giovedì 31 maggio 2012

I Guardiani delle Anime


I GUARDIANI DELLE ANIME, di M.P. Black
Edizioni Domino, 269 pagine, € 16,00
Giudizio: 3,5/5


Dopo la trilogia di Lisa Verdi, M.P. Black ci regala un urban fantasy pieno di azione e di colpi di scena che tengono col fiato sospeso fino all'ultima pagina.
Brandon e Vania, ragazzini adolescenti del Maine, sono in realtà due Spiriti Antichi, cioè la reincarnazione di due amanti del passato; nientemeno che la regina Cleopatra e il suo secondo bel fusto, Marco Antonio.
Aiutati dai Guardiani delle Anime, una sorta di organizzazione segreta che si occupa di proteggere i Reincarnati, i due ragazzi dovranno spezzare un'antica maledizione per proteggere il loro amore millenario.
La prima cosa che devo dire è che c'è un nettissimo miglioramento dell'autrice rispetto ai suoi precedenti romanzi, come del resto è naturale. Per questo sono curiosa di leggere anche il suo nuovo libro, che uscirà tra poco, perché sono sicura che sarà ancora meglio.
Venendo a "I Guardiani delle Anime", devo dire che l'ho trovato un po' in bilico. A tratti è scritto molto bene e non si riesce a smettere di leggerlo. In alcune parti però emerge una certa tendenza alla "fumettizzazione"; sopratutto si nota nei personaggi, che per la maggior parte del tempo tengono comportamenti al di sopra delle righe. Urlano, si piazzano le mani nei capelli, si abbracciano e si baciano ogni volta che s'incontrano, provano emozioni intensissime ecc...
Si può dire che siano un po' tipizzati e distaccati dalla realtà.
Questo è un difetto che c'era anche nella trilogia di Lisa Verdi, in cui tutti sembravano dei matti furiosi. In questo romanzo paiono un po' più sani, ma solo un pochettino.
In effetti, là dove l'autrice va più a fondo nell'esplorazione psicologica dei personaggi il livello della narrazione fa un bel balzo in avanti. Ho trovato alcune scene davvero ben fatte, come quella ambientata a Salem (questo lo dico a beneficio di M.P. Black, perché è ovvio che questo riferimento non dice nulla a chi non ha letto il libro, mentre lei può capire di che cosa parlo).
Però devo dire che ci sono anche alcune situazioni più leggere che ho trovato molto interessanti, come la regina Cleopatra che parla al cellulare; secondo me è una trovata geniale, mi è piaciuta davvero molto.
Forse si poteva andare molto più a fondo di alcuni personaggi e alcune situazioni.
Comunque ha una trama originalissima e piena di fantasia, qualità di cui M.P. Black non difetta di certo, e induce a porsi domande su come andrà avanti, il che significa che è coinvolgente.
In sostanza, l'ho trovato un romanzo con un potenziale enorme, che però è rimasto in parte a ribollire sotto la superficie.

martedì 29 maggio 2012

Zerounoundici a San Giorgio di Mantova Fantasy: Leda Muraro

Eccoci qui con il terzo e ultimo appuntamento dedicato agli autori Zerounoundici che presenteranno con me al San Giorgio di Mantova Fantasy, il 10 giugno alle ore 15.00.
Oggi ci occupiamo di Leda Muraro e del suo "Il riflesso dell'anima".

IL RIFLESSO DELL'ANIMA, di Leda Muraro.
Zerounoundici Edizioni, € 14,50

Era il 1955. Lorenzo aveva solo 25 anni e ancora non sapeva che dopo quella notte niente sarebbe stato più lo stesso. Non sapeva che in poche ore il mondo nel quale viveva sarebbe sparito per sempre. Al mattino nulla era come prima. Non riconosceva la casa nella quale si era svegliato, né le donne che vivevano tra quelle mura e che stranamente lo chiamavano “papà”, ma soprattutto non riconosceva il corpo che vedeva riflesso nello specchio. Un corpo troppo vecchio per essere il suo. Erano trascorsi 60 anni in poche ore e si ritrovava intrappolato in un corpo che stava morendo senza sapere come poter tornare indietro. Come poter tornare da lei. Perché nel 1955 aveva lasciato una cosa importante, e quell’ultima notte aveva preso la decisione sbagliata.

Leda Muraro è una ragazza di 27 anni e la sua vita si divide tra diversi lavori; oltre a essere impiegata, gestisce una libreria on line specializzata in fantasy ( Libreria Fantasy ). Scrivere però è sempre stata la sua vera passione, sin da quel giorno in cui sotto l’albero di natale trovò la sua prima macchina da scrivere. La sua vita si è sempre divisa tra due mondi, quello reale e quello rilegato in rigide copertine, tanto che spesso fatica a capire dove finisca il primo e dove inizi il secondo.

Troverete anche lei a San Giorgio di Mantova. A questo punto non mi resta che dirvi: ci vediamo lì!

sabato 26 maggio 2012

Autori dal Sol Levante: Monkey Punch

C'era una volta, agli inzi del '900, un ladro gentiluomo nato dalla penna di uno scrittore francese.
Dopodiché, nel 1967, un radiologo giapponese con un gran talento per il disegno ne fece un manga e nacque la leggenda di Lupin III e del suo creatore, Monkey Punch.
In realtà di Monkey Punch (nome d'arte di Kazuhiko Kato) non c'è molto da dire, se non che si tratta di un arzillo vecchietto che ancora campa di rendita grazie alla sua opera più famosa.
Del resto, Lupin III è diventato un fenomeno di massa. Si può tranquillamente affermare che tutti quelli della mia generazione (e anche quelli un po' più anziani) sono cresciuti a pane e Lupin.
Anni e anni di repliche sulle reti Mediaset hanno fatto sì che il plot sia più o meno noto a tutti. L'abilissimo ladro Lupin III, nipote di Arsenio Lupin, compie incredibili furti in giro per il mondo assieme ai suoi compari, Jigen e Goemon. Il primo è un pistolero che non sbaglia un colpo, il secondo un samurai dalla spada infallibile.
Il punto debole di Lupin sono le belle donne, in particolare la conturbante Fujiko Mine, che puntualmente riesce a fregarlo e a portargli via il bottino.
Sulle tracce del ladro c'è lo sfortunatissimo ispettore Zenigata, che ha fatto della cattura di Lupin lo scopo della sua vita.
Avventura, situazioni comiche, personaggi affascinanti e una colonna sonora per l'anime che ricrea atmosfere da poliziesco anni '70 hanno decretato un incredibile successo per questa serie.
I manga disegnati da Monkey Punch raggiungono le tre serie, ma poi ce ne sono molte altre a cura di autori diversi. Per esempio, da noi Kappa Edizioni ha pubblicato una serie realizzata in Italia, anche se con la collaborazione di Monkey Punch, denominata "Lupin III Millenium".
Per quanto riguarda l'anime, anche qui le stagioni sono tre.
La prima è quella con la giacca verde, la terza quella con la giacca rosa, ma è la seconda (giacca rossa) che possiede il maggior numero di puntate e ha raggiunto il maggiore successo, anche perché diversi episodi sono diretti da Hayao Myazaki.
A testimoniare l'enorme schiera di fan che Lupin III ha, sopratutto in Italia, c'è il fatto che nel nostro paese sono stati realizzati ben due cortometraggi a lui ispirati.
Il primo è "Basette", del 2008, per la regia di Gabriele Mainetti e con protagonista Valerio Mastrandrea.
Ambientato a Roma, racconta la storia di un piccolo ladro di periferia che s'impersona col ladro gentiluomo.
C'è poi il Fan Movie ufficiale, un progetto no profit diretto da Gabriel Cash e da poco terminato.
Qui potete vedere il trailer, che è straordinario.
Monkey Punch ha fatto anche qualcos'altro oltre a Lupin.
Per esempio, qualche anno fa è arrivato anche da noi "Cinderella Boy".
Vi riporto la trama presa da Wikipedia:
La storia si svolge nella città di Kirin Town o Killing Town in un ipotetico futuro. I protagonisti sono due soci di una società di investigazioni private: l'agenzia R&R dalle iniziali dei proprietari, Ranma e Rella.
Durante una loro indagine, mentre scappano, hanno un incidente automobilistico e quando Ranma si riprende crede che la sua collega Rella sia morta. Ma presto scopriamo che ogni 24 ore, allo scoccare della mezzanotte, i due si scambiano il corpo! In pratica Ranma diventa Rella e poi Rella ridiventa Ranma.
I due dopo un po' di smarrimento per la loro amnesia, scopriranno questa loro caratteristica speciale grazie all'aiuto della governante di Rella, la sorprendente Dorothy.

martedì 22 maggio 2012

Zerounoundici a San Giorgio di Mantova Fantasy: Massimo Bernardi

Ecco il secondo post dedicato agli autori Zerounoundici presenti al San Giorgio di Mantova Fantasy.
Oggi parliamo di Massimo Bernardi e del suo "Letturista per Caso"

Letturista per caso, di Massimo Bernardi.
Zerounoundici Edizioni, € 15,00

Il protagonista di questa storia è un letturista di contatori che nell’arco di un autunno-inverno per lavoro si sposta ogni giorno da Modena verso un comune della provincia, sconfinando a volte anche verso Reggio, Ferrara, Bologna e Mantova. È un uomo curioso e mai sazio che da lungo tempo coltiva il sogno di vagabondare liberamente da un luogo all’altro, e che cerca di trarre qualche spunto di interesse anche dai suoi brevi percorsi quotidiani. Osserva il paesaggio e le città annotando i loro cambiamenti nel tempo; ascolta le storie e gli aneddoti della gente che incontra; esplora strade, viottoli di campagna e argini di fiume dove non è mai passato prima, cercando continuamente nuovi orizzonti geografici ed esistenziali.
In quattordici capitoli a se stanti, ma legati da un filo conduttore, il romanzo racconta il punto di vista di un letturista che trova un senso alle sue giornate di lavoro nella scoperta delle piccole cose e nell’osservazione silenziosa della realtà che ha intorno, come un flâneur un po’ ingenuo dei nostri tempi. Partendo da Modena città ed esplorando i territori limitrofi delle province emiliane -da Nonantola a Marano, da Carpi a Finale Emilia, dalla Bassa ferrarese ai paesi dell’Appennino- questo “vagabondo dentro” prende appunti sul territorio, sui cambiamenti urbanistici, sulle frasi che sente in giro. Fotografa scorci, dettagli. Cerca di cogliere l’attimo e le mille variazioni sul tema che comporta l’andare di casa in casa a leggere dei contatori.
Ma col passare del tempo perde progressivamente l’entusiasmo per il suo lavoro, che da “esperienza di vita” entusiasmante tende a diventare sempre più noiosa routine. La sua mente vaga sempre più spesso verso ricordi, percezioni, proiezioni verso un’altra vita. Si interroga sul suo ruolo nel mondo e sui vincoli che ne limitano la libertà. Finché un giorno di inizio primavera ha un’intuizione e arriva a concepire un atto di silenziosa ribellione. D’ora in avanti userà il letturino -lo strumento elettronico che registra i consumi dei contatori- come un alibi per realizzare il suo folle sogno. Quel giorno, a fine lavoro, non rientrerà a casa come tutte le volte ma andrà avanti verso un comune sconosciuto. E l’indomani, facendo finta di lavorare, comincerà la sua nuova vita di vagabondo. Fingendo di leggere contatori si sposterà da un paese all’altro, da una città all’altra, seguendo solo il suo istinto. Andrà sempre più lontano senza fare mai più ritorno.


Massimo Bernardi è nato a Modena nel 1970. È laureato in biologia. Ha scritto racconti e sceneggiature e ha collaborato alla rivista di poesia Steve. Da fotoamatore ha partecipato a mostre collettive e personali tra cui Fotografia Europea 2011.

lunedì 21 maggio 2012

"Il Cigno e il Lupo" in sconto per il Maggio dei Libri

Approfitto anche io del Maggio dei Libri per scontare del 15% sul prezzo di copertina "Il Cigno e il Lupo".
Quindi lo potete acquistare qui al prezzo di € 8,50 anziché € 10,00.
Il Maggio dei Libri dura fino al 23, ma ho deciso di estendere la mia promozione fino al 31.
Approfittatene!

venerdì 18 maggio 2012

Il Fantasma di Idalca


IL FANTASMA DI IDALCA, di Vald Sandrini
Sogno Edizioni, 386 pagine, € 14,50
Voto: 5/5


L'ho appena finito e già ne sento la mancanza.
L'opera prima di Vlad Sandrini, "Il fantasma di Idalca", è un tecno fantasy, ossia un fantasy con una presenza massiccia di elementi fantascientifici; o, se vogliamo dirla giusta, un romanzo fantascientifico con qualche elemento fantasy.
I due territori di Uskadia e Dargorea, entrambe superpotenze belliche, sono in una tregua temporanea che però viene infranta quando una misteriosa arma di distruzione di massa comincia a spazzare via intere città.
Diversi personaggi si ritrovano superstiti in una città completamente morta. Sono tutte persone con interessi tra loro contrastanti: un gruppo di ladri ingaggiati da un misterioso generale per rubare un reperto archeologico, alcuni polizziotti sulle tracce dei ladri, il negromante che ha messo fine alla guerra qualche anno prima e che poi si è spacciato per morto e infine dei militari inviati in una missione suicida tra cui spicca una rean, una morta rianimata e utilizzata come arma.
Oltre a sopravvivere a squadre di soldati a cavallo di draghi intenzionati a farli fuori, dovranno scoprire l'identità del misterioso Fantasma di Idalca, il creatore della terribile arma.
Fucili in grado di ridurre le persone a un mucchieto di fango e negromanzia.
Aereonavi e draghi.
Golem utilizzati come mezzi d'assalto e tecniche belliche d'occultamento.
Avrete capito che "Il Fantasma d'Idalca" è un caleidopscopio di trovate e di eventi.
Io ammiro tantissimo chi è in grado di scrivere fantascienza e resto sempre senza fiato dinnanzi alle trovate tecnologiche. E' esattamente ciò che ho provato leggendo questo romanzo. Molto spesso mi sono chiesta: "Ma come ha fatto l'autore a inventarsi questa trovata geniale?"
Per altro è scritto in maniera così evocativa che sembra quasi di guardare un film, e tutto nella trama s'incastra alla perfezione.
Come se non bastasse, anche in una storia così piena di eventi tutti i personaggi trovano il loro spazio e vengono forniti ciascuno di un proprio carattere.
In parole povere, secondo me sarebbe un giochetto da ragazzi trarre una serie fantascientifica da questo romanzo (Vlad, proponiti alla BBC ^_^).

martedì 15 maggio 2012

Zerounoundici a San Giorgio di Mantova Fantasy: Antonietta Usardi

Come vi avevo anticipato, da oggi e per altri due martedì pubblicherò dei post sugli autori che presenteranno con me al San Giorgio di Mantova Fantasy il 10 giugno alle ore 15.00.
Cominciamo con Antonietta Usardi, autrice di "Morire dal Ridere".

Morire dal Ridere, di Antonietta Usardi.
Zerounoundici Edizioni, € 8,99

Milano. La famiglia di Vincent e Amelia gestisce da molti anni a Chinatown un negozio per suicidi e nella vita non sembra vedere altro che dolore e sofferenza.
Un giorno di ottobre piomba nella pace domestica il nipote, il piccolo Robespierre, amante della vita, che con tutto il candore dell'infanzia si propone un'attenta e scrupolosa opera di ottimistico sabotaggio ai danni dell’attività degli zii.
Una storia a sfondo macabro, ma anche divertente e ironica, sulla vita, sulla morte e sui sentimenti.


Ed ecco qualche informazione sull'autrice:
Nata a Milano il 29 aprile 1980, è laureata in scienze politiche. Ha fondato e si occupa di un magazine su Milano ( Milanomagazine) e collabora con altre riviste.

Se questo libro v'incuriosisce lo troverete a San Giorgio di Mantova!

giovedì 10 maggio 2012

25° Salone del Libro di Torino e aggiornamenti su San Giorgio di Mantova Fantasy

Per chi non lo sapesse, da oggi e fino al 14 maggio si svolgerà la 25° Edizione del Salone Del Libro di Torino.
Paesi ospiti sono la Spagna e la Romania, due stati molto diversi ma accomunati dalla cultura latina.
Molti gli ospiti illustri; tra i più attesi Sepulveda, Ammaniti e Baricco.
Credo che si parlerà molto delle nuove tecnologie e del futuro dell'editoria tradizionale in confronto con quella digitale, un tema su cui critici, lettori, scrittori ed editori si scannano da un po'.

Parliamo ora di un evento più piccolino ma per noi scrittori fantasy forse più importante di Torino, che tutto sommato è talmente grande da riusultare dispersiva. Vi ho già detto che il San Giorgio di Mantova Fantasy si svolgerà il 9 e 10 giugno e sarà ricco di incontri interessanti.
Trovate il programma sul sito ufficiale.
Io sarò presente solo domenica, allo stand della Zerounoundici Edizioni.
Alle 15.00 presenterò in Sala Shannara assieme ad altri tre autori: Leda Muraro, Antonietta Usardi e Massimo Bernardi.
Più avanti farò un post dedicato ai loro libri, per ora vi rinnovo semplicemente l'appuntamento.

martedì 1 maggio 2012

Inheritance


INHERITANCE, di Chistopher Paolini
Rizzoli, 834 pagine, € 24,00
Giudizio: 2/5


Eccoci alla fine delle avventure di Eragon e Saphira, Cavaliere e Drago impegnati nello scontro contro il malvagio (a detta loro) Galbatorix per la liberazione di Algaesia dalla tirannide.
Fino a un certo punto volevo dargli tre stelline, ma lo scontro finale ha avuto l'effetto di un aereo che precipita: fiuuuuuu... SBAM!
Comunque andiamo con ordine, perché sono molte le lamentele che ho da fare.
Il peggior difetto è che la storia viene tirata a lungo all'inverosimile. In realtà la trama si può riassumere in una riga, talmente pochi sono gli eventi rilevanti. Per il resto Paolini si crogiola nelle paranoie del suo Cavaliere, mette in scena assedi mortalmente noiosi e spreca righe su righe per ogni singolo incantesimo effettuato dai personaggi.
I capitoli precedenti mi erano sembrati più compatti e interessanti; la storia era più incalzante e i personaggi meglio gestiti. "Inheritance" invece è uno sbrodolamento inutile.
Finalmente viene messo in scena il Boss del livello finale, ovvero Galbatorix, il malvagio re che ha ucciso tutti i cavalieri dei draghi e si è impadronito dell'Impero.
Dato che per tre libri Paolini non ha fatto altro che dirci quanto fosse furbo e malvagio e potente mi aspettavo un personaggio da brividi, da dire "wow, che bel cattivo".
Invece no.
Se pensate che Voldemort fosse stupido e disorganizzato perché tutti avevano capito quale era l'ultimo Horcrux tranne lui; e se pensate che Sauron fosse ancora più stupido, perché aveva affidato la sua esistenza a una cosa fragile come l'Anello; ebbene, in confronto a Galbatorix costoro vi sembreranno dei geni del male.
Paolini ha cercato di dargli delle motivazioni che rendessero giustificabile il suo operato, ma la cosa non gli è riuscita bene, perché il personaggio risulta contraddittorio e anche abbastanza stereotipato. A volte sarebbe quasi meglio che i cattivi fossero tali solo perché si divertono...
Inoltre Galbatorix possiede un drago enorme, spaventoso e cattivissimo. Tutti si aspettavano uno spettacolare duello aereo tra lui e Saphira, invece Shruikan (così si chiama) è un drago soprammobile, che si limita a starsene rannicchiato dietro al trono del suo padrone e a sbuffare fumo dalle narici.
Non vi dico come muore Galbatorix, ma se immaginate il modo più stupido in cui uno possa essere sconfitto vedrete che non ci andrete troppo lontani.
E poi la sconfitta avviene a pagina 696; il libro termina a pagina 820.
Che cavolo succede nelle successive 120 pagine, vi chiederete voi. Quasi nulla, è questo il bello! Si potevano tagliare tranquillamente più di cento pagine.
In sostanza, "Inerithance" è un romanzo in gran parte inutile. E' una conclusione molto deludente per questa saga, che tutto sommato mi aveva appassionata nei capitoli precedenti.
Come dal più classico manuale del cattivo scrittore, inoltre, i personaggi più interessanti sono del tutto ignorati.
Prendiamo Angela l'Erborista, una strega misteriosa che aiuta Eragon nelle sue avventure.
Nei ringraziamenti Paolini dice testualmente: "Mi dispiace aver deluso quelli di voi che speravano di saperne di più su Angela l'Erborista, ma se sapessimo tutto di lei non sarebbe interessante nemmeno la metà".
Christopher, lascia che ti spieghi come funziona: non puoi lanciare un'esca al lettore e poi ritirala prima che abbocchi. Uscendo di metafora, alla fine della storia tutti i nodi devono venire al pettine, non si possono lasciare voragini di conoscenza incolmate!
Dì piuttosto che non avevi idea di chi fosse Angela e che non avevi voglia d'inventare.
Peraltro, se hai finito la fantasia (cosa che da questo libro risulta evidente), la prossima volta scrivi di meno invece di riempire pagine e pagine di roba inutile, perché altrimenti l'unico effetto che si ottiene è la noia.