venerdì 28 maggio 2010

Il Mercante di Vaniglia




"Il Mercante di Vaniglia", di Corrado Sobrero, 0111 Edizioni.
Un uomo viene trovato su una spiaggia, ferito e senza memoria, con stretti nel pugno quattro piccoli semi misteriosi.
In questo modo inizia "Il Mercante di Vaniglia", terzo romanzo di Corrado Sobrero.
Ancora una volta, così come era stato per l'esordio di questo ottimo scrittore, ci troviamo in atmosfera caraibica. Lo sfondo dell'azione è infatti Navidad, piccolo villaggio della Nuova Spagna che vive il suo isolamento come una benedizione. In particolare la storia si svolge all'interno dell'abbazia di Navidad, un piccolo mondo in un altro piccolo mondo che viene all'improvviso sconvolto da una serie di inquietanti omicidi.
Corrado Sobrero è un bravo giallista, che sa farti credere a ciò che vuole lui pur dandoti gli strumenti per capire.
Corrado Sobrero ha uno stile molto particolare e personale, ma è anche capace di cambiare registro se occorre, qualità molto apprezzabile in uno scrittore.
Il suo primo romanzo, "Nevica sull'isola di Baro", forse era più bello, un po' più profondo, ma anche quest'ultimo suo lavoro porta in sè interessanti spunti di riflessione, tipo: "in ogni uomo se ne nasconde sempre un altro".
Ci sono sempre cose particolari e divertenti, in sintonia col carattere dell'autore: per esempio all'inizio l'uomo sulla spiaggia, mezzo nudo, viene trovato da una ragazza che racconta a suo padre di averne visto solo la parte "mezza vestita".
Credo che Corrado Sobrero sia un autore assolutamente da leggere, bravo quanto molti scrittori che pubblicano con case editrici più grandi. A conferma di ciò, ricordo che il suo secondo romanzo, "Il pulcino Bolscevico", è il vincitore del concorso "Il Carmelino" indetto da "La Carmelina Edizioni".
PS: sì, quello nella foto è Richard Chamberlain in "Shogun". Chissà perché il protagonista de "Il Mercante di Vaniglia" l'ho immaginato così.

sabato 22 maggio 2010

Il bacio di Mezzanotte

Il Bacio di Mezzanotte, di Lara Adrian, Zorro Edizioni

E' il primo libro del genere che leggo. Costava cinque euro, e per me che soffro da sindrome di shopping librario era come se dicesse: "Comprami, comprami..."
E' un vampire - romance, un urban fantasy.
La trama vede dei vampiri "buoni" riuniti in una fratellanza che combattono contro vampiri "cattivi" affetti da una malattia che si chiama "Brama di Sangue", una sorta di dipendenza dal liquido rosso che li porta a uccidere allegramente e in maniera massiccia.
Di solito è esattamente questo ciò che un vampiro per bene dovrebbe fare, uccidere allegramente e in maniera massiccia, ma poi la trama di romanzi simili s'incepperebbe. Infatti, la controparte dei vampiri "buoni" sono le Compagne della Stirpe, umane che per non meglio specificate caratteristiche genetiche possono generare figli di vampiri; e una tenera Compagna della Stirpe potrebbe mai innamorarsi di un vampiro affetto da brama di sangue? No, anche perché, sempre a causa di non meglio specificate ragioni, la malattia li fa diventare bruttissimi.
Le Compagne della stirpe preferiscono i figaccioni "buoni", vampiri mai più bassi di due metri e mai con meno di tre chili di muscoli.
Ora, ci sono delle cose in realtà abbastanza comuni nella letteratura vampirica degli ultimi anni che proprio non capisco:
- perché i vampiri sembrano essere in un perenne stato di eccitazione sessuale?
- perché i vampiri sono sempre ricchissimi (ricordiamo che non lavorano, ma comprano macchine e case da miliardari e pagano anche le tasse)?
- perché i vampiri, pur avendo novecento anni, si esprimono con lo stesso linguaggio di una gang da strada?
- perché i vampiri portano gli occhiali da sole di notte????

In realtà questo libro della Adrian non è così spiacevole se il genere è nelle proprie corde; i personaggi principali sono ben approfonditi, anche se ignorano il significato della parola coerenza. Vari commenti su Anobii dicono che somiglia molto ai libri della Ward, ma non avendoli io letti non saprei confermare.
La traduzione non è un granché; chiedo scusa al traduttore, ma è così. Tanto per dirne una, c'è un uso frequentissimo della parola "serico", che credo di non aver mai trovato prima in un libro.
La saga continuerà; da ciò che ho letto ci saranno almeno 8 libri, forse addirittura dieci.
Dal 20 maggio dovrebbe essere in libreria il secondo, "Il bacio cremisi", che avrà per protagonista un altro degli allegri confratelli buoni. Quello con più muscoli di tutti, oh yeah.

domenica 16 maggio 2010

martedì 11 maggio 2010

Lisa Verdi e il ciondolo elfico

"Lisa Verdi e il ciondolo elfico", di M.P.Black, 0111 Edizioni

Un libro molto simpatico.
Lisa è una sedicenne che vive con la zia, alle prese con tutti i problemi tipici della sua età: scuola, amici, primi innamoramenti: poi scopre di essere l'erede al trono del Regno degli elfi e di dover eliminare un elfo cattivo che minaccia la sua vita.
Trama abbastanza tipica, quindi; però ha uno stile fresco e frizzante che lo rende piacevole.
E' strapieno di citazioni, per nulla celate: spade laser alla Star Wars, pistole laser e scomposizione molecolare alla Star Trek, specchi ed elfi cancellatori della memoria harrypotteriani, persino una sorta di Stargate.
Verrebbe da chiedersi che cosa c'entri tutto questo con gli elfi; ben poco, in effetti, se si pensa agli elfi stile "Signore degli Anelli"; ma questi sono elfi fantascientifici che, per altro, hanno nomi italiani tipo Luca, Bartolomeo, Marta...
La cosa ha un suo perché, ovviamente; ma per me è piuttosto difficile immaginarmi un elfo cattivo che si chiami Guglielmo.
La trama a volte è un po' ingenua e la protagonista ha cambiamenti d'umore talmente repentini da far girare la testa; inotre il linguaggio non è proprio preciso, e questo è un male se si pensa che nella lingua italiana basta spostare una parola per variare il senso della frase; comunque, in generale, ripeto che è un libro piacevole e divertente, e poi è un esordio per l'autrice: magari i successivi due volumi della trilogia sono meglio.
Vale la pena di arrivare fino in fondo per vedere come Lisa risolve la situazione. Il finale è decisamente un colpo di genio.



domenica 9 maggio 2010

La scrittura moderna ama il presente

Mi sono resa conto, partecipando al concorso della Muller "Blusubianco", che effettivamente una buona parte della letteratura contemporanea utilizza il tempo verbale presente.
Cosa c'entra il concorso? Beh, è strutturato sulla creazione di racconti a partire da un incipit; ogni settimana viene dato un incipit diverso. Finora erano tutti volti al tempo presente.
Siccome il concorso è gestito dalla scuola Holden, che è la scuola di scrittura creativa di Baricco, posso affermare che il trend della nostra letteratura diciamo "giovane" è proprio quello di lasciare da parte il passato.
Chissà come mai. Certo, la narrazione al presente è più immediata, dà una sensazione certamente differente; che sia solo questo il motivo?
Comunque, direi che il presente è moderno.

domenica 2 maggio 2010

Kushiel's Trilogy


Dopo aver letto 2400 pagine circa, mi sembra il caso di spendere qualche parola per questa trilogia di Jacqueline Carrey, che da noi è uscita qualche anno fa per Nord ed è stata riproposta ultimamente in edizione più economica da Tea.

Si tratta di narrativa fantastica, ma non bisogna aspettarsi elfi, maghi, nani e simili. In realtà di fantastico c'è ben poco a parte l'ambientazione. La storia parte, in tutti e tre i libri, da Terre d'Ange, una nazione fondata dagli angeli dove tutti sono bellissimi. Il motto di queste persone è "Ama a tuo piacimento"; questo vuol dire che una delle attività principali è quella della cortigiana, per altro sacra, in quanto chi fa questo mestiere è consacrato a una dea. L'amore, di tutti i tipi, eterosessuale e no, permesso e no, è il tema portante di tutta la saga, ma sopratutto del terzo libro.

La protagonista e narratrice è Phedre, che fa la cortigiana e, di conseguenza, la spia, dato che i due lavori si connettono abbastanza bene. Evito si spoilerare il resto, quindi vi lascio scoprire gli altri personaggi; dirò solo che il coprotagonista maschile è un figo da paura e il guerriero più dotato di tutto l'universo; è abbastanza un cliché ma ci si abitua facilmente.

Da Terre d'Ange i protagonisti si spostano nelle terre limitrofe, e in ogni libro vanno sempre più lontani.

In realtà lo schema narrativo è molto simile in tutti e tre i romanzi, e questo forse è l'unico aspetto negativo della trilogia, unito a un ritmo tutto sommato lento che però viene compensato da uno stile molto coinvolgente.

Per il resto, consigliatissimo a chi ama il fantasy e i romanzi storici. Uno degli aspetti più intelligenti è l'averlo ambientato in posti che, anche se con nomi diversi, in realtà sono le nazioni esistenti: Terre d'Ange è la Francia, Caerdicca Unitas l'Italia, Alba l'Inghilterra e così via. La biografia dell'autrice dice che è una che ama viaggiare; si sente. Le descrizioni dei luoghi sono perfette e realistiche. Inoltre, sono riportate tradizioni, miti e leggende dell'Europa.

I personaggi sono in generale ben approfonditi, anche se ovviamente c'è il limite del narratore in prima persona che lascia un po' in ombra tutti gli altri. Phedre e il suo fighissimo e fortissimo comprimario evolvono all'interno del singolo romanzo e da un libro all'altro, così come succede anche all'antagonista.

Sono comunque libri che affrontano temi forti, sopratutto l'ultimo. Sono pieni di guerra, di sesso e di violenza estrema; anche perché Phedre è un'anguisette, cioè una che prova piacere attraverso il dolore. Tuttavia la scrittura è talmente delicata, così capace di far intuire le cose senza mostrarle direttamente, che non dà fastidio più di tanto.

Esiste anche una seconda trilogia, il seguito di questa, che l'autrice sta ancora scrivendo. In Italia sono usciti i primi due libri, sempre da Nord. In realtà però si tratta del primo libro diviso in due, e ciascuno costa 20 euro. Ragion per cui attenderò l'edizione economica.