto soddisfatta.
Ci ho lavorato per un mesetto (anche se sono solo undici pagine) perché ha un'ambientazione storica, e ho cercato di essere quanto più accurata possibile.
Ci sono diverse chicche storiche di cui potrei parlarvi, ma ho deciso che lo farò quando il racconto sarà in vendita, per una sorta di promozione; marketing, insomma.
Per ora sappiate solo che sarà possibile acquistarlo dall'1 dicembre.
I risultati del concorso sono qui; così potete vedere anche chi altro è stato selezionato.
Penso che non mi resti che augurare in bocca al lupo a tutti e che vinca il migliore!

giovedì 31 ottobre 2013

Consigli di lettura per Halloween 2013

Spulciando la mia libreria in cerca di un libro da consigliare ne ho trovato uno che mi sembra coerente con il tema horrorifico che la giornata ispira, anche se ancora non l'ho letto.
Inoltre voglio consigliarne anche un altro, questo invece già letto e commentato qualche tempo fa, ma che mi è piaciuto abbastanza da meritare di essere ritirato fuori dal cilindro
Ecco quindi i miei consigli di lettura per Halloween 2013, entrambi di narrativa italiana di autori emergenti.


PRIMA DI SVANIRE, di Marco Siena. Butterfly Edizioni
Tutto inizia in una fredda mattina di febbraio: improvvisamente in tutto il mondo la gente comincia a svanire. Senza un perché, senza nemmeno la possibilità di un ultimo bacio. Basta l'attimo di un battito di ciglia o un battito di vento.
Lentamente le città si trasformano in enormi cimiteri, le case restano disabitate, il denaro non conta più nulla, la gente girovaga disperatamente alla ricerca di cibo. Cosa succede? Perché la gente svanisce? Ritorneranno tutti? E' la fine del genere umano?
In questo scenario apocalittico, Piero, Pablo e i loro amici sono protagonisti di una serie d'avventure sospese tra mistero e thriller. Un romanzo straordinario, innovativo, che vi farà restrare con il fiato sospeso fino alla fine.


LA PICCOLA EQULIBRISTA, di Stefano Vignati. 0111 Edizioni
Alessia è un’orfana capace di camminare in equilibrio sui fili del telefono. E a Nathaniel, titolare di un circo, questa dote non può che ingolosire. Quando parte per rapirla si aspetta un’adolescente impaurita.
Niente di più sbagliato.
In un paesello di montagna che diventa un cupo labirinto di fughe e paure, di fronte a una bambina che si rivela essere tutt’altro di quanto pensassero, Nathaniel e il suo gruppo si trovano invischiati in una caccia senza tregua.
Una caccia che esige un solo vincitore.

venerdì 25 ottobre 2013

The Tube

Ricordate che nello scorso post avevo accennato a "The Tube", la nuova inziativa della Delos?
Ora che ho letto anche il secondo capitolo ho deciso di parlarne un po' più approfonditamente, perché mi è piaciuto molto.
Riassunto per chi si fosse perso la prima puntata: lo scopo della Delos è pubblicare una serie in ebook a tema Apocalisse Zombie, attraverso un contest che si sta svolgendo sul forum della Writers Magazine. La difficoltà è che man mano che i racconti verranno pubblicati si creerà un universo narrativo all'interno del quale gli scrittori dovranno necessariamente restare.
Tutti i capitoli sono (e saranno) in vendita, in formato digitale, su tutti i maggiori store al prezzo di € 0,99. In pratica è come una serie a fumetti, ma narrativa; oppure la versione moderna dei romanzi a puntate.
Il primo capitolo, "Stazione 27", porta naturalmente la firma di Franco Forte.
Una normale mattina a bordo della metropolitana si trasforma in un incubo per i passeggeri di un treno quando la genete comincia a trasformarsi in zombie.
L'unico che sembra saper che cosa fare è Milo, un ragazzo apparentemente un po' timido ma che in realtà nasconde una forte grinta.
Il treno riparte, abbandonando la stazione 27 e le terribili creature che l'hanno invasa; ma dove sta andando? E perché la stazione 28 sembra non arrivare mai?
Il secondo capitolo, selezionato e pubblicato a tempo di record, s'intitola "La fame e l'inferno" ed è un collage dei racconti di due autori: Carlo Tuti e Ilaria Vincenzi.
Da una parte continua la storia di Milo e company, avviandosi verso atmosfere sovranaturali che ricordano un po' Stephen King; cosa con cui io vado a nozze.
Dall'altra viene introdotto un nuovo, straordinario personaggio: Tea, una donna zombie che però, a volte, ha dei momenti in cui torna umana. E vi lascio immaginare che cosa questo possa comportare.
A questo punto non è facile inserirsi con un proprio racconto, perché è ovvio che, prima di qualunque altra cosa, bisogna riprendere la storia lì dove si è interrotta; e con una buona idea per la continuazione, perché davvero non so dove si possa andare a parare.
Ci penserò; vediamo se mi viene in mente qualcosa.
Credo che comunque andrò avanti anche con la lettura dei capitoli, perché sono davvero curiosa di vedere come proseguirà; cosa che, naturalmente, non sa ancora nessuno.

venerdì 18 ottobre 2013

Racconti, Zombie e Dottori

Questo è un "post - pourri", nel senso che ci sono vari argomenti di cui devo parlare e per comodità lo farò in un post solo.

RACCONTI
La prima notizia riguarda il racconto di cui vi avevo parlato qualche post fa, quello che stava partecipando a un concorso.
Finora è andata bene, nel senso che mi è arrivata una e-mail di accettazione alla seconda fase del concorso.
Quando verrà reso pubblico e ufficiale vi spiegherò meglio di che si tratta. Comunque presto potrete leggerlo (se volete), il che mi fa piacere, perché è un raccontino che mi piace molto.

ZOMBIE
Qualche giorno fa mi è arrivata una e-mail interessante dalla Delos, che pubblicizzava un nuovo contest sul forum della Writers Magazine.
Si tratta di scrivere racconti dalle 30.000 alle 80.000 battute per la pubblicazione in ebook nella loro nuova collana digitale.
In particolare, la serie si chiama "The Tube" e il filone da seguire è quello degli zombie, ispirandosi al primo racconto scritto da Franco Forte.
Ci sto pensando, perché non è semplice.
Ho trovato i personaggi e ieri girovagando in libreria durante la pausa pranzo ho anche avuto l'idea giusta per farli muovere, ma la difficoltà è che bisogna rispettare l'ambientazione; perciò devo aspettare la seconda pubblicazione della serie, che arriverà martedì prossimo.
Intanto mi sono documentata un po' sugli zombie, perché devo ammettere che non è un filone di cui sono esperta.
Ho quindi letto l'unico libro che avevo nel Kobo in argomento, e cioé "Zombie Story" di Max Brooks.
Forse non è la cosa migliore che potevo leggere sugli zombie (sono quattro raccontini esclusi da World War Z, ma solo il primo ha un capo e una coda) tuttavia ci sono interessanti spunti di riflessione.
In effetti, oggi giorno il filone zombie è un buon metodo per l'analisi della società; invece io ero rimasta ai cari vecchi morti viventi che uscivano dalle tombe e si mangiavano il cervello degli umani; sapete, quelli tutto sommato buffi e goffi.
Poi questa estate World War Z (il film, eh, il libro non l'ho ancora letto) mi ha aperto un mondo nuovo.
Devo trovare qualche altro libro. L'altro giorno sono andata in biblioteca, ma sugli scaffali non avevano niente in argomento; e non mi sembrava il caso di chiedere alla bibliotecaria: "Scusi, avete qualcosa sugli zombie?".

DOTTORE

Naturalmente parlo sempre di Lui, il nostro Dottore preferito, quello con la cabina blu.
E' uscito un paio di settimane fa il secondo libro della serie, sempre edito da Asengard, "Toccata da un angelo"; e sul blog della casa editrice è stato annunciato che il terzo sarà in anteprima a Lucca Comics and Games (come se non avessi già abbastanza da comprare lì).

domenica 29 settembre 2013

SugarPulp Festival e Libri in Cantina

Già che ci sono, oggi faccio anche un altro post che riguarda due eventi letterari che si svolgeranno nel prossimo week end.
Il primo è lo SugarPulp Festival, bellissimo festival dedicato alla narrativa popolare di genere che si terrà a Padova al Centro Culturale San Gaetano in Via Altinate il 4/5/6 ottobre.
Se siete in zona andateci, perché ne vale davvero la pena.
Io ne sono assidua frequentatrice; due anni fa ho visto lì Lansdale e Ghiscler, e l'anno scorso tra tutte le presentazioni a cui ho assistito ricordo con piacere sopratutto quella di Giorgio Cavazzano sulla Nera di Topolino.

L'altro evento è Libri in cantina, fiera della media e piccola editoria che si terrà al Castello di Susegana (Treviso) il 5 e 6 ottobre.
Qui non sono mai stata, ma mi ha invitato M.P. Black che sarà presente allo stand delle Edizioni Domino.
Vediamo se riesco a farci un salto.

Souvenir

Giovedì sono tornata da una breve vacanza in Francia e ne ho riportato una cosa interessante, cioé questo libro:

L'ho trovato a Versailles. Volevo comprare una biografia di Madame de Pompadour o della Contessa du Barry, ma poi l'occhio mi è caduto su questo.
Il Cavaliere D'Eon è una figura storica molto affascinante, dato che visse metà vita come un uomo e l'altra metà travestito da donna.
Non appena lo finisco ve ne parlerò in maniera più approfondita.

PS: che meraviglia Versailles! Ci ero già stata, ma non me la ricordavo così immensa!

giovedì 12 settembre 2013

Doctor Who - La notte degli umani



DOCTOR WHO - LA NOTTE DEGLI UMANI, di David Llewellyn
Asengard Edizioni, 218 pagine, € 12,50
Genere: fantascienza
Voto: 4/5


Il Doctor Who è la più lonegeva serie televisiva di fantascienza della storia, con più di 700 episodi dal 1963.
Il Dottore, il cui nome è un grande segreto, è un alieno che viaggia nel tempo e nello spazio a bordo di una favolosa cabina telefonica blu, il TARDIS, che ha la caratteristica di essere "più grande all'interno", ed è sempre accompagnato da una graziosa compagna umana.
Ovviamente questa è una descrizione molto riduttiva di Doctor Who. Per capire che cos'è il Dottore bisogna guardare il Dottore.
Io mi sono appassionata alla serie (quella nuova, ripresa nel 2005, perché ovviamente non c'ero negli anni '70) sopratutto grazie alla scrittura degli episodi, che ho trovato geniale sin dalla prima puntata che ho visto.
Gli sceneggiatori del Doctor Who sono tutti grandi scrittori del fantastico (tanto per dirne uno, diversi epidosi sono scritti da Neil Gaiman); del resto in Inghilterra hanno una straordinaria tradizione di letteratura fantastica.
Tutta questa premessa serve a dire che quando Asengard ha deciso di tradurre un romanzo basato sulla serie sono corsa subito a comprarlo (a propostio, grazie Asengard per averlo tradotto!).
"La notte degli umani", scritto da David Llewellyn, vede protagonista l'undicesimo dottore, che nella serie è interpretato da Matt Smith, e la sua compagna Amy Pond.
Seguendo un segnale d'aiuto i due arrivano sul Gorgo, un grosso cumulo piatto di spazzatura delle dimensioni di un pianeta.
Qui saranno coninvolti in una guerra tra i Sittun e gli umani, mentre una grossa cometa si avvicina sempre di più...
All'inizio ho storto un po' il naso perché moltissimo è lasciato all'immaginazione del lettore, però poi andando avanti mi sono trovata molto coinvolta perché, di sicuro, una cosa che a questo romanzo non manca è il ritmo; e se si è fan della serie non è difficile riempire i vuoti. In effetti, ho letto i dialoghi con la voce che i personaggi hanno nel telefilm e a volte la mia mente ha anche fatto partire la colonna sonora.
Quindi va benissimo per chi già conosce il Dottore televisivo e credo che in effetti questi libri siano pensati proprio per i fan, che si divertono a ritrovarvi dentro i topoi della serie; ma non so se gli altri riusciranno ad apprezzarlo.
Leggere il Dottore non è come guardare il Dottore.

sabato 7 settembre 2013

Di ritorno dall'Estate

Eccomi qui, di ritorno dall'Estate.
Non che abbia fatto qualcosa in questo periodo a parte studiare; in effetti, devo ancora andare in vacanza.
Ho letto un libro e mezzo, anzi, un libro e un dieci per cento, se vogliamo essere precisi. Lo posso fare perché il Kobo mi dice esattamente a che punto di un libro sono arrivata.
E sì, il Kobo. Il mio Sony PRS - 350 ha deciso di rompersi, e qualche giorno prima della scadenza della garanzia. Che tempismo. In realtà non si poteva aggiustare comunque, ma sembra che lo abbia fatto apposta.
Così ho deciso di provare il Kobo. Non è male, però bisogna convertire tutto in e-pub perché non ingrandisce bene i pdf. Vabbé, per fortuna c'è Calibre.
Il libro che ho letto per il 10% è "Dance with Dragons" di Martin. Siccome mi ci vorranno almeno sei mesi per finirlo (più di 900 pagine in inglese, e io sono un po' lenta con l'inglese) penso che lo inframmezzerò con altri romanzi; ma questo non interessa a nessuno.
Quello che ho letto invece è "Memorie d Adriano" di Marguerite Yourcenar, e sono contenta di averlo finalmente fatto dato che erano tredici anni che dovevo leggerlo.
Il primo anno di superiori andammo in gita a Villa Adriana a Tivoli e la professoressa di lettere mi disse: "Devi leggere Le Memorie di Adriano, ma non adesso. Quando sarai abbastanza grande per capirlo".
Bello, bello. Che altro si può dire di un libro così?
Ovviamente è l'autrice che parla, non l'imperatore romano, ma non importa. Mi sono sentita comunque fiera di vivere nel paese dove si è sviluppata Roma, nel quale si sono formati personaggi di tale caratura.
Poi ho scritto un racconto per un concorso, ma devo ancora finire di revisionarlo. Se ce la faccio prima della scadenza e se lo accettano per il concorso ve ne parlerò.
Ultima cosa per oggi: questo è il trecentesimo post!
Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito fino a qui!

sabato 27 luglio 2013

Brilliant - Ali di Fata



BRILLIANT - ALI DI FATA, di M.P. Black
Youcanprint, 239 pagine, € 13,00
Genere: Paranormal Romance
Voto: 4/5


I romanzi di M.P. Black hanno sempre un paio di grandi pregi, ossia una storia originale e avvincente e una narrazione molto spigliata. Questo fa sì che, una volta preso in mano un suo romanzo, non si riesce più a mollarlo.
Questo Brilliant non fa differenza.
Victoria Moore è una giovane ragazza inglese che va sempre a trascorrere le vacanze da sua nonna a Faires City. Sin dal suo arrivo, però, capisce che quest'anno sarà diverso rispetto agli altri. Il bosco non le è più amico, ma pieno di suoni strani e agghiaccianti; un misterioso individuo sembra intenzionato a ucciderla; ma, sopratutto, due strafighi piombano nella sua vita sconvolgendo le sue emozioni.
Jason e Simon, due misteriosi ragazzi di fronte ai quali Victoria non riesce a resistere. Chi saranno in verità? Chi dei due è buono e chi è cattivo? Ma, sopratutto, che c'entrano le fate e gli angeli in tutto questo?
Di solito i personaggi di M.P. Black sono un po' matti, un po' al di sopra delle righe; e anche Victoria vive praticamente dieci piani sopra le righe.
La differenza con gli altri libri dell'autrice (a parte la maturazione stilistica che si avverte da romanzo a romanzo) è che questo è molto più esplicito e adulto.
Io non ho ancora letto quello precedente, La rosa e il pugnale, che in effetti credo sia già romance; però posso dire che Brilliant è una virata decisa verso questo genere. E non è paronormal romance young adult. Per intenderci, è molto esplicito, cosa che mi ha stupita, perché non ero abituata a leggere simili cose da questa autrice. Non ci sono bollenti scene di sesso (magari quelle arriverano nel sequel) ma comunque i personaggi usano un linguaggio colorito, ci sono diversi seni palpati e la protagonista non vede l'ora di portarsi a letto uno dei due figaccioni (o anche tutti e due).
Comunque non mi è dispiaciuto, anzi. Qualunque cosa lei possa dirne o pensarne, è indubbio che l'autrice si trovi molto a suo agio con questo genere, perciò mi fa piacere leggerla in questa veste.
Certo, forse Victoria ha delle passioni e delle pulsioni un po' esagerate, ma capita quando si vive in un superattico sopra le righe, come dicevo prima.
L'unica cosa che ho capito a metà è il finale, ma so già che è una duologia, quindi conto che tutto verrà spiegato nel prossimo libro.

sabato 13 luglio 2013

Sotto un sole nero



SOTTO UN SOLE NERO, di Ivano Mengotti
DEd'A Edizioni, 244 pagine, € 14,00
Genere: fantascienza distopica
Voto: 5/5


In un futuro prossimo, oppure in un presente distopico, un regime dittatoriale guidato dal temibile Ductor ha oscurato il cielo.
Il motivo sembra essere quello di tenere la popolazione in uno stato di tristezza, soggiogata, in silenzio, senza la possiblità di ribellarsi. Ma in realtà sotto c'è molto di più; in realtà c'è qualcosa oltre la patina nera che oscura il cielo...
Una carrellata di personaggi presenta il regime sotto diversi punti di vista: un omosessuale, due soldati, due bambini, una madre, un vecchio burocrate e un assassino.
Lo stile dell'autore è molto particolare: frasi brevi, coordinate, ripetizioni.
E' un modo di scrivere incisivo, secco, ma che centra il punto.
Non è un libro facile. C'è molta brutalità, violenza, dolore. Alcuni passaggi sono davvero intensi.
Poi il colpo di scena finale è quello che fa virare il romanzo nella fantascienza, anche se comunque alcune avvisaglie ci sono già dall'inzio.
Le idee sono molto, molto buone; forse io avrei sviluppato il tutto in maniera diversa, molto più ampia e articolata, ma questa è un'opinione personale.
In realtà trovo che lo stile, la struttura ad anello e una trama che oscilla tra vari generi diano a questo romanzo un tocco molto originale.

martedì 9 luglio 2013

La forgia della vita




LA FORGIA DELLA VITA, di Antonio Lanzetta
GDS Edizioni, 462 pagine, € 21,00
Genere: Fantasy Classico
Voto: 3/5


L'esordio di Antonio Lanzetta è un romanzo fantasy molto classico ma che strizza l'occhio alla fantascienza.
La trama è questa:
"La Forgia della Vita si è destata. La torre nell’abisso di Norandur è pervasa dal suo calore. L’energia sprigionata dal nucleo del pianeta pulsa, i forni sono pronti e attendono impazienti i frammenti di quell’astronave precipitata per forgiare l’armatura del Campione. Il tempo dell’Avvento è giunto. Mai le stelle sono state più minacciose per gli abitanti delle Terre Libere. Nelle vene di Saemon e Jan scorre il sangue di quell’antico popolo venuto dallo spazio e dal quale si sono generati gli Arcani, la cui setta intende sfruttare il Portale delle Stelle, costruito da Ulthemar, per invadere il pianeta. Ma i due giovani e i loro compagni, Steev e Sleitan Ven, risponderanno alla chiamata del Re Bianco e uniranno le loro forze in una corsa contro il tempo, alla scoperta del passato, per salvare il mondo. Gli uomini impugneranno l’acciaio per fronteggiare la discesa dalle Terre del Ghiaccio di Thorenthar e dei suoi Arcani in quella che sarà la più grande battaglia per la sopravvivenza."
Come si nota c'è una Porta delle Stelle, cioé un vero e proprio Stargate, e un minaccioso popolo proveniente dallo spazio; ma contemporaneamente abbiamo Nani, Elfi, Gnomi, sogni profetici e altri elementi che invece si rifanno al fantasy.
Le varie recensioni che ho letto sostengono che questo romanzo ricordi molto quelli di Terry Brooks. Non posso confermare, perché sinceramente io e Terry Brooks ci siamo detti addio molto presto, ma posso invece dire che ci ho sentito dentro molto Signore degli Anelli con una spruzzatina di Martin.
Non è un difetto, ovviamente; è solo un romanzo molto ligio ai canoni del genere e questo va bene; in fondo, come devo aver sentito dire da qualcuno, chi sceglie di leggere un fantasy si aspetta di trovarci dentro determinate cose.
Partendo dagli aspetti positivi, devo dire che la trama scorre bene e il pizzico di fantascienza è la spinta giusta per differenziarla rispetto ad altri romanzi simili.
Inoltre Lanzetta ha un buono stile. Si sente che ogni parola è scelta con cura, ogni frase costruita ad arte. La lettura è molto scorrevole, non si inceppa mai.
Però ho trovato anche diversi difetti.
E' un esordio, quindi sicuramente lo scrittore migliorerà in un futuro, anche perché si avverte che c'è una buona base; però devo dire che cosa non va. Perdonatemi, ma sono fatta così.
Intanto, il punto di vista ballerino.
Più leggo libri con questa caratteristica più mi convinco che sia un difetto; perché il lettore non ha materialmente il tempo di capire un personaggio se si passa subito ad analizzarne un altro.
E, infatti, il secondo difetto del romanzo è proprio questo: un approfondimento psicologico dei personaggi inesistente.
Un esempio su tutti: all'inzio del romanzo il nano Steev trova un bambino, Jan, in un villaggio distrutto e decide di portarlo con sé; in pratica lo adotta.
Da questa premessa il lettore si aspetterebbe che tra i due si instauri un rapporto padre-figlio; o quanto meno un forte rapporto cameratesco.
Invece niente. Steev e Jan sembrano tra loro del tutto indifferenti, come se fossero capitati nella stessa storia per caso.
C'era un buonissimo materiale su cui lavorare, ma si è preferito ignorare questo aspetto per concentrarsi sull'azione. Una scelta, certo; ma una scelta che non me la sento di condividere.
L'ultimo aspetto su cui vorrei soffermarmi è la ridondanza di certi passaggi.
Si trovano spesso cose del genere:
"Nella sua mente riecheggiarono ancora gli avvertimenti di Steev la notte prima della partenza".
E, nemmeno due righe dopo:
"Le parole pronunciate dal nano risuonarono nella sua testa".
Praticamente viene ripetuta la stessa cosa due volte!
E' un difetto ricorrente, come anche le precisazioni inutili:
"Richiuse con un improvviso scatto metallico il cannocchiale. Tubi di bronzo di varie dimensioni scivolarono gli uni dentro gli altri e vennero inghiottiti da un solo cilindro".
In pratica in questa frase viene detto che il cannocchiale viene chiuso e che... il cannocchiale viene chiuso! Solo che viene fatto in due modi diversi! Spreco di parole che potevano essere utilizzate piuttosto per approfondire i rapporti tra i personaggi, come ho detto prima.
In conclusione, ho trovato "La Forgia della Vita" un romanzo da limare, ma con un discreto potenziale.
Sono comunque sicura che l'autore può migliorare, anche perché una cosa che traspare con chiarezza è la sua grande passione per il genere.

lunedì 1 luglio 2013

Sono una strega ed E-Heroes

Dunque, sebbene in ritardo come al solito ecco un paio di segnalazioni.

La prima mi riguarda direttamente, perché un mio raccontino è stato selezionato per entrare nell'antologia "Sono una strega", curata dal sito Il giornale del Libro .
E' una piccola cosa, ma fa parte di un progetto che è già partito con ottimi presupposti.
E poi dopo tanto tempo una pubblicazione fa bene.

La seconda segnalazione riguarda una nuova pubblicazione delle Edizioni Scudo, un progetto originale e interessante. Si tratta di "E-Heroes. Storie di Superoi europei".
Ecco qui la descrizione, direttamente dal sito della casa editrice:
La vita degli autori italiani di narrativa fantastica non sarebbe più così emozionante, se Edizioni Scudo smettesse di lanciare i suoi bandi, sfidando gli autori di narrativa fantastica italiani a cimentarsi sui più svariati e spesso stravaganti temi. Come si intuisce dal titolo di questa antologia, abbiamo chiesto agli autori di ideare un racconto breve nel quale narrare la genesi di un supereroe di loro ideazione - tema rarissimamente frequentato dalla letteratura di genere a livello mondiale - con solo tre limitazioni: il loro eroe non doveva ricalcare supereroi già esistenti nel mondo dei comics, non doveva essere una parodia, e doveva essere di nazionalità europea, Russia compresa.
Gli autori hanno poi accompagnato il racconto da una scheda sintetica sul loro personaggio.
Tutti i racconti sono stati appositamente illustrati dal nostro Luca Oleastri e da moltissimi e bravissimi autori della Cyrano Comics, un’associazione culturale che parla, discute e disegna e come tema principale ha il fumetto.
Dalla commistione di questi elementi - editoria libraria, supereroi, autori di narrativa e autori di fumetti - che di solito raramente si incontrano tutti assieme in un unico progetto editoriale, è nato il volume antologico "E-Heroes, storie di supereroi europei".
Con racconti di: Mauro Longo, A. & M. Nicoletti, Angelo Frascella, Davide Giannicolo, Marta Mautino, Giorgio Sangiorgi, Fabrizio Mancini, Attilio Facchini, Dario Moroni, Luigi Tuveri, Enrico Arlandini, Alessio Brugnoli, Simone Samuele Taddei, Roberto Bernocco, Marco Montozzi, Paolo Ninzatti, Baldassarre Minopoli, Alex Panigada, Enrico Martini, Luca Trovato, Cosimo Crea, Yami, Maurizio Matassi, Maurizio Vicedomini, Anselmo Roveda, Adriano Muzzi, Sonia Galdeman, Flavio Firmo, Polly Russel, Ugo Spezza, Alexia Bianchini, Marco Vecchi, Mino Vitiello, Christian M.Fedele, Marcello Maestri, Giuseppe Maisano, Rino Casazza, Luca Oleastri, Andrea Marchini, Nicola Frontori, Davide Calisi, Andrea Obinu, Pietro Chiappelloni, Sergio Paumbo, Cettina Barbera
Illustrazioni di: Enrico Bante, Jacopo Bissoli, Loren Carpitella (Hibiki), Elena Corsi, Elia Raffaello Diliso, Federico Gaspari, Enrico Giusti, Emiliano Mujelli (Muge Jr.), Cristian “Daimon” Polizzi, Michele Righetti, Luca Oleastri

Se siete interessati, è acquistabile qui .

martedì 18 giugno 2013

Il risveglio degli Obliati

IL RISVEGLIO DEGLI OBLIATI, di Massimiliano Prandini, Gabriele Sorrentino, Marcello Ventilati, Simone Covili, Sara Bosi
Edizioni Domino, 348 pagine, € 17,00
Genere: fantasy
Voto: 4/5


ATTENZIONE! QUESTO COMMENTO CONTIENE SPOILER, QUINDI SE NON AVETE ANCORA LETTO "LE SORGENTI DEL DUMRAK" NON ANDATE AVANTI!

"Il risveglio degli Obliati" è la seconda parte della trilogia di Finisterra del collettivo di autori modenesi XOmegaP.
Gli eroi sono tornati in vita e minacciano Finisterra con uno spaventoso esercito di non - morti.
La responsabilità è di un manipolo di personaggi che, convinti di fare il bene del proprio popolo, hanno in realtà innescato una catastrofe.
Ognuno cercherà di rimediare a modo suo, chi restando fedele a se stesso, chi con una serie di voltagabbana.
Una sola cosa è certa: la guerra è ormai totale.
Innanzi tutto, devo ricordare che questo romanzo ha vinto il "Premio Cittadella" organizzato dall'Associazione "I sogni nel Cassetto", assegnato all'ultima edizione del San Giorgio di Mantova Boooks.
La motivazione è stata la grande maturazione stilistica rispetto al primo romanzo.
In effetti è vero; una grande maturazione c'è stata.
Il romanzo ha una buona trama e dei personaggi splendidamente delineati. Questo è un pregio che il primo libro non aveva, sopratutto perché era condizionato dal fatto di essere un capitolo introduttivo. In questo secondo, invece, dato che ormai sappiamo tutto del mondo di Finisterra gli autori si sono potuti dedicare maggiormente ai protagonisti.
Poi è scritto bene, niente da dire. Ho solo trovato un pochettino noiose alcune scene di guerra, ma nemmeno tutte. In particolare l'ultima, cioé l'assedio della città di Vùos, è davvero ben fatta.
Una cosa che invece in questo romanzo emerge con più chiarezza rispetto al primo sono le differenze di stile tra gli autori. Sono cose piccole, eh, proprio sfumature, ma stavolta le ho sentite di più rispetto a "Le sorgenti del Dumrak". Senza fare nomi, posso dire che alcuni sono autori più d'azione, che si soffermano meno sui particolari, mentre altri vanno un pò più a fondo e quindi riescono a essere, almeno per quel che mi riguarda, più coinvolgenti; ma, a parte ciò, ci troviamo di fronte a cinque scrittori tutti molto validi.
E ora attendiamo il terzo!

giovedì 13 giugno 2013

Altrisogni 6

È disponibile il numero 6 di Altrisogni, con sette racconti, un ricco comparto di articoli e servizi e il bando di una selezione editoriale per racconti di fantascienza.

Il numero 6 di Altrisogni, la rivista digitale italiana di narrativa fantastica, è disponibile dal 30 maggio sul sito dell'editore dbooks.it (http://www.dbooks.it/libreria/scheda/148/23/periodici/altrisogni-06.html).
Nelle sue pagine - impreziosite dalla copertina e dalle illustrazioni interne di Ettore Biondo - si respira aria di evoluzione: nuovi collaboratori, nuove idee e nuovi obiettivi da perseguire. A tutti gli effetti, Altrisogni 6 rappresenta un vero “giro di boa”, nei contenuti ma anche nella direzione strategica. La rivista lancia infatti la sua prima selezione editoriale e ne pubblica il bando ufficiale: si tratta di I racconti del Purgatory Lounge, aperta a tutti gli autori che vogliano cimentarsi con racconti lunghi di fantascienza basati sul format già proposto in Altrisogni 5. I selezionati saranno pubblicati in una nuova collana di ebook singoli edita da dbooks.it a marchio Altrisogni.

Ricco, come sempre, il comparto redazionale. All'interno del sesto numero della rivista elettronica dedicata alla narrativa sci-fi, horror e weird è possibile leggere un'intervista allo scrittore e sceneggiatore horror Samuel Marolla, autore di libri per Edizioni XII, Mondadori e Mezzotints e attivo sul versante fumettistico con le testate Dampyr e Zagor. Non manca un articolo di approfondimento sulle tecniche di scrittura e un articolo divulgativo sull’immaginario fantastico, dedicato all'universo Steampunk e curato dall'Associazione Culturale Steampunk Italia.
Altrisogni 6 presenta inoltre uno speciale sui blog letterari e sulla manifestazione letteraria k.Lit, realizzato dall'autore e blogger Fabrizio Valenza. Il tutto corredato come sempre da notizie, recensioni e suggestioni.

Cavallo di battaglia della rivista rimangono i racconti. In questo numero ce ne sono sette, tra cui quello “a invito” scritto a quattro mani da Dario Tonani e Claudia Graziani. Gli altri autori pubblicati sono (in ordine alfabetico) Alexia Bianchini, Lorenzo Crescentini, Simone Lega, Daniele Picciuti, Sara Simoni e Lia Tomasich.

Altrisogni 6 è acquistabile al prezzo di 2,90 euro per 124 pagine sul sito dell'editore dbooks.it: http://www.dbooks.it/libreria/scheda/148/23/periodici/altrisogni-06.html. Come sempre, nella stessa pagina è disponibile un’anteprima gratuita, di ben 32 pagine.

Per qualunque informazione consigliamo di consultare il blog ufficiale della rivista (http://altrisogni.blogspot.it), la pagina Facebook ufficiale (http://www.facebook.com/Altrisogni), oppure scrivere all'indirizzo altrisogni@dbooks.it.

Per inviare racconti e illustrazioni, l’indirizzo di riferimento è selezione@altrisogni.it. Per l’invio è pero necessario seguire le linee guida espresse sul blog della rivista, nella pagina dedicata: http://altrisogni.blogspot.it/2012/01/come-inviare-un-racconto-ad-altrisogni.html.

Scuse ai lettori

Ho riletto "Elfo per metà" e "Il cigno e il lupo" perché mi sono (era ora) messa sul seguito, e mi sono accorta di due papere.
Cavoli, non so proprio come ho fatto a non notarle. Questi sono i motivi per cui serve un editing...
Comunque, la prima è talmente macroscopica che non so come mai nessuno me l'ha fatto notare. Mi hanno fatto notare altre cose che in realtà a leggere attentamente il libro avevano una spiegazione, ma di questa mai nessun cenno.
Non vi dico qual è, così magari nessuno se ne accorge (...), ma comunque è facilmente individuabile dalla lettura di "Elfo per metà".
La seconda riguarda un nome geografico, cioé il nome di un fiume ne "Il cigno e il lupo". Mi sono accorta che si chiama Mir, esattamente come il fiume dell'altro romanzo a cui stavo lavorando in quel periodo. Quindi due fiumi con lo stesso nome in due diversi universi narrativi.
Lo so, dovrei spremermi di più le meningi con i nomi geografici.

San Giorgio di Mantova Books 2013: resoconto

Eccomi finalmente con il resoconto dell'evento "libresco" di Mantova, che anche questa volta è venuto e se ne è andato lasciando la malinconia per un nuovo lungo anno di attesa.
Purtroppo c'è sempre qualcosa che lo disturba. Stavolta è stata una sventagliata d'acqua che domenica pomeriggio verso le due e mezza (proprio l'ora in cui la gente poteva decidere di uscire di casa) ha costretto tutte le bancarelle a sbaraccare (i libri non vanno d'accordo con l'acqua).
A parte ciò, come al solito l'evento si è presentato ricco di spunti interessanti.
L'entusiasmo dello staff è ammirabile, perché organizzare un evento simile è molto faticoso, quindi un plauso a tutti; e un plauso anche al Comune di San Giorgio di Mantova che, nonostante i tempi, investe in un evento culturale popolare fino a un certo punto, perché comunque non attira tanta gente come per esempio una sagra.
E qui vorrei inserirmi nelle polemiche che ho sentito in giro, sopratutto da autori ed editori che si lamentavano per il poco afflusso di gente.
E' vero, è un dato di fatto che ci sia poco giro.
In realtà è stata colpa del tempo atmosferico, perché domenica pomeriggio qualcuno cominciava ad esserci; e l'anno scorso il terremoto, e due anni fa di nuovo il maltempo. E' un evento che non va d'accordo con Madre Natura.
A parte ciò, a me personalmente non interessa vendere libri; tanto è vero che ho portato le copie che avevo, non mi sono nemmeno sprecata a comprarne altre, perché sapevo che non avrei venduto. Ma non ho venduto nemmeno quando sono andata a Torino, che ha una grandezza ben diversa!
In realtà, per come la vedo io, lo scopo di queste fiere sono le relazioni pubbliche; perché s'incontrano vecchi amici, se ne conoscono di nuovi, si parla con gli editori, ci si confronta con gli scrittori, si conosce di persona gente con cui hai contatti solo su facebook...
Insomma, anche se il portafoglio non si gonfia (anzi, si svuota, perché almeno due libri li compri...) ci si arrichisce dal punto di vista umano. E mi pare la cosa più importante.

mercoledì 5 giugno 2013

San Giorgio di Mantova Books: parla il direttore!

Eccoci all'ultimo comunicato stampa prima dell'evento.
Ricordo a chi fosse interessato che io presenterò domenica pomeriggio dalle 15.45 alle 16.30 assieme a Valentina Bellettini, Deborah Desire e Margherita Acs sul Palco Esterno (in caso di pioggia, probabile, nella Saletta Autori). Moderatore sarà Antonio Lanzetta e tema dell'Incontro "Mondi fantasy al Femminile".

Lasciamo quindi la parola al direttore artistico dell'evento, Mauro Fantini:

Quest'anno il San Giorgio di Mantova Fantasy cambia look. Arrivato alla sua quarta edizione l'evento si trasforma in San Giorgio di Mantova Books per dare spazio anche ad altri generi letterari. La ricetta comunque rimane la stessa. Divulgare la letteratura e promuovere autori ed editori esordienti ed emergenti.
Il Festival si allarga non solo per lo staff - segnalo in primis l'autrice Anna Giraldo che coordina gli editori e l'ufficio stampa e Antonio Lanzetta, anch'egli scrittore - coordinatore degli autori Free. Vice direttore del festival è sempre Alfonso Zarbo già mio collaboratore dalla prima edizione.
Come dicevo, quindi, avremo oltre 120 autori presenti, 30 espositori, 64 eventi in programma nei due giorni che saranno appunto sabato 8 giugno e domenica 9 giugno dalle 9:00 alle 20:00. Ingresso completamente gratuito e svolgimento anche in caso di maltempo.

Ospiti d'onore d'eccezione saranno:

I Ghost Hunter team - direttamente dalla trasmissione Mistero di Italia 1 domenica 9 giugno alle ore 16:00

Francesco Falconi - Muses - sabato 8 giugno alle ore 11:15

Mony Wicher - sabato 8 giugno alle ore 10:30

Fabio Cicolani - Le Magie di Omnia - sabato 8 giugno ore 9:30

Lory Posadino - CSi - sabato 8 giugno alle ore 16:00

Tavole rotonde, workshop, presentazioni e premi letterari si susseguiranno per tutta la durata del festival culturale.

Programma completo sul sito www.sangiorgiodimantovabooks.blogspot.it oppure sulla fanpage di facebook.

Vi aspettiamo numerosi dai 5 ai 90 anni. DRAGO CHI LEGGE.
Il direttore artistico Mauro Fantini

domenica 26 maggio 2013

Ingenerare opinioni: il caso di Davide, ragazzo omosessuale

Stamattina voglio fare un post che esula un po' dal tema del blog, ma che comunque per certi aspetti si occupa di scrittura.
Ieri sul sito di Repubblica (non so se anche sul cartaceo) è apparsa una lettera di un ragazzo omesessuale (qui) che chiedeva alle istituzioni italiane il riconoscimento dei suoi diritti.
Chissà se è vera oppure no; al di là di questo, è un modo per accendere i riflettori su un tema sociale con parole strappalacrime che colpiscono il cuore del lettore, operazione che i giornali fanno spesso e volentieri.
Vabbé, ci siamo abituati; in fondo è anche una discussione giusta.
Quello che mi ha fatto rabbrividire è la continuazione della faccenda. Stamattina apro il sito di Repubblica e vedo questo titolo:
"Caro Davide, non ti lasceremo solo.
L'omofobia diventerà presto un reato"

L'articolo è una lettera di risposta al ragazzo della presidente della camera Laura Boldrini.
Ora, io penso che la Boldrini sia una persona intelligente, e quindi mi sembra strano che lei possa affermare una cosa come far diventare l'omofobia un reato.
In effetti, leggendo l'articolo non si trova traccia di questa scempiaggine. Probabilmente (spero) il titolo è stato coniato dal giornale.
Qual è il problema?
Il titolo presenta un'immagine forte (l'omofobia come reato) per permettere al lettore di schierarsi subito. Quello che si forma nella mente di chi legge è: "Davide è un povero ragazzo che ci fa pena e simpatia (e infatti viene chiamato CARO e ci si rivolge a lui dandogli del tu) e per questo è giusto che i brutti cattivi omofobici vengano puniti."
Quindi questo titolo esprime un'opinione e la fa passare al lettore.
Se ci fate caso, i giornali hanno spesso la tendenza a dirci che cosa dobbiamo pensare (e se non vi fidate di me, leggete questo saggio che vi aprirà gli occhi), ma stavolta l'errore è grossolano. Perché far diventare l'omofobia un reato significherebbe punire un'opinione. E' come far diventare reato il fatto che non ti piace la cioccolata.
Non è possibile punire l'omofobia in sé, ossia la paura irrazionale dell'omosessualità. Semmai, si può punire l'odio e la violenza generata dall'omofobia; e istituti in cui far rientrare questa fattispecie ce ne sono: ingiuria, diffamazione, minaccia, violenza privata. Il massimo che si può fare è rendere l'omofobia un'aggravante.
Non è possibile aprire il sito di uno dei massimi quotidiani nazionali e trovare un titolo che generi nel lettore l'idea che si possano punire le opinioni altrui, per quanto criticabili esse siano, perché la libertà d'opinione è tutelata dalla Costituzione e da tutte le Convenzioni Internazionali sui diritti umani.
Se ci pensate, tutti voi avete almeno un amico maschio etero un po' omofobico. Vi pare giusto che debba essere arrestato solo perché ha paura dell'omosessualità?
A me pare una follia, una follia pericolosa.
E comunque il problema è uno solo: il riconoscimento delle unioni civili, omossessuali ma anche eterosessuali.
Cominciamo da questo. Se le istituzioni saranno meno omofobiche, può darsi che i cittadini le seguiranno.

mercoledì 15 maggio 2013

L'era del Leviatano



L'ERA DEL LEVIATANO, di Marialuisa Amodio
La Penna Blu Edizioni, 360 pagine, € 17,50
Genere: fantascientifico/fantastico
Voto: 2,5/5


E' difficile dire di che cosa parla questo libro.
Vorrei descrivere la trama, ma non so da che parte cominciare perché, sebbene abbia una certa linearità di fondo, è talmente complessa che farne un riassunto è impossibile.
Tutto ruota attorno a un misterioso bambino, una sorta di divinità che ha la missione di sconfiggere un'entità chiamata Leviatano.
Accanto a lui ci sono altri personaggi: Viridius Kallas, un ex guerrigliero destinato ad aiutare la piccola divinità; Karol, un ragazzo che, per amore di Viridius, si è fatto donna; e infine Narik, una mercenaria che si ribella al potere precostitutito.
Questa, evidentemente, è solo una lista di personaggi. Le interconnessioni tra loro sono difficili da spiegare perché, di fondo, il romanzo è assolutamente surreale.
Il Bambino nelle sue peregrinazioni incontra personaggi e situazioni stranissime, che sembrano uscite da un sogno. Tanto per cominciare, all'inzio vive in un bosco nascosto dalla sabbia di una spiaggia. Poi passa su una nave da crociera piena di cannibali, viene portato da una zattera di morti fino a una terra desolata dove incotra un pullman pieno di dei dimenticati, poi diventa apprendista di uno stregone dai capelli verdi e via discorrendo. Insomma, surrealismo allo stato puro. Il Bambino infilato in un quadro di Mirò o di Dalì.
Ma non è questo il problema del romanzo. In realtà quest'aurea magica è un pregio, perché senza dubbio rende "L'era del Leviatano" un'opera originale; e anzi, c'è da fare i complimenti all'autrice per la sua fantasia. Di sicuro ha ben presente che cosa sia il "sense of wonder".
Peccato che il surrealismo prevalga su tutto il resto. La storia è un rincorrersi d'immagini e trovate che suscitano nel lettore meraviglia, ma di certo non rendono facile comprendere di che cosa si stia parlando.
Tuttavia non è nemmeno questo il problema principale, perché a un certo punto si capisce che non bisogna aspettarsi una trama lineare ma semplicemente lasciarsi trasportare dalle parole.
Il problema è la mancanza di coinvolgimento.
Innanzi tutto è troppo lungo. Succedono troppe cose, i personaggi si trovano in un nuovo pericolo praticamente ogni due pagine. Capisco che serva per creare suspence e azione ma, come si suol dire, il troppo storpia e, in questo caso, annoia.
Secondo problema: molti passaggi di azione (e parlo di azioni lunghe, tipo viaggi) sono descritti in una riga, senza approfondimento.
Per riassumere, succedono tantissime cose descritte il meno possibile per 360 pagine.
Il risultato è una specie di lista della spesa che ogni tanto ha buoni momenti narrativi ma per lo più è sterile.
I personaggi, ovviamente, sono appena appena abbozzati. Si arriva alla fine senza essere riusciti a formarsi nella testa un'idea chiara di ciascuno e, sopratutto, la mancanza di approfondimento fa sembrare fuori luogo alcune delle loro azioni. Per intenderci, siccome il lettore non capisce il carattere del personaggio non capisce nemmeno perché sia spinto a fare certe cose.
E' un peccato, perché il libro tutto sommato è interessante, anche perché tocca qualche tema sociale.
Forse avrebbe bisogno di un taglia e cuci più incisivo e di una struttura diversa.

mercoledì 1 maggio 2013

San Giorgio di Mantova Books: programma del 9 giugno

Ecco il programma per domenica 9 giugno.

Auditorium

10.00 –11.30 Premiazione dei Concorsi Letterari a cura dell’Associazione I Sogni nel Cassetto: PREMIO CITTADELLA, PREMIO MAGIA URBANA e altri. 11.30 – 12.00 Breve dibattito sulla situazione editoriale italiana a cura del direttore editoriale Gianpiero Grasso, con la parteci-pazione degli autori di Editrice GDS.
12.00 – 12.30 Premiazione del concorso Diverso Sarò Io a cura del Forum Letterario PescePiratA in collaborazione con SGM Books. Con Massimiliano Tosarelli.
14.00 – 15.00 Illustratori a confronto: le curiosità, le tecniche e le opere più interessanti degli artisti fantasy italiani. Con Fabio Porfidia
15.00 – 16.00 Tavola rotonda con gli autori di Mondado-ri Chrysalide. Moderano Alfonso Zarbo e Andrea Storti.
16.00 – 17.00 Direttamente dalla trasmissione Mistero il Ghost Hunters Team, gli acchiappa-fantasmi più famosi d'Italia. Con Mauro Fantini.
17.00 – 18.00 Elena Cabiati presenta La viaggiatrice di O (Nord). Con Anna Giraldo.


Biblioteca
10.30 – 12.30 Sara Deodati, editor e agente letterario di Luna Letteraria, e Damiano Moscatelli diwww.tribuks.com sono a disposizione per colloqui individuali con aspiranti autori. Prenotazione obbligatoria da effettuare in loco entro le 10.00 di domenica 9 giugno presso l’infopoint del SGM BOOKS. 15.00 – 16.00 Abitanti della Terra (di Mezzo e non). Si parla di Tolkien e connettivismo con gli autori e saggisti Roberto Fonta-na e Giovanni Agnoloni. Con Fabio Cicolani e Antonio Lanzetta.
17.00 – 18.00 Terre di Confine presenta Storie di Confine (WildBoar Edizioni), antologia benefica il cui ricavato è destinato a Medici Senza Frontiere. Con Fabiana Redivo e Anita Book.


Tana del Drago
11.30 – 12.15 Limited Editions presenta Non solo Fantasy. Idee e autori per un anno di pubblicazioni.
16.00 – 16.45 Giocare con la magia - come nascono gli esseri speciali del fantasy con gli autori Alberto De Stefano e Thomas Mazzantini. Modera Andrea Storti.
17.30 – 18.00 Gilgamesh presenta Telebordello - Storie da far rizzare l'antenna (Fausto Bertolini).

Saletta Seminari
10.00 – 11.00 Draghi e Principesse (età consigliata 5-8 anni). Stage di disegno a cura di Carlo Moretti, pittore e scultore. 11.00 – 12.00 Scrivere un poema fantasy. Seminario a cura di Fabrizio Corselli, scrittore di poesia epico-mitologica e saggista e insegnante di Composizione Poetica.
14.00 – 15.00 Scrivere in lingua elfica Tengwar. Seminario a cura di Roberto Fontana, saggista e calligrafo.
16.00 – 17.00 Illustrare un personaggio fantasy. Seminario a cura di Fabio Porfidia, illustratore di cover fantasy e giochi di ruolo.

Palestra
15.00 – 17.30 Stage di Danza RAQS AL ASSAIA (danza del bastone) livello “Open” organizzato dall’associazione “I SOGNI NEL CASSETTO”, a cura di Gabriella Tomini.
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Sala A Editori
10.30 – 11.15 PresentartSì presenta I quaderni di Plaza de Ar-mas (Marco Venturini), Acqua e l'isola dei matti (Elio Terreni) e Il primo post-it sulla luna (Mario De Rosa). 12.00 – 13.00 GDS edizioni presenta La biblioteca dell'immagi-nario (NOCTURNA), a cura di Filomena Cecere.
14.45 – 15.45 Edizioni Domino presenta Aghjkenam - il segreto della città perduta (Fabiana Redivo), Finisterra - il risveglio degli obliati (XOmegaP), La saga del Duca di Norlandia (Adriana Comaschi) e I guardiani delle Anime - secondo volume (M.P. Black). 16.15 – 17.00 Edizioni Rei presenta Ghiro Zuzu (Deborah Scol-lato).
17.00 – 17.45 Edizioni Piuma presenta Drimillo il catturasogni e… la pianta carnivora, Drimillo il catturasogni e… l’isola miste-riosa (Iris Bonetti).
17.45 – 18.30 Plesio presenta la propria linea editoriale.


Sala B Editori
11.15 – 12.00 Vincent Books presenta - Il posto tranquillo (Francesco Tedeschi) - Pontiac – Storia di una rivolta (Wu Ming 2). 12.00 – 12.45 Lettere Animate presenta - Milites (Cristina Latta-ro).
14.00 - 14.45 Linee Infinite presenta - Ogd, ovvero il lato B di ogni cosa (Anna Giraldo) - Il corsaro dagli occhi di ghiaccio (Mauro Fantini).
15.30 - 16.15 Albero Niro presenta - San Giorgio contro il drago (Chiara Del Rosso - Eros Paradisi).
16.45 – 17.45 Silele edizioni presenta - Jess (Marina Vazza) - Green Hills (Gianpaolo Daccò) - Quel maledetto imbroglio (Franco Sichi).
17.45 – 18.30 Inbooki presenta - Trame di Porpora (XOmegaP) - Le dune di Alilat (Martino Vecchi).

Palco Esterno
In caso di maltempo, Saletta autori
11.00 – 11.45 Circostanze da incubo - l’horror in tutte le sue declinazioni, con gli autori Simone Falorni, Simona Cremonini, Cristina Lattaro. Moderano Alessio Gallerani e Andrea Storti. 11.45 – 12.30 Sulle ali della fantascienza - raccontare futuri possibili e presenti impossibili, con gli autori Massimiliano Grec-chi, Michela Monti, Alessio Gallerani, Michele Raniero. Modera Andrea Storti.
15.00 - 15.45 Tavola rotonda con gli autori di PescepiratA.it Moderano Massimiliano Tosarelli e Anna Giraldo.
15.45 – 16.30 Mondi fantastici al femminile: autrici di fantasy a confronto. Con Margherita Acs, Valentina Capaldi, Deborah De-sire, Valentina Bellettini. Modera Antonio Lanzetta.
16.30 – 17.15 Creatori di altri mondi. Inventare mondi fatati: la sfida della verosimiglianza con gli autori Angelo Berti, Angela Gagliano, Gabriella Mariani. Modera Fabio Cicolani.
17.15 – 18.00 Giocare con il destino. Si discute di eroi e dannati del fantasy con Davide Cencini, Gianni Gavioli, Paolo Parente, Stefano Tomei. Modera Andrea Storti.


Per tutta la durata della manifestazione:
Stand degli editori presenti
Bookshop della libreria IBS Mantova
Primo raduno nazionale del Forum PescePiratA.it
Performance di Fumetto con Tavolette Strette
Stand Cucina Tollerante con Proposte Tolleranti Per Tutti I Gusti
Stand Tutto Qui & Dintorni rivista di Contamina-zione Culturale
Stand Domino City
Stand Tribuks, associazione per servizi letterari
Stand Agenzia Luna Letteraria
Stand Amici Ludici

martedì 30 aprile 2013

San Giorgio di Mantova Books: programnma dell'8 giugno

Quest'anno il San Giorgio di Mantova Books si presenta ricchissimo di eventi!
Ecco il programma per sabato 8 giugno. Domani posto anche quello di domenica.

Auditorium
9.00 – 09.30 Discorso di apertura del Direttore Artistico Mauro Fantini e Premiazione concorso Scritti di Scuola a cura di Solange Mela.
Incontri con le scuole e con il pubblico. Moderano Andrea Storti e Anita Book.
09.30 – 10.30 Fabio Cicolani, autore di Le magie di Omnia (La Corte Editore).
10.30 – 11.15 Moony Witcher, autrice delle avventure per ragazzi di Nina, Geno e Morga (Giunti e Mondadori).
11.15 – 12.00 Francesco Falconi, autore di Muses (Mondadori).
14.30– 16.00 Emanuele Manco, curatore di FantasyMagazine, presenta l’almanacco cartaceo Effemme. A seguire, speciale Game of Thrones: la differenza tra libri e serie tv, con l'esperta Martina Frammartino.
16.00 - 17.00 Lory Posadino ci parla della serie tv CSI: tra in-venzioni e indagini reali. Con Mauro Fantini.

Biblioteca
9.00 – 13.00 Corso base di Cake Design a cura di Ylenia Ionta (Sweet Art Cake Design).
17.15 – 18.15 Reading di poesia. Con Franco Sedda, Carlo Mo-retti, Davide Longfils, Marco Moretti. Presenta Anita Book.

Tana del Drago
14.30 – 15.15 RomanticaMente. Le grandi storie d’amore con le autrici Evelyn Storm e Angela Parise. Modera Fabiana Redivo.
15.45 – 16.30 Sfondi fiabeschi. Si parla di ambientazioni magiche con le autrici Vittoria Sacco e Loredana Rossetti. Modera Sara Deodati.
17.15 – 17.45 Damster presenta A che ora ti chiamo (Carloalberto Vezzani) e L'ultimo tatuaggio (Marco Lugli).
17.45 – 18.30 La finzione del reale. Tra tanti amanti del fanta-stico, autori che amano fantasticare con la realtà: Mauro Saggioro e Cristina Lattaro. Moderano Andrea Storti e Alessio Gallerani.

Saletta Seminari
11.00 – 12.00 Scrivere per un web magazine. Seminario a cura di Emanuele Manco, direttore di Fantasy Magazine.
14.00 – 15.00 Comporre haiku. Seminario a cura di Fabrizio Corselli, scrittore di poesia epico-mitologica, saggista e inse-gnante di Composizione Poetica.
15.00 – 16.00 Draghi e Principesse (età consigliata 5-8 anni). Stage di disegno a cura di Carlo Moretti, pittore e scultore.
16.00 – 17.00 Scrivere narrativa fantastica (e non solo): dall'editing alla presentazione del manoscritto agli editori. Il seminario è a cura di Fabiana Redivo, autrice fantasy e responsabile del Premio Cittadella, e Alfonso Zarbo, presidente di giuria del Cit-tadella per l'edizione 2013. Nel corso del seminario, entrambi saranno a disposizione dei partecipanti per valutare con loro la potenzialità di sinossi e incipit dei romanzi

Sala A Editori
12.00 – 12.45 Damster Editore presenta Ricette Fatali (Katia Brentani) e L’ombra della Stella (Lorena Lusetti).
14.45 – 15.30 Gilgamesh presenta La filosofia della natura nel De incantationibus di Piero Pomponazzi (Luca Cremonesi) e La Mente Cosmica - Una metafisica del pensiero (Roberta Lugoli).
15.30 - 16.15 Acar edizioni presenta Fantasmi e segreti al Castello di Sorci (Amos Cartabia).
16.45 – 17.45 Il Ciliegio presenta Extraunione e la società degli uomini morti (Michele Raniero), Il sole di Alur – Il custode del tramonto (Alessandro Fusco) e I Demoni di Eukora – Il negromante (Gregorio Antonuzzo).
17.45 – 18.30 Butterfly presenta Il cuore insanguinato (Pamela Boiocchi) e Mary Read – di guerra e di mare (Michela Piazza).

Sala B Editori
11.15 – 12.00 Elmi’s Word presenta - Sogni Inquinanti (Elettra Groppo).
14.00 - 14.45 Runa Editrice presenta Strix Julia (Cristina Latta-ro) e Archon (Marco Alfaroli).
15.15 - 16.00 Sometti presenta - la propria linea editoriale.
16.15 – 17.00 La Corte presenta - la propria linea editoriale.
17.30 – 18.15 Il pineto presenta – Micio Miciosissimo Alvin (Sil-via Orlandi) – Miti e leggende della II guerra mondiale (Rudy Marini).

Palco Esterno
In caso di maltempo, Saletta autori
14.30 – 15.30 I volti del Crime - giallo, thriller e noir a confronto con gli autori Alberto Petrosino, Giulia Martani, Alessio Gallerani, Tiziana Silvestrin.
15.30 – 16.30 In fuga dalla realtà. Si discute di Urban Fantasy con le autrici Giulia Marengo, Barbara Riboni, Monique Scisci, Blake Blink e Anna Giraldo. Moderano Andrea Storti e Anita Book.
16.30 – 17.30 Dibattito sul rapporto tra scrittore ed editore con Sara Deodati (editor e agente letterario – Agenzia Luna Letteraria), Amos Cartabia (Scrittore ed editore - Ed. A.Car), Alberto Vassale (www.tribuks.it), Alfonso Zarbo e Fabio Cicolani.
21.00 Concerto del gruppo gothic/power metal Korigans (in caso di maltempo il concerto si terrà nell’Auditorium).

Per tutta la durata della manifestazione:
Stand degli editori presenti
Bookshop della libreria IBS Mantova
Primo raduno nazionale del Forum PescePiratA.it
Performance di Fumetto con Tavolette Strette
Stand Cucina Tollerante con Proposte Tolleranti Per Tutti I Gusti
Stand Tutto Qui & Dintorni rivista di Contamina-zione Culturale
Stand Domino City
Stand Tribuks, associazione per servizi letterari
Stand Agenzia Luna Letteraria
Stand Amici Ludici

domenica 21 aprile 2013

Black city



BLACK CITY, di Victor Gischler
Newton e Compton Edizioni, 313 pagine, € 6,90
Genere: post apocalittico
Voto: 5/5


Ricordo che, quando questo libro è uscito, avevo deciso di non comprarlo; la ragione era la bruttissima copertina, che non c'entra niente con il contenuto e che faceva pensare all'ennesimo romanzo sui vampiri.
Di sicuro è un effetto voluto per vendere il libro, ma con me la Newton aveva ottenuto il risultato opposto.
Poi è accaduto che sono andata a sentire una presentazione di Lansdale e assieme a lui c'era anche questo autore di cui non avevo mai sentito parlare, tale Gischler, un signore della Lousiana, un po' tracagnotto e rosso di capelli. Ed è stato un colpo di fulmine.
La sua presentazione è stata così interessante che ho avuto addirittura l'impressione che mettese in ombra Lansdale (e parlo di Lansdale).
Così ho finito per acquistare questo libro.
Anche il titolo italiano non c'entra un cavolo con il contenuto. In orginale è "Go-go girls of the Apocalypse", molto più coerente. Se lasciavano il titolo originale era meglio.
Davvero, tradurre un libro con tale copertina e tale titolo è un'operazione commerciale senza senso, ma spesso le nostre case editrici fanno cose prive di senso.
Comunque, veniamo al romanzo.
Il mondo è devastato da terremoti e guerre nucleari. All'alba del disastro, Mortimer Tate decide di rifugiarsi in una baracca in montagna per sfuggire al suo divorzio. Nove anni dopo, spinto dalla nostalgia per il mondo, torna di sotto; e trova il post Apocalisse.
Il tema del romanzo è esattamente questo: il post Apocalittico.
Gischler, che in genere scrive noir e pulp, ce lo descrive a suo modo: cannibali, schiavisti, locali di strip, bande armate, pistoloni giganti e tante sbronze in un romanzo molto d'azione, senza un attimo di respiro, con un impianto fumettistico (tra le altre cose, Gischler è anche sceneggiatore di fumetti).
Non aspettatevi quindi un'opera di riflessione sulle azioni umane che hanno portato alla fine del mondo; c'è solo un piccolissimo accenno al sistema capitalista e a quello socialista, che però naufragano entrambi in un lago di sangue.
Più che altro, la forza di questo romanzo sta nel mix tra violenza e ironia. Ci sono trovate così improbabili che si capisce che Gischler si è divertito un sacco a scriverlo: treni spinti con un carrello da uomini nerboruti, dirigibili da salvataggio, Mini Cooper utilizzate come mezzi d'assalto.
L'unica cosa che sembra mancare in questo nuovo modno da incubo è il caffé; e si uccide di più per procurarsi quello che per avere la benzina.

"La biblioteca di Mortimer includeva romanzi di fantascienza, alcuni dei quali prospettavano i particolari di un'Apocalisse.
Mortimer li aveva selezionati con sarcastica ironia. Le solite avvisaglie da cui il mondo avrebbe avuto sentore dell'imminente catastrofe: alieni, collisioni con comete e meteore, epidemie, distruzioni nucleari di massa, robot che si ribellano contro i loro creatori, disastri naturali di ogni sorta e via dicendo. Il preferito di Mortimer: burocrati spaziali che distruggono la Terra per fare posto a una tangenziale dell'iperspazio."

"La rossa - Brandi- raggiunse le compagne all'ultimo momento. Aveva trovato un paio di scarponi militari frugando fra i cadaveri e ora si stagliava, alta ed energica, nel suo coordinato intimo verde, il calcio del fucile automatico AK-47 appoggiato sul fianco. Il vento le scompigliava la chioma rossa. Una lunga striscia di sangue altrui su una gamba. Teneva la testa alta, gli occhi vigili. Sembrava che avesse il mondo ai suoi piedi.
Eccola qui, pensò Mortimer. L'icona di una nuova era. Avrebbe potuto comparire sul manifesto di arruolamento nell'esercito più arrapante del mondo.

sabato 20 aprile 2013

Prendersi sul serio... ma anche no

Il mondo della letteratura esordiente mi fa fare sempre un sacco di risate.
Sorpatutto gli scrittori esordienti che non accettano le critiche mi fanno ridere.
Se non avete nulla da fare e volete passare un'oretta di divertimento basta andare su qualche blog che spara a zero su certi libri (perché credetemi, in giro c'è gente molto più cattiva di me, e a ragione) e troverete sfilze di commenti dell'autore inviperito che, di solito, batte sulla tesi che il blogger non capisce niente di letteratura, che ce l'ha con lui, che lo attacca dal punto di vista personale e altre lamentele da bambino capriccioso.
Cavoli, è una critica letteraria, non un'offesa a tutta la vostra stirpe tale da giusitificare una faida.
Se qualcuno fa notare dei difetti nello stile vale la pena di rifletterci, no? Magari, ma dico, solo magari, un fondo di verità nelle parole del blogger brutto sporco cattivo e invidioso c'è.
La verità è che certi scrittori si prendono troppo sul serio. Basta pubblicare un libro (magari anche a pagamento) per farli andare fuori di testa. Una copertina con il loro nome e si credono tutti Uberto Eco.
Umiltà; questo ci vuole. Anche se avete pubblicato con Mondadori con un contratto da 100.000 copie.
Perché un autore che non accetta le critiche non è simpatico ai potenziali lettori, e perciò si perde dei clienti.

lunedì 15 aprile 2013

The Heroes


THE HEROES, di Joe Abercrombie
Gargoyle Edizioni, 716 pagine, € 17,90
Genere: war fantasy
Voto: 5/5


Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l'onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio.
Il Principe Calder non ha alcun interesse per l'onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere.
Curden lo Strozzato, l'ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all'arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno?
Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.


Credo che "The Heroes" non sia un libro per tutti i palati.
Da un lato la trama è abbastanza inconsistente. In pratica descrive tre giorni di guerra tra l'Alleanza e il Nord, e fino alla fine non si capisce nemmeno perché combattano, dato che si viene calati subito in medias res e solo a giochi fatti si comprende che si tratta di una guerra territoriale.
Il problema, ed è l'unico appunto negativo che vorrei fare, è che questo libro segue una precedente trilogia, "The first law", di cui il primo volume è stato tradotto in Italia dopo "The Heroes".
In sostanza ci tocca leggere le cose al contrario; ma comunque bisogna fare un plauso alla Gargoyle per averci portato questo autore molto interessante.
Dicevamo, un romanzo non per tutti i palati. La trama, a parte alcuni piccoli intrighi politici (che comunque ho apprezzato molto), è inesistente, perché il libro è una lunghissima descrizione di carneficine.
Questo è il secondo aspetto per cui non è adatto a tutti; è molto realistico e, di conseguenza, molto sanguinario.
E' una scelta stilistica consapevole da parte dell'autore, che ammette di essere influenzato da Martin.
Quindi se non reggete il sangue, le descrizioni di arti mozzati, teste spaccate e via dicendo lasciate stare; se invece queste cose non vi danno fastidio, né trovate ridicolmente detestabile un grosso sfoggio di testosterone da parte di tutti i personaggi (in fondo è una guerra), allora questo libro vi piacerà molto. Perché è scritto con mestiere, conivolgente, realistico, emozionante.
La linguetta promozionale dice che Abercrombie è uno dei migliori scrittori fantasy della nuova generazione; posso affermare di essere d'accordo.

lunedì 8 aprile 2013

Le false recensioni

Da un po' di tempo circola una polemica sui fakes in Anobii e altri siti dove è possibile inserire recensioni.
Di che cosa si tratta? Nemmeno io lo sapevo fino a qualche tempo fa; in pratica, pare che qualche autore crei falsi account per inserire recensioni positive sul proprio libro, oppure lo faccia fare ad amici.
E' una forma di pubblicità. Non credo sia inquadrabile in una truffa, e nemmeno intendo esprimermi sulla sua moralità; però, siccome c'è una sorta di crociata contro questa pratica, mi sono messa rifletterci.
Specifico come al solito che la mia è un'opinione del tutto personale.
Io credo che una cosa del genere sia controproducente.
Una bella recensione su Anobii invoglia a comprare e leggere il libro. Peccato che Anobii sia un'arma a doppio taglio; infatti, mentre da un lato aiuta gli autori a farsi conoscere, dall'altro è frequentato da lettori forti, generalmente in grado di giudicare la qualità di un libro.
Quindi la situazione che si può creare è questa:
- Il lettore vede una scheda piena di belle recensioni e decide di acquistare il romanzo;
- Il lettore, che non sa della pratica dei fakes, non sospetta minimamente che le recensioni sono false. Quindi legge il libro, lo trova obbrioso e comincia a porsi delle domande: come è possibile che una schifezza abbia ricevuto commenti così positivi? Gli viene un dubbio: è lui che non capisce niente di letteratura o sono gli altri?
- Comincia a cliccare sui profili degli utenti Anobii che hanno parlato bene del libro, per capire che tipo di lettori sono, perché hanno opinioni così diverse dalle sue; e a questo punto scopre che queste persone hanno solo quel libro nella loro libreria, oppure ne hanno anche qualcun altro, ma hanno letto/votato solo quello.
A questo punto il lettore mangia la foglia e si sente preso in giro, perché ha speso dei soldi per un libro che magari, con recensioni veritiere, non avrebbe mai comprato. Ed è facile che ne parli male nei vari gruppi a cui partecipa.
Risultato: l'autore viene bollato come un imbroglione e ottiene il risultato inverso a quello che sperava con le false recensioni.
Ovviamente questo ragionamento funziona solo con i libri brutti; se un libro è bello riceverà buone recensioni dai lettori indipendentemente dai fakes.
Quello che mi lascia perplessa è: perché gli scrittori credono così poco nella loro opera da doversi inventare delle false recensioni?
Oh, sì, so qual è la risposta più ovvia: i fakes servono a vendere.
Beh, questa è una pia illusione. Se sei un autore emergente anche se hai delle belle recensioni su Anobii non vendi molto. Quindi i fakes non servono proprio a niente.
Diverso è il discorso quando si tratta di libri editi da grandi case editrici; sembra, infatti, che anche loro utilizzino questo trucchetto. Ovviamente qui sì che le false recensioni aiutano a vendere.
In questo caso posso esprimermi sulla moralità della pratica: è schifosamente vergognoso. Anche perché accade per libri davvero brutti, per i quali non vale la pena di spendere nemmeno un centesimo. Questa sì che è una truffa nei confronti dei lettori!

martedì 26 marzo 2013

Jacopo Flammer e il popolo delle Amigdale



JACOPO FLAMMER E IL POPOLO DELLE AMIGDALE, di Carlo Mezinger, con illustrazioni di Ludwing Brunetti e Niccolò Pizzorno
Liberidiscrivere Edizioni, 201 pagine, € 12,50
Genere: romanzo per ragazzi ucronico
Voto: 5/5


Da che cosa nasce l'ucronia?
L'ucronia presuppone che a un certo punto, nella storia, succeda qualcosa di diverso da come deve andare. In questo modo uno scrittore può costruire un universo parallelo in cui gli eventi hanno preso una piega diversa da quella che conosciamo.
E se questi universi fossero infiniti? E se fosse possibile viaggiare attraverso il tempo e le dimensioni?
E' quello che capita la piccolo Jacopo Flammer, un normale bambino di Firenze, quando suo nonno Erasmo decide di portarlo in vacanza... nella preistoria!
Peccato che questa normale gita nel passato (per quanto normale possa essere una gita nel passato) si trasformi ben presto in una specie di incubo per il piccolo Jacopo e i suoi amici Elisa e Marco.
Infatti c'è un universo in cui i raptor sono la razza dominante, dinosauri evoluti che si divertono a cacciare nelle altre dimensioni.
Chi aiuterà i tre bambini, separati dai nonni?
E da dove vengono quegli strani esserini pelosi che assomigliano tanto ai dei suricati?
Ho trovato questo romanzo di Carlo Mezinger delizioso; è esattamente il tipo di libro che farei leggere a un bambino. E' ben scritto, originalissimo e divertente; è supportato da una buonissima ricerca storica, è scientificamente coerente e ha dei personaggi memorabili. 
Peccato solo che finisca sul più bello. Voglio leggere il seguito!