mercoledì 14 aprile 2010

Elfo per metà

Dato che finalmente è ufficiale, già ordinabile e disponibile in anteprima, do l'annuncio dell'uscita del mio secondo romanzo, sempre per 0111 Edzioni.
Fantasy, stavolta, per chi si chiedeva quando mi avrebbero pubblicato un fantasy.
S'intitola "Elfo per metà", e il soggetto s'intuisce dal titolo.
Quarta di copertina: "È un grande problema quando una regina ha imposto su di te una maledizione che ti succhia la vita. È un grande problema quando la tua unica speranza di salvezza è un albero di dodici metri che può stritolarti con le sue radici se non gli vai a genio. È un grande problema quando i tuoi compagni hanno una scarsissima considerazione delle tue capacità. Ma, soprattutto, è un grande problema quando sei un elfo solo per metà."
Al link sottostante trovate l'anteprima.

Elfo per metà

martedì 13 aprile 2010

La realtà e il suo enigma

"La realtà e il suo enigma" di Maria Lidia Petrulli
0111 Edzioni







"La realtà e il suo enigma" può essere definito un romanzo surreale.
Yonne è una psichiatra francese, ancora giovane ma già nota nell'ambiente per la sua brillante attività di ricerca. Tuttavia ha un problema: le capita di vedere il fantasma di se stessa che la insulta e la sprona a un cambiamento. Purtroppo le succede sempre nei momenti peggiori, come durante un'importantissima conferenza o nel bel mezzo del mercato. Come se non bastasse, ogni tanto i mondi che la circondano si sovrappongono.
Yonne è pazza? No, Yonne è solo fuori dagli schemi, anche se lei ancora non lo sa. Dovrà intraprendere un lungo viaggio di ricerca e spingersi fino ai confini del nostro mondo e oltre per scoprirlo.
Romanzo di formazione, romanzo di ricerca, romanzo spirituale; ecco cosa è "La realtà e il suo enigma". Pone interessanti spunti di riflessione sulla nostra vita e sulla nostra società; ci sono due frasi che mi hanno colpito particolarmente. La prima non sono in grado di ritrovarla, ma più o meno diceva "pensa a quanto tempo della nostra vita sprechiamo a immaginarci nemici che non ci sono". La seconda invece è questa: "Cos'è, lei? E' una donna colta, curiosa, intelligente, lo si intuisce da come parla e si comporta, ma non saprei dire niente di quel che lei è nella sua anima, potrebbe essere allo stesso modo un'insegnante, un'artista, un'agente di borsa o un'arrivista; una sognatrice o un'adorante il dio denaro. Nulla traspare di lei, mia giovane amica, lei appare soltanto come una graziosa e ben vestita signora, ma nulla di più." Questa è la frase che riassume efficacemente uno dei temi portanti del romanzo, quello che gli dà un'eco un po' pirandelliana: le maschere.
E' inoltre un libro da cui traspare tantissimo dell'autrice: le è noto l'ambiente della psichiatria ed è esperta di tradizioni celtiche, che sono ampiamente riportate con tutto il loro corredo di suggestioni.
In sostanza: un libro inteligente, che fa riflettere e anche scritto bene, sebbene qualche virgola sia sfuggita.
Una sola cosa non ho capito: chi cavolo fossero Corinne e Angel.

giovedì 8 aprile 2010

Considerazioni sui costi dell'editoria

A fare il piccolo editore non a pagamento, probabilmente, si guadagna poco; la quantità di libri venduta è talmente esigua che, forse, non si riesce nemmeno a rientrare nei costi di stampa. Ora poi che le tariffe delle spedizioni postali non sono più agevolate si venderanno ancora meno libri, perché chiaramente la gente non sarà molto disposta ad aggiungere al prezzo del libro (che già è alto, dato che la carta stampata costa un sacco) una somma che comunque è considerevole.
Morale della favola: l'editore a piccoli livelli non è un lavoro redditizio.
Alcuni ammortizzano i costi evitando di pagare i diritti d'autore; altri li pagano in copie omaggio allo scrittore; altri promettono di pagarteli ma poi non lo fanno per le più svariate ragioni.
Io comprendo le esigenze dell'editore, ma non le condivido; e non mi si obietti che parlo così perché, in quanto scrittrice, sono dall'altra parte della barricata e non capisco come funziona il sistema editoriale.
Il fatto è che, normativamente, l'editore è colui che si impegna a sue spese alla promozione dell'autore. Invece il sistema editoriale funziona in modo che è l'autore a promuoversi da solo a sue spese.
Non mi si obietti nemmeno il fatto che non bisogna scrivere per arricchirsi; ci mancherebbe altro, lo so benissimo da me. Voglio semplicemente constatare che, di fatto, scrivere è un hobby costosissimo.
Come si potrebbe risolvere la faccenda?
Pubblicando meno libri.
Alcune case editrici non sfornano più di due o tre titoli all'anno; sono libri validi e perciò hanno più possibilità di essere venduti, e ovviamente le spese editoriali sono ridotte. Chi se ne frega che tanta gente rimarrà col libro nel cassetto; mica tutti devono per forza scrivere.
Ovviamente ci sono editori che credono nel loro lavoro e cercano di dare a più persone possibili la possibilità di pubblicare; è ammirevole, ma è deleterio considerato come è strutturato il sistema.

A parte questa considerazione, vorrei esprimere la mia perplessità di fronte al decreto del 30 marzo che ha soppresso le agevolazioni per le spedizioni editoriali.
Lo si è fatto perché non abbiamo più soldi? Ragione comprensibile, anche se si taglia sempre sulle cose sbagliate.
Lo si è fatto per agevolare i grandi gruppi editoriali? Boh, tanto in libreria ci sono solo loro, non credo avessero bisogno di tagliare in questo modo le gambe ai piccoli editori.
Lo si è fatto per ridurre la circolazione di alcuni quotidiani? Visto quello che leggo sui giornali non stenterei a crederlo, non è necessario essere di parte per capire in che direzione stiamo andando, basta avere un po' di cervello.
Comunque, per qualunque ragione sia stato fatto, avrà una ricaduta enorme su un intero settore, così come per esempio sta capitando alle radio e alle TV locali che sono rimaste senza fondi e sono state costrette a licenziare tantissime persone.
Credo che i fatti si commentino da sé.