venerdì 31 dicembre 2010

I libri dell'anno - 2010

Secondo Anobii, i libri che ho letto quest'anno sono stati 35; dieci in meno rispetto all'anno scorso, quindi, ma c'è da dire a mia discolpa che erano più lunghi. Basti solo pensare che i primi mesi dell'anno sono stati impegnati dalla trilogia di Jacqueline Carey, che è lunga più di 2400 pagine.
Ecco i libri da cinque stelline:
- L'intera trilogia di Jacqueline Carey, appunto: Il dardo e la rosa, La prescelta e l'erede, La maschera e le tenebre
- Tutti quelli che ho letto di Martin
- Casa Howard
- "Il cerchio si è chiuso", di Loredana La Puma, che senza nulla togliere agli altri esordienti che ho letto posso dichiarare "l'esordiente dell'anno"
- "Il mondo dopo la fine del mondo" di Nick Harkaway
Le schifezze invece sono state:
- "La mano sinistra di Dio" di Paul Hofman
- "Buio" di ELena P. Melodia
Questi li ho abbandonati a metà, e ho già spiegato i motivi in precedenti post.

Se volete curiosare il resto della mia libreria, accomodatevi pure:
http://www.anobii.com/roxanne/books

Elfo per metà a "Gli antenati del fantasy"

Articolo della bravissima Lavinia Scolari (che ha una cultura classica invidiabile) su True Fantasy, per la rubrica "Gli antenati del Fantasy":

http://truefantasyitaly.blogspot.com/2010/12/gli-antenati-del-fantasy-una.html

mercoledì 29 dicembre 2010

Il mondo dopo la fine del mondo

IL MONDO DOPO LA FINE DEL MONDO, di Nick Harkaway.
Mondadori, collana Strade Blu, 558 pagine, € 19,00

Giudizio: 5/5

Un libro che non ha una trama che si può definire proprio geniale, ma che sicuramente è pieno di trovate che invece geniali lo sono.
Il mondo viene quasi distrutto da un malefico ritrovato bellico, le Bombe Svuotanti, che si lasciano dietro (non prevista) una sostanza, vera e prorpia Robaccia, capace di dar forma materiale agli incubi delle persone.
E dopo? Dopo è un caos: mostri mutanti, compagnie di mimi gong fu, ninja, eroici soldatoni che guidano camion giganti, funzionari pinguini e oscure società segrete.
Armatevi di buona volontà quando lo prenderete in mano per la prima volta, perché lo troverete sconclusionato e prolisso. A un certo punto penserete di mollarlo, ma vale davvero la pena di arrivare fino alla fine.

martedì 28 dicembre 2010

Il buon uso di un e-reader

Io non mi sono ancora coprata un e-reader, e nemmeno me lo sono fatta regalre per natale. Il fatto è che non so se comprerei effetivamente libri formato e-book, perchè il cartaceo mi piace di più, c'è poco da fare. Mi viene male al solo pensiero di avere un file al posto di un libro vero.
Però, effettivamente, il formato elettronico può essere utile per cose come i quotidiani e le riviste. Certe volte evito di comprarmi il giornale proprio perché so che non ho tempo di leggerlo tutto e mi dispiace aver sprecato carta che finirà non sfogliata nella pattumiera (per fortuna hanno inventato il reciclo); ma, se avessi un file, la cosa sarebbe certamente diversa. Inoltre sarebbe più facile anche per le riviste; collezionare numeri di un mensile o, peggio, di un settimanale, occupa parecchio spazio fisico. Se questo spazio fosse invece cybernetico le cose sarebbero più semplici.
Ecco, questo sarebbe un buon uso di un e-reader.
Magari prima o poi saremo costretti a comprarcelo tutti, come il digitale terrestre, perché faranno libri e giornali solo elettronici.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon natale col Cyrano

Stamattina, passando in libreria per gli ultimi regali, ho trovato questo libro:


Si tratta del Cyrano de Bergerac raccontato da Stefano Benni e, ho scoperto, fa parte della collana "Save the story" ideata dalla Scuola Holden. Grandi scrittori italiani raccontano vecchie storie per farle scoprire alle nuove generazioni.
La cosa mi è piaciuta talmente tanto che ho comprato il libro per mia cugina. Forse è ancora piccola per leggere il Cyrano, ma non importa. Intanto comincia a scoprirlo, poi magari quando sarà più grande le verrà voglia di prendersi il dramma di Rostand e approfondire.

E comunque, buon natale a tutti. Spero che qualcuno abbia avuto il buon senso di regalarvi un libro.




venerdì 10 dicembre 2010

Danze dall'inferno

DANZE DALL'INFERNO, raconti di Meg Cabot, Kim Harrison, Michele Jaffe, Lauren Myracle, Stephenie Meyer.
Fazi Editore, 263 pagine, € 17,50

Giudizio: 2/5

Questa è una raccolta di cinque racconti scritti da altrettante autrici americane che si occupano di letteratura per adolescenti, aventi come filo conduttore: "L'orrore al ballo della scuola".
Premessa: si tratta, appunto, di racconti per ragazzine, al livello di Twilight, ma siccome me lo hanno regalato l'ho letto.
Per lo meno Twilight era scritto in maniera passabile.
Volevo commentare racconto per racconto, ma poi mi sono resa conto che avrei detto le stesse cose per tutti:
- le protagoniste si dicono emarginate, ma guarda caso finiscono sempre col più figo della scuola;
- i racconti mettono tantissima carne al fuoco (abbiamo figlie di ammazzavampiri, maligni oggetti esprimi-desideri, falciatori di anime buoni e cattivi, ragazze con superpoteri e veggenti, demoni e angeli), ma le cose sono spiegate malissimo e in fretta;
- si alternano finali stupidi a finali che non finisco un bel niente.
Non lo so, forse sono io a essere troppo esigente; fatto sta che ultimamente non riesco a leggere qualcosa di decente.

sabato 4 dicembre 2010

Elfo per il doppio

Un mio amico ha scritto una parodia fantastica di "Elfo per metà". Vi posto l'inizio:

Pinteb strizzò gli occhi, infastiditi dalla luce che vedeva raddoppiata, quasi sovrapposta, dunque, alle fronde che tentavano invano di filtrarla, e si sistemò meglio sul ramo sul quale, confuso come al solito, si era svegliato. La vita nella foresta si era rivelata molto più scomoda di quanto avesse immaginato, a cominciare dagli aspetti basilari: nessuna amaca già pronta né alcun bancone su cui riposarsi, solo rami nodosi e contorti o, in alternativa, larghissime foglie poco resistenti al suo peso. Sbuffò e ridacchiò, irritato perché non sapeva quale delle due azioni fosse meglio compiere; e saperlo era la cosa più necessaria in quel momento, dopo 10 ore consecutive passate a bere la birra. Rimpiangeva amaramente il mondo esterno alla cupa foresta di Luciwood e le comodità dei possessori di frigoriferi, dispense, cantine, taverne, in mezzo alle quali era nato; e passava il doppio del molto tempo libero di cui disponeva nell’occupazione, in realtà troppo adatta alla gente sobria, di domandarsi se sarebbe mai tornato a ber le sue birre in santa pace.
Un fruscio improvviso fece vibrare il suo grande naso rosso, ereditato dal padre, l’unica cosa che lo rendesse totalmente diverso da un elfo. Per il resto aveva preso da sua madre elfa e poliziotta: perciò aveva quell’insulsa faccia verde, con le orecchie a punta e la mania di farsi ogni 5 minuti il test del palloncino; però la sua panza era più larga di quella di uno sbirro come si deve.
Un campo di erbacce con un tulipano in mezzo, ecco cosa sembrava.
Gli elfi combattevano tra loro una vera e propria guerra civile.
Persone vissute nella stessa osteria, conoscenti, vecchi amici, compagni di merende e di bevute, si odiavano e si scontravano per una sola ragione: la regina Tania.
Tania sedeva sul trono con le gambe accavallate. Molti anni prima aveva radunato i migliori chirurghi estetici ed aveva spodestato (di fatto) il legittimo sovrano, quasi-svestendosi e facendosi investire dal popolo intero come regina di Barca, la città in cui gli elfi della foresta di Luciood dimoravano (quando ancora, ovviamente, stavano nella stessa Barca).
Pochi istanti dopo, la popolazione si era divisa in due fazioni.
Molti nobili fedeli alla vecchia coppia reale, guidati dall’ex-regina, erano fuggiti nella foresta e avevano formato un piccolo gruppo di ribelli, i quali volevano Tania per sé ed il re per la legittima consorte.
Nel corso degli anni altri elfi, avendo raggiunto la pace dei sensi od essendo stufi marci oltre ogni limite di fare sacrifici per pagare l’IRPEF e l’analogo barchese all’IRAP, si erano uniti loro, esasperati dal piglio tirannico con ci Tania governava.
Del resto, una regina illegittima come lei era costretta a comportarsi con severità per mantenere il proprio potere; ma sapeva anche suscitare speranze vane ma assidue in chi si dimostrava leale. Ecco perché molti elfi erano rimasti in Barca.
Così le due parti si facevano la guerra da anni, senza che ci fossero nè vincitori nè vinti, mentre Tania, già molto bella all'inizio, diventava sempre più bella e liftata. Era davvero incredibile: contrariamente a quanto avviene di solito, i lifting raddoppiavano la sua bellezza ogni volta che non la triplicavano. Pur essendo falsa e manipolata centimetro per centimetro, sembrava più naturale della natura. Si narrava, tra i carcerati (ma solo tra loro, dato che raramente uscivano) che nientepopodimeno che Silvio, straordinariamente ammirato, cribbio, fosse giunto fino al suo trono solo per chiederle l'indirizzo del chirurgo.

(C) 2010 by Davide Scarin

L'acchiapparatti


L'ACCHIAPPARATTI, di Francesco Barbi.
B.C.DAlai Editore, 466 pagine, € 18,50
Giudizio: 2/5
Questo libro parla di un povero mostro (un minotauro ciclopico) evocato da un negromante per essere utilizzato come ritratto di Dorian Gray e di due tipi bislacchi (un gobbo e un matto) che lo liberano per sbaglio dalla sua prigionia e tentano a tutti i costi di fermarlo, dato che il mostro si diverte a tagliare in due le persone.
Sarò sincera: non è scoccato il colpo di fulmine.
Intanto non sono proprio riuscita ad affezionarmi ai personaggi. A parte l'acchiapparatti Zaccaria gli altri non li ho trovati tratteggiati bene. Il becchino Gheshick, che dovrebbe essere il protagonista, mi è rimasto del tutto indifferente dall'inizio alla fine e ogni tanto mi è parso che facesse cose senza senso; per esempio, quando durante un'asta prende in giro un mercante solo sulla base della giustificazione di aver avuto una giornata pesante, giustificazione che mi è parsa forzata, per nulla in linea col carattere del personaggio!
Inoltre ho colto un po' di confusione nel racconto; forse è stato per via dei cambi di vista repentini, che mi sconvolgono sempre.
Per il resto non è un brutto libro; è una storia abbastanza originale con personaggi insoliti (anche se non mi è parso proprio un romanzo che trascende i canoni del genere fantasy, come strilla pomposamente la quarta).
Non lo so, sono davvero perplessa. Forse andava strutturato in maniera diversa.
Mi dispiace non essere riuscita ad apprezzarlo, anche perché l'autore è stato così carino da metterlo in catena di lettura, dando la possibilità di leggerlo senza acquistarlo.
Nota interessante: questa è la seconda edizione. Nel 2007 il libro era stato edito dall'editrice Campanila col titolo "L'Acchiapparatti di Tilos", poi B.C.Dalai lo ha notato e ha deciso di ripubblicarlo.

mercoledì 24 novembre 2010

Elfo per metà a Tylwyth Teg

"Elfo per Metà" parteciperà a Tylwyth Teg, un'iniziativa lanciata da Hungry Wolf Books Blog che partirà a dicembre ed esplorerà "il piccolo popolo" attraverso autori di libri, italiani e non, che hanno trattato questo argomento.
Qui trovate la descrizione dell'iniziativa:
http://hungrywolfb.blogspot.com/2010/11/tylwyth-teg-uniniziativa-grandiosa.html
Diversi blog ospiteranno interviste agli autori e commentando i post ci sarà la possibilità di ricevere libri in dono.
Io sarò ospitata da Dusty pages in wonderland e se volete è possibile postare al seguente indirizzo delle domande che poi andranno a integrare l'intervista:
http://dustypagesinwonderland.blogspot.com/2010/11/tylwyth-teg-3-elfo-per-meta.html

All'iniziativa, per ora, partecipano anche Lisa Verdi di M.P. Black e Geswha Olers di Fabrizio Valenza. Potete fare domande anche a loro!

mercoledì 17 novembre 2010

My Land - Buio

BUIO, di Elena P. Melodia.
Fazi Editore, 415 pagine, € 18,50

Giudizio: Abbandonato

Mollato anche questo.
Mi dispiace; mi aspettavo davvero di meglio da questo libro, ma mi ha delusa sin dalle prime pagine.
Ci sono quattro ragazzine vittime dei più classici problemi in cui un adolescente può incorrere, una carrellata di luoghi comuni davvero impressionante: professori stupidi, preside scolastico perfido, maschi bulli, bulimia, genitori ottusi ecc...
La protagonista e voce narrante è Alma, che fa strani sogni in cui la gente muore; e, guarda caso, la stessa gente che lei sogna muore anche nella realtà.
Questo è l'unico, appena accennato, elemento fantasy; per il resto Alma è sempre impegnata nell'occupazione, che deve essere abbastanza sfiancante, di vedere un lato negativo in ogni cosa; ma proprio in ogni cosa, da un innocuo autobus fino al compagno della madre che in realtà è un uomo buonissimo. Non credo che il cielo della sua città sia sempre grigio come lei sostiene; forse è Alma stessa che non è in grado di vedere l'azzurro.
Ora, un personaggio pessimista può benissimo essere il protagonista di un libro, ma un personaggio pessimista calato in un mondo pieno di problemi che sembra essere circondato solo da gente insignificante dà l'impressione di essere troppo costruito.
Detto ciò, anche se accettiamo l'idea che l'autrice lo abbia fatto apposta perché era lo scenario adatto per la storia e che sia voluta la sensazione di odio che Alma suscita nel lettore, comunque il lavoro è stato rovinato da un editing scadente,
che da una casa editrice grande come Fazi non accetto.
Per carità, il libro è scritto in maniera scorrevole e abbastanza coinvolgente anche se c'è qualche frase che in Italiano non sta in piedi, ma difetta in maniera assoluta di coerenza e di logica.
Intanto, a volte i personaggi si contraddicono da soli. Per esempio c'è questo dialogo:
Dottore: "... riporta sul corpo piccogli tagli e bruciature..."
Alma: "Che tipo di tagli? Sono profondi?"
Dottore: "Non direi. Sembrano piuttosto minuscole incisioni, molto piccole e profonde..."
Ma quindi questo tagli sono profondi o no?
Un buon editor lascerebbe contraddizioni del genere?
Secondo: i personaggi si comportano in maniera allucinante, assolutamente priva di logica.
La madre di Alma lascia che suo figlio di quattordici anni, sbandato, stia fuori tutta la notte senza minimamente preoccuparsi. Il dottore (lo stesso di prima, forse un po' confuso) vedendosi arrivare in pronto soccorso una ragazzina che è stata drogata e violentata omette con tranquillità di chiamare la polizia, come se non fosse una cosa necessaria.
E poi, cosa migliore (ironicamente detto) è che a volte un personaggio viene chiamato col nome di un altro.
Non lo so, sembra che i lettori vengano presi per scemi: intanto € 18,50 li hanno spesi, se poi il libro è orribile affari loro.
Per fortuna me lo sono fatto prestare.

lunedì 15 novembre 2010

Racconti di viaggio del monaco Kyoshi


RACCONTI DI VIAGGIO DEL MONACO KYOSHI, di Francesca Angelinelli.
Montag Edizioni, 84 pagine, € 11,00

Giudizio: 4/5

Francesca Angelinelli ci conduce ancora una volta nel fantasy orientale, genere che le è molto congeniale,attraverso una serie di racconti che hanno per protagonista un monaco - indovino col vizio del gioco e delle belle donne, in viaggio attraverso quello che, anche se non è specificato, potremmo individuare come il Giappone tradizionale.
Viene presentata una carrellata di demoni/spiriti della tradizione nipponica e orientale con i quali Kyoshi si trova, sempre suo malgrado, invischiato.
Devo dire che l'ambientazione è ottima, curatissima non solo negli sfondi ma anche nel modo di parlare e di porsi dei personaggi, che risultano molto credibili come orientali.
La struttura narrativa del libro (il racconto)e la sua brevità non consentono però un grande approfondimento di Kyoshi, un personaggio peculiare e con ottime potenzialità.
Racconto preferito: "Aiuto, aiuto!", perchè c'è una volpe che è il must imprescindibile per chiunque tratti di spiriti giapponesi.

Questo libro è il vincitore della seconda edizione concorso "Altri Mondi" di Montag.
Ricordiamo che Francesca Aneglinelli ha pubblicato molto altro: sempre nel campo del Fantasy Orientale, il dittico di "Chariza", per Rounde Taarn Edizioni, e "Kizu no Kuma" nel 2010 per Casini Edizioni.
Inoltre sempre per Rounde Taarn ha pubblicato "Valaeria" e per Linee Infinite Edizioni il paranormal romance "Werewolf".
La coperina, stupenda, di "Racconti di viaggio del monaco Kyoshi" è stata realizzata da Francesca Resta.

mercoledì 10 novembre 2010

Segnalazioni: Fiera della microeditoria 2010 - Chiari

Ancora non ho deciso se andrò, comunque questo week - end (12, 13, 14 novembre), si svolgerà la rassegna della microeditoria a Chiari (Brescia) che vedrà riunite, come al solito, molte case editrici medie e piccole.
Qui il sito con tutte le informazioni:
http://www.rassegnamicroeditoria.it/rme/

Ne approfitto per fare una segnalazione: quest'anno, per la prima volta, sarà presente anche la casa editrice "La Penna blu", specializzata prevalentemente in letteratura fantastica, e domenica alle ore 15.30 uno dei loro autori, Davide Longoni, presenterà il suo libro "Mercuzio e l'erede al trono".
Questa la trama:
" Le vicende del libro hanno inizio nel favoloso regno di Quaquaraqquaqua sul pianeta Arret, dove tutti sono in fermento: il tempo del ritorno dell’Erede al trono è ormai giunto. Re Mercurio si è ritirato sulla Terra dopo la Grande Battaglia contro la minaccia del Dormiente: ora bisogna inviare una delegazione per riportarlo indietro con suo figlio Mercuzio. Ne fanno parte il capo dei Maghi Asfodelo Barbagrigia e sua nipote Ariel.
I due vengono però seguiti da tre misteriose presenze che, al momento dell’incontro tra la delegazione arretiana e il sovrano, attaccano. Si tratta delle Legioni Nere, gli accoliti del Dormiente: ormai il re e suo figlio sono stati scoperti. Non c’è più tempo, non c’è più scampo. "
Il romanzo è anche corredato dalle bellissime illustrazioni di Massimiliano “Map” Passanisi e presenta un’introduzione di Stefano Vietti e una prefazione di Maria Lidia Petrulli.
Parte del ricavato andrà in beneficenza come è consuetudine della Penna Blu: nel caso di “Mercuzio e l’erede al trono” si è scelto di aiutare la Fondazione per l’infanzia Ronald McDonald.

Ricordiamo che Davide Longoni è anche il webmaster del sito "La Zona Morta" che pubblica anche una rivista trimestrale di horror, fantascienza e fantasy.
E' uscito il numero sei acquistabile a questo indirizzo:
http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/la-zona-morta-magazine-numero-6/12800646

martedì 9 novembre 2010

Un alieno a Vanity Fair



UN ALIENO A VANITY FAIR, di Toby Young.
Piemme Bestseller, 376 pagine, € 10,50.

Giudizio: 3/5


Questo è un libro presentato in maniera del tutto ingannevole: non è nè "Ugly Betty" nè "Il Diavolo veste prada", e inoltre non è divertente. Forse sono io che non capisco lo humor inglese, ma sinceramente le disavventure di una persona socialmente imbarazzante come Toby Young non mi fanno ridere; anzi, le ho trovate parecchio tristi.
Giornalista inglese figlio di intelletuali borghesi, Young ha inseguito per cinque anni la celebrità (e le celebrità ) nella Manathan di "Sex and the city", ma con scarsissimo successo.
E' stato licenziato da Vanity Fair perché incapace di adattarsi alla società, ma in maniera stupida: una persona di buon senso ingaggerebbe mai una spogliarellista da far venire in ufficio per fare uno scherzo a un collega?
Non è vero, come afferma il risvolto del libro, che Toby non capisce la società; è solo uno specialista dell'anticonformismo kamikaze. Da questo punto di vista, il titolo originale è più calzante della traduzione italiana: How to lose friends and alienate people .
Comunque è un libro intelligente, scritto da una persona colta. Presenta un'analisi lucidissima e veritiera di Manathan e del mondo delle riviste patinate, e lo fa inserendo paragoni con Torqueville e Jane Austen.
Proprio perchè Young è in realtà cosi intelligente non sono riuscita a capire perché in certe situazioni si comporti come un cretino. Nei ringraziamenti afferma che tutto ciò che ha scritto è accaduto veramente; spero per lui che non sia così, perché altrimenti non ci fa una bella figura.

Toby Young ha scritto anche "The sounds of no hands clapping", tradotto in Italia col titolo di "Un alieno a Holliwood" ed edito sempre da Piemme.
Da "Un alieno a Vanity Fair" è stato tratto il film "Star Sistem. Se non ci sei non esisisti" di Robert Weide con Simon Pegg, Kirsten Dunst e Danny Huston.
Il sito di Toby Young è:
http://www.nosacredcows.co.uk/

mercoledì 3 novembre 2010

I progetti editoriali

Muovendomi nel regno dell'editoria mi sto rendendo conto che ha un buon successo la modalità del "progetto editoriale".
Gli editori e le agenzie elaborano soggetti e poi li danno in gestione a scrittori per uno sviluppo per così dire "controllato".
Personalmente ho riscontrato questa tendenza nel campo del fantasy, che è quello che maggiormente m'interessa, ma è una modalità che forse funziona anche per altri generi, come thriller e avventura.
Credo che il progetto presupponga una serialità, quasi mai un romanzo singolo: per esempio, si parte già con l'idea di scrivere una trilogia. Ecco perché funziona sopratutto nel campo del fantasy.
E' conveniente per un autore impegnarsi in un progetto editoriale? Beh, ovviamente sì. Lo sviluppo sarà anche controllato dall'editore/agenzia che commisiona il lavoro e quindi la libertà dello scrittore sarà un po' limitata, però dovrebbero pagarti indipendentemente dalle vendite (o almeno credo; di questo non ho esperienza diretta, ma mi sembra il modo più ovvio in cui potrebbe funzionare). E comunque, la limitazione della libertà non è così assoluta se lo scrittore tira fuori dal suo cilindro delle idee qualcosa di convincente.
Il punto è che anche l'editoria è mercato e come ogni tipo di azienda deve elaborare progetti, piani aziendali, soluzioni per vendere.

martedì 26 ottobre 2010

L'uomo dal campanello d'oro

L'UOMO DAL CAMPANELLO D'ORO, di Lavinia Scolari, 0111 Edizioni
Giudizio: 4/5


Difficile raccontare la trama di questo libro. Il problema principale è che, se lo facessi, rovinerei ai lettori i due terzi iniziali del libro, dato che le cose cominciano a diventare chiare verso pagina 90.
E' un romanzo molto particolare, innanzitutto per il tema. Io non amo etichettare, ma potremmo dire che è "mitologico". Protagonisti sono, infatti, dei e miti della Grecia: Ero, Leandro, Glauco, Circe, Cassandra, Nereo...
Non è però un catalogo di racconti riguardanti questi personaggi, come una sorta di dizionario mitologico; no, è una storia complessa su questi dei che vengono risvegliati dopo millenni di oblio.
E' difficile da seguire per due motivi: primo, devi conoscere almeno un po' i miti che vengono citati; secondo, la voce narrante cambia in continuazione. Il libro è stutturato proprio così: Nome del personaggio - parte della storia dal suo punto di vista. La cosa è gestita anche molto bene e sopratutto è interessante come le percezioni su uno stesso evento mutino da un personaggio all'altro; però in questo modo, forse, la narrazione è un po' troppo spezzettata.
Tirando le somme: è un libro coltissimo, interessantissimo, con un'idea di fondo geniale. Forse andava narrato in maniera diversa perché con così tanti personaggi che dicono la loro ci si confonde. Comunque è da leggere, perché sicuramente è una cosa diversa dal solito; e magari è anche da rileggere, perché una lettura sola non è sufficente a comprenderlo in pieno.

mercoledì 20 ottobre 2010

La mano sinistra di Dio


LA MANO SINISTRA DI DIO, di Paul Hofmann, Nord Edizioni

Esiste un santuario dove dei monaci sadici ed estremisti chiamati Redentori addestrano a suon di botte ragazzini per poi mandarli in guerra contro tali e non meglio specificati Antagonisti. Tre adepti, Cale, Henry e Kleist, riescono a fuggire e si ritrovano in una città controllata dai Ferrazzi, una famiglia gigantesca a quanto pare, dato che metà della città sembra essere abitata da gente con lo stesso cognome.
Questo è ciò che ho capito del libro. In realtà arrivata a pagina 240 ho deciso di mollare; ho tanto di meglio da leggere.
La prima parte, ambientata nel santuario dei redentori, prometteva bene; poi si è perso.
Il problema principale è che non descrive quasi niente, né luoghi né personaggi. Lo so che il lettore deve metterci la sua fantasia, ma il libro è talmente stringato che è impossibile.
Sono tutti dialoghi, dialoghi, dialoghi! Io amo i dialoghi, ma non puoi costruire un romanzo solo sulle conversazioni; perché una cosa del genere è un copione.
Un paio di esempi della piattezza:
- a un certo punto c'è la seguente frase: "Scesero sulla strada principale verso il passo di Cortina. Non era un granché, come strada". Ok, ma perché non era un granché? Era ripida? Era sassosa? Due parole in più di spiegazioni ci stavano bene; forse l'autore aveva un limite massimo di battute a cui attenersi?
- c'è un personaggio, Riba, di cui si dice che è grassa. Sì, ma quanto grassa? Perchè a volte sembra una palla di lardo ambulante, altre una ragazza normale dalle forme un po' morbide.
Un autore che inventa un mondo fantasy deve costruirlo con precisione, perché altrimenti il lettore si sperde. Ho mollato il libro perché quello che leggevo non aveva più alcun senso logico.
Altro punto debolissimo: i personaggi. Non ho capito niente di Cale, non ho capito niente di Henry, non ho capito niente di Kleist. E' stato praticamente impossibile affezionarsi a loro perché sono piatti e poco credibili. Sono ragazzini torturati sin da quando erano piccoli, cresciuti nel terrore, ma non sono riuscita a cogliere nei loro gesti una coerenza rispetto a questo.
Ultima nota negativa: il punto di vista saltella da un personaggio all'altro e poi al narratore onniscente per poi tornare al personaggio. Ora, questa tecnica io non la amo, ma se qualcuno sceglie di utilizzarla deve saperlo fare. Non è il caso di questo libro: cambi frequenti e repentini disorientano il lettore, sopratutto se a volte si omette il soggetto.
In conclusione: era un romanzo con una quarta di copertina fantastica e questo mi aveva fatto sospettare che non fosse un granché, ma non immaginavo che fosse così brutto! Per fortuna l'ho preso in biblioteca e non ho speso ben 19,60 euro per comprarlo.

mercoledì 13 ottobre 2010

Il signore del canto



IL SIGNORE DEL CANTO, di Andrea Franco, Delos Books
Nel mondo di Al'ajis la magia è regolata dal canto e le persone sono suddivise in una rigida gerarchia sociale di stampo matriarcale; ma, per amore della bella Elhear, sacerdotessa del Canto, il giovane Jamis proverà a infrangere le regole.
Facente parte della collana "Storie di draghi, maghi e guerrieri" di Delos Books, questo romanzo è in realtà un racconto lungo, decisamente originale e ben narrato.
In poche pagine riesce a costruire in maniera precisa un mondo pieno di regole, anche se ce ne dà solo un'idea vaga.
Anche i personaggi sono curati abbastanza bene, a parte forse l'antagonista, la Signora del Canto Halaedris, di cui non si comprendono a pieno le motivazioni.
Ci sono due temi portanti: uno è l'amore, ma l'altro decisamente la guerra tra i sessi! Più o meno finisce in parità.

martedì 12 ottobre 2010

Il cerchio si è chiuso



IL CERCHIO SI E' CHIUSO, di Loredana La Puma, La penna blu Edizioni
Un libro da cinque stellette!
Elli Giordano è una studentessa universitaria con una vita ordinaria, fino al giorno in cui...
Questo romanzo parte così, magari in modo un po' banale e con cento pagine iniziali un po' lente, ma poi esplode.
E' un romanzo dal ritmo incalzante, dove la soluzione immaginata dal lettore non è mai quella giusta, pieno di colpi di scena, curato nell'ambientazione, naturalmente scritto bene.
Lo so, sembrano pregi un po' banali, ma in realtà sono le cose che rendono belle un libro.
Mi è piaciuto tantissimo, leggetelo se vi piace emozionarvi e commuovervi con i libri!

sabato 9 ottobre 2010

Attività letteraria a ottobre 2010

Magari non interessa a nessuno, ma siccome il sottotitolo di questo blog è "Libri miei e degli altri" ma parlo solo di libri degli altri, è ora di parlare anche dei miei.
Dunque, a che cosa mi sto dedicando in questo periodo?
Innazitutto sto lavorando alla seconda stesura di "Dopo cinquecento anni", che è un fantasy d'ambientazione storica pieno di creature simpatiche tipo questa:

Siccome è, appunto, per la prima parte un fantasy d'ambientazione storica, quando avrò terminato di rivedere la metà ambientata ai giorni nostri dovrò seppellirmi in biblioteca per controllare di non aver scritto cose troppo inverosimili.
Proverò a puntare abbastanza in alto per la pubblicazione di questo romanzo, quindi chissà se diventerà mai un libro vero!

Il secondo progetto a cui sto lavorando è il seguito di "Elfo per metà", il cui titolo provvisorio è "Il cigno e il lupo". Devo dire che mi sto divertendo moltissimo a scriverlo e mi piace come sta venendo. Oltre a Caleb (protagonista di "Elfo per metà") c'è un altro personaggio principale, che in realtà è un personaggio femminile; e poi l'ambientazione è del tutto diversa dal primo libro e il numero di pagine doppio.
Vedremo che fine farà; ancora non ho deciso se proporlo alla casa editrice o tentare l'autopubblicazione. E' una cosa che, per vari motivi, ho bisogno di valutare.

Terza intenzione: le Edizioni Scudo raccolgono racconti per un'antologia steampunk, e siccome avevo già pensato di scrivere una cosa di questo genere è l'occasione giusta. La data di consegna è febbraio, quindi ho un po' di tempo; ma in buona sostanza la trama è già delineata a grandi linee e devo solo scrivere.

domenica 26 settembre 2010

Bestiario stravagante


BESTIARIO STRAVAGANTE, di Massimiliano Prandini, Damster Edizioni
"Bestiario stravagante" è una raccolta di racconti, tutti magistralmente gestiti, che spaziano tra l'horror, il surreale e il grottesco.
L'autore presenta una carrellata di personaggi incredibili: amici immaginari, riflessi di specchi, demoni contabili, cani spia, vampiri in periodo di vacche magre ecc...
Ciò che conta, così come cita la quarta di copertina, è che "...il bestiario sia stravagante: perché in ogni storia dell'orrore che si rispetti è il mostro il vero protagonista."
Quello che mi ha particolarmente colpita, a parte l'originalità e lo stile incisivo ed efficace, è stata la capacità dell'autore di gestire alla perfezione i tempi della forma narrativa "racconto". Quello più perfetto da questo punto di vista è secondo me "Il cassonetto n° 73", che banalmente si potrebbe riassumere come la storia di un netturbino perseguitato da un cassonetto, ma che in realtà riesce a dire molto di più nello spazio di poche pagine.
Altro racconto fantastico è "Una serata come tante altre", che crea nel lettore un senso di smarrimento perchè, fino alla fine, non si è ben sicuri di quale sia effettivamente l'elemento horror.
Insomma, un libro consigliatissimo, assolutamente da leggere.

lunedì 20 settembre 2010

Fantaborgo 2010

Oggi giornata di segnalazioni. Del resto l'estate è finita e la vita attiva riprende a discpito di quella vegetativa.
Duenque, seconda "uscita pubblica" per "Elfo per metà". Io e lui saremo a Minozzo (RE) domenica 3 ottobre dalle ore 14.00 in poi per il "Fantaborgo".
Ecco il comunicato col programma, a cura della scrittrice Chiara Guidarini:
"Ritorna il FantaBorgo! Una giornata dove il fantastico diventa reale, dove tra vicoli tortuosi e strade strette si ci potrà imbattere in strane creature, narratori itineranti,musici, artisti, editori, libreira Liberamente di Langhirano e molto altro!
Per gli amanti della letteratura ci saranno presentazioni letterarie, con le illustri partecipazioni di:
- Francesco Barbi - "L'acchiapparatti" - Baldini Castoldi Dalai,
- Paola Po...ggioli - "La Maschera" - Fedelo's editore,
- Giuseppe Pasquali - "Lunar memories" - Linee Infinite Edizioni.
Presentazione prevista per le ore 14.30, moderata dalla giornalista Nazzarena Milani.
Seguirà il salotto letterario che vede il confronto di una decina di autori oltre a quelli sopra citati: Federica Ramponi, Silvano Scaruffi, Antonio Cinti, Alessio Gallerani, Simone Draghetti, MP Black, Vincenzo Malara, Enrico Matteazzi, Armido Malvolti, Eugenio Saguatti e Chiara Guidarini moderati da Andrea Ferrari, titolare della libreria Liberamente di Langhirano.
Ad accompagnarti ci saranno un mercatino, tanti stand editoriali, stand gastronomici, servizio di trucco bimbi, bar e possibilità di noleggio costumi fantasy medievali. Se partecipi in costume fantasy medievale potrai anche essere premiato!Tra i musici si esibirà il duo "Fabio e Fede Pianobar"e tra gli illustratori ricordo Fabio Porfidia, Mauro Moretti e Ilaria Trombi. Anselmo Razzoli ed Emilio Moggi cureranno le mostre di dipinti, mentre il "Museo delle cose perdute" a cura della Famiglia Ferretti spalancherà le proprie porte a coloro che desiderano
tornare indietro nel tempo... ma non troppo.
Per i più piccoli sarà allestita "la corte dei Balocchi" con tavolini, colori, gonfiabili e tanti giochi, mentre i bambini un po' più grandicelli potranno dilettarsi nella caccia al tesoro delle fiabe nascoste nei castelli di Matilde a cura dell'associazione culturale arte in gioco di reggio emilia. Combattimenti a cura delle Tre Emme di Maranello.
Come l'anno scorso INGRESSO LIBERO!"

Io sarò al banchetto con gli autori Zerounoundici dalle 14.00 e poi alle 17.00 al salotto letterario.
Se siete da quelle parti fate un salto!

Sobrero e Gervasone: segnalazioni

Continuiamo con le segnalazioni, stavolta di due romanzi e-book acquistabili dal sito Dbooks.

All allows'even e il grimorio dei desideri, di Simona Gervasone

Scaricabile a € 6,96 qui:
http://www.dbooks.it/libreria/scheda/45/9/fantasy-e-fantascienza/all-hallow%27s-eve-e-il-grimorio-dei-desideri.html
Questa è la copertina:













E questa è la trama, tratta dal sito Dbooks:
"Ogni famiglia ha la propria storia ed i propri segreti insinuati nelle oscure trame delle proprie origini, ma il baule di cedro nella soffitta di casa Montblanc racchiude in sé qualcosa di ben più spaventoso di una semplice, per quanto appassionante, “cronaca familiare”.
Nonna Ivette sa che ormai il momento è giunto: esiste solo una persona in grado di portare sulle proprie spalle la pesante eredità della sua famiglia, ma sua nipote Erzel potrà davvero farsi carico di tutto questo? Saprà affrontare e sconfiggere la sua stessa natura e diventare quello che mai avrebbe pensato di poter essere?
Un viaggio tra passato e presente che porterà all’unica verità possibile ed all’unico luogo che racchiude in sé l’inizio e la fine di tutto. Torino, la città magica, la città delle Banshee, dei Far-Shee, del Piccolo Popolo e, soprattutto, la città delle Streghe."

Seconda segnalazione (e questo vorrei proprio leggerlo):

Brontolo spaccia e Biancaneve fa la doccia con tutti, di Corrado Sobrero

Lo potete scaricare a € 4,92 qui:
http://www.dbooks.it/libreria/scheda/53/14/giallo-e-thriller/brontolo-spaccia-e-biancaneve-fa-la-doccia-con-tutti.html

La copertina purtroppo non riesco a caricarla, vi lascio solo la trama:
"Nicco e Kappa, restauratore di nani da giardino il primo e giornalista free lance, romanziere inconcludente e gay cinico il secondo, hanno un problema: i nani hanno preso una brutta piega e sono diventati spacciatori di droga. Invischiati loro malgrado in una storia troppo grande e pericolosa, i due amici devono fare i conti con delinquenti dai soprannomi etnici, la ricerca eterna dell'hobby perfetto e il grande amore non corrisposto, in un romanzo noir cinico sentimental-thriller che alterna riflessioni profonde quanto surreali a momenti di azione pura."

venerdì 17 settembre 2010

Altrisogni

Segnalo l'uscita del primo numero di "Altrisogni", rivista digitale che si occupa di weird, horror e fantascienza. Contiene, oltre ad articoli, notizie e recensioni, anche racconti: di Francesca Angelinelli, Luca Ducceschi, Simona Gervasone, Alfredo Mogavero, Massimiliano Monti, Corrado Sobrero, Francesco Troccoli e Fabrizio Valenza.
Siccome è il progetto di un amico ci tengo a fargli i complimenti!

La potete scaricare a poco più di due euro qui:

http://www.dbooks.it/libreria/scheda/54/6/narrativa/altrisogni-01.html

E questa è la copertina, a cura di Antonio Dessì:


Casa Howard

"Lei non aveva bisogno d'infastidirlo con alcun dono suo proprio. Avrebbe soltanto indicato la salvezza, che era latente nella stessa anima di lei, come nell'anima di ogni uomo. Soltanto connettere! Questo era il complesso del suo sermone. Soltanto connettere la prosa e la passione, ed ambedue saranno esaltate, e l'amore umano apparirà al suo culmine. Non vivere più frammentariamente. Basta che tu connetta, e la bestia e il monaco, privati dell'isolamento che è vita per ciascuno di essi, moriranno."
Da "Casa Howard", di Edward M. Foster

Era da un po' che non leggevo un classico. "Casa Howard" è stato un buon motivo per ricominciare a farlo.

Vi lascio una scena del fil di Ivory, con le meravigliose Emma Thompson ed Helena Boham-Carter



giovedì 9 settembre 2010

Commerciabilità&Libertà

La domanda di oggi è: cosa rende un libro "commerciabile"?
Un romanzo può essere scritto benissimo e avere una trama perfetta, ma è sufficiente questo a far decidere a un editore di pubblicarlo?
Non lo so; il problema (il mio problema, ma anche quello degli altri scrittori) è che se non lavori nel mondo dell'editoria non puoi sapere che cosa piace al pubblico, che cosa va forte nel mercato. L'unica idea che puoi farti deriva dagli scaffali delle librerie, ma secondo me è abbastanza parziale, anche se comunque può aiutarti.
Per esempio, per andare sul sicuro potresti provare a scrivere di vampiri o di dei caduti sulla terra (tanto per rimanere nell'ambito del fantasy), solo che così incorri nel rischio del "libro costruito a tavolino": una cosa creata per vendere ma sostanzialmente priva di anima.
Forse il bello di pubblicare con case editrici piccole è che non t'impongono di scrivere un libro in un determinato modo e che tratti di un determinato argomento per renderlo più commerciabile, cosa che invece immagino accada con gli editori grossi.

martedì 7 settembre 2010

Un altro motivo per cui le case editrici a pagamento sono una cattiva idea

Questo è un post un po' banale, nel senso che la cosa che dirò è ovvia, ma mi preme ribadirla perchè mi dà molto fastidio.
Molte delle "case editrici" pubblicano qualunque schifezza purché si paghi, sicuramente senza nemmeno leggere il manoscritto, e così il lettore si ritrova tra le mani libri che meriterebbero di finire giù dalla finestra per come sono scritti. Non parlo di trama e costruzione, sebbene anche quelle siano piuttosto discutibili, ma proprio di grammatica, a partire dalla consecutio temporum. Me la prendo con le case editrici e non con gli scrittori perché so che tutti gli scrittori, per natura, sono convinti di aver scritto un capolavoro.
Toccherebbe all'editore far notare loro il contrario.

lunedì 26 luglio 2010

Mahayavan Vol.1

Uscirà tra settembre e ottobre il primo volume dedicato all'universo di Mahayavan, un progetto sviluppato da un'interessante casa editrice che lavora prevalentemente con le pubblicazioni in e-book, le Edizioni Scudo.
Mahayavan è nato come un gioco letterario: sulla base di alcune linee guida che disegnavano un mondo bisognava scrivere un racconto di heroic fantasy. La cosa divertente era che ogni racconto arricchiva il mondo con nuovi dettagli che bisognava tener presenti per scrivere la propria storia. Ogni giorno bisognava consultare il blog dedicato: www.mahayavan.splinder.com
Questo volume è il risultato di quel gioco; il primo risultato, perché è già previsto un secondo volume. La scadenza della consegna dei racconti è febbraio 2011.
Il libro sarà acquistabile da Lulu.com. Non conterrà solo disegni, ma anche splendide illustrazioni.
Vi terrò aggiornati.

giovedì 22 luglio 2010

Qualcosa non quadra

Da qualche giorno stampando il proprio libro col POD "Il mio libro.it" è possibile poi ordinarlo in tutte le librerie Feltrinelli d'Italia.
Sembra una cosa stupenda; in effetti lo è per ogni aspirante scrittore, e magari potrei usufruirne anche io.
Però c'è da fare una riflessione.
Le piccole case editrici che publicano scrittori ottimi dopo un'attenta selezione le librerie Feltrinelli se le sognano perché la loro distribuzione non ci arriva; invece con "Il Mio Libro.it" posso stampare la mia lista della spesa e venderla comunque alla Feltrinelli.
Non so, ho l'impressione che ci sia qualcosa di sbagliato nel sistema.

venerdì 16 luglio 2010

Zeferina


ZEFERINA, di Riccardo Coltri, Asengard Edizioni

Zeferina è un romanzo che sta vivendo una seconda vita, dato che quella di Asengard è una riedizione rivista e ampliata della prima versione pubblicata per una diversa casa editrice.
Si tratta di un fantasy particolare.
Innanzitutto è ambientato nel 1800 Italiano, in un giovanissimo Regno appena nato. Lo sapevo ma non lo ricordavo più, quindi all'inzio della lettura ero convinta di essere nel Medioevo; quando è spuntato un cappello a cilindro ho perciò avuto un attimo di smarrimento.
E' poi particolare perché le creature fantastiche che popolano in abbondanza le sue pagine sono tutte nostrane, nel senso che derivano da leggende sopratutto del nord Italia.
La trama è molto semplice: Zeferina è una strega che ha dato alla luce un bambino atteso dalle profezie. Le creature dei boschi se lo contendono e per questo scendono in guerra tra loro: alcuni lo vogliono vivo, altri lo vogliono morto. Zeferina attraversa i boschi tentando di salvare il bambino.
In realtà la storia sembra un po' fine a se stessa, un mero pretesto per far apparire le varie creature da incubo; alla fine non si capisce nemmeno bene perchè succedano alcune cose.
Devo però dire che mi è piaciuto, sopratutto per la naturalezza con cui l'autore riesce a esprimere i sentimenti dei personaggi. Si comprende benissimo che cosa prova Zeferina o il suo principale antagonista, Nero; e il lettore non sa davvero se parteggiare per l'uno o per l'altro. Zeferina è un personaggio magnifico: una popolana ignorante e confusa, davvero ingenua, capace di utilizzare le pagine dei Libri del Comando per tenerci le more; eppure allo stesso tempo risoluta e testarda. Non ci sta a che il suo bimbo sia quello che attendevano le profezie; questa è l'unica cosa che le creature dei boschi non avevano previsto.
Secondo me è un libro interessante da leggere; intanto per l'esperimento del fantasy completamente italiano, e poi è capace di prenderti.
Unica controindicazione: non si risparmia nelle scena macabre, quindi ci sono sbudellamenti e arti che volano in abbondanza.

domenica 11 luglio 2010

Intervista a... M.P. Black

MP Black è un’autrice fantasy con all’attivo una trilogia, “La Signora degli Elfi”, interamente pubblicata da Zerounoundici Edizioni. I suoi libri, originali e simpatici, hanno conquistato il popolo degli Anobianii e dei forum dedicati al fantasy italiano; grazie a un tam tam mediatico moltissime persone la leggono e riconoscono il suo valore di narratrice.
Conosciamola più da vicino.

Prima domanda: chi è MP Black e che cosa la spinge a scrivere?
Sono una mamma lavoratrice casalinga tutto fare. La mattina lavoro, il pomeriggio seguo i figli e la casa. E la sera scrivo. Ho iniziato a scrivere racconti fin dalle scuole medie, quindi sono nati i primi romanzi brevi (allora, ricordo, scrivevo storie d’amore ambientate nell’800), poi mi sono fermata per un lungo periodo, caratterizzato da grossi impegni famigliari e lavorativi. Finché, nel 2007, in seguito a un sogno (bellissimo!!!), ho elaborato la trama di Lisa Verdi, e ora eccomi qui! Scrivo per passione, per un impulso irrefrenabile che devo assecondare, o rischio di fondere il cervello. Scrivo perché mi piace farlo, perchè è una parte importante di me stessa….

La protagonista della tua trilogia è Lisa Verdi, una ragazza che scopre di essere l’erede al trono del regno degli elfi. Quanto di te c’è in lei?
Davvero poco. Lisa è bizzarra, strana, incostante, capricciosa, a volte davvero antipatica. Lisa non è il mio alter ego, non è detto che la protagonista delle storie che racconti sia quello che tu vorresti essere o che sei stato in passato. Lei rappresenta, invece, tutto quello che io non sono. L’ho caratterizzata così perché avevo bisogno di un personaggio dal carattere forte, ma instabile, che facesse davvero capire ai lettori le difficoltà che si incontrano nel momento in cui la tua vita deve sopportare un cambiamento forte e inquietante.

I tuoi libri esulano dal fantasy “classico”; gli elfi in realtà sono discendenti di alieni e c’è una buona parte di fantascienza. Come mai questa commistione di generi?
Volevo creare un fantasy diverso dai soliti fantasy classici, in cui viene descritto un “viaggio” compiuto dai personaggi principali verso una meta precisa per compiere una tale azione. Io adoro il fantasy classico, ma ci sono così tanti libri nel mercato internazionale (e italiano) di questo genere, che mi è parso doveroso affrontare un qualcosa di totalmente diverso. Certo, si è trattato di una sfida non indifferente. La saga avrebbe potuto rivelarsi un bel flop, ma così non è stato, anzi, e io sono felicissima di aver proposto qualcosa di alternativo!

Per la descrizione di luoghi e personaggi ti sei ispirata a qualcosa di reale o è tutto inventato da te?
Anna mi assomiglia, in parte, nel carattere. Anche Gianni mi ricorda un amico del mio passato, mentre Bartolomeo ha un lato che si avvicina molto al carattere di mio marito. Per quanto riguarda gli ambienti, non mi sono ispirata a luoghi reali, ma solo a luoghi che vivono nella mia fantasia e che mi sono costruita ancora da piccola, come punti fermi in cui rifugiarsi nei momenti di difficoltà.

Qual è il personaggio della trilogia cui sei più affezionata e perché?
Il personaggio che più adoro è il buffo e simpatico Bartolomeo e ho potuto notare che è molto amato anche dalle lettrici! E’ simpatico, combina guai, buono, dolce, passionale, ma sa anche essere deciso, coraggioso (molto) e non si ferma davanti a nessuna difficoltà. Mi piace, è tutto quello che io vorrei essere, un’unione di caratteristiche invidiabili e senz’altro positive.

Progetti futuri?
Ho appena terminato di scrivere un urban fantasy che partirà presto alla ricerca di una casa editrice. Si tratta di un libro che ho elaborato lo scorso anno (nel maggio 2009, per dirla tutta), durante una visita al museo Egizio di Torino. Arrivata a casa ho steso la trama e quindi ho iniziato a scriverlo due-tre mesi dopo. L’ho intitolato “Il Guardiano delle Anime” e spero che possa incontrare lo stesso successo della saga di Lisa. E poi ho in mente un altro fantasy, sempre un urban. E inizierò a scriverlo presto. Grazie!

mercoledì 7 luglio 2010

Comincia l'era degli e-book

Zerounoundici Edizioni ha stretto un'accordo con la società Sabah grazie al quale siamo entrati nell'era degli e-book anche noi; ergo, trovate "Il Tesoro della Città Eterna" ed "Elfo per metà" scaricabili in e-book!
Vi costano meno della metà rispetto al formato cartaceo; la controindicazione è che bisognerebbe avere un e-book reader, ma probabilmente sarà uno degli oggetti più regalati il prossimo natale, quindi potete rimediare.
Per ora trovate i miei libri, assieme a tanti altri, qui:
http://www.pilade.it/Details.aspx?idproduct=1833&productname=Valentina+Capaldi+-+Il+tesoro+della+citt%c3%a0+eterna

http://www.pilade.it/Details.aspx?idproduct=1822&productname=Valentina+Capaldi+-+Elfo+per+met%c3%a0

Presto però il portale dovrebbe essere agganciato ai siti di e-commerce di Mediaworld e Unieuro.
Vi terrò aggiornati.

mercoledì 30 giugno 2010

Vendo copie di "Elfo per metà"

Se qualcuno vuole leggere "Elfo per metà" può acquistarne una copia direttamente da me.
Contattatemi a valescrittrice@hotmail.it per metterci d'accordo.

martedì 29 giugno 2010

Lisa Verdi e il sole di Aresil




LISA VERDI E IL SOLE DI ARESIL, di M.P. Black, 0111 Edizioni

Ultimo capitolo della saga de "La signora degli elfi".
Lisa diventa una pazza assetata di sangue (ancora più pazza di prima) e muore un sacco di gente.
A parte questo, non è un libro così cupo!
Tutti i nodi vengono al pettine, le profezie si compiono e alla fine quelli rimasti in vita vivono felici e contenti.
Dal punto di vista stilistico è uguale ai due libri precedenti, quindi non aggiungo nulla.
Tirando le somme su tutta la trilogia, direi che senza dubbio è una delle cose più originali che abbia mai letto, un fantasy forse più per ragazzi ma godibile anche dagli adulti.
Ci sono molte cose buone; sopratutto in questo terzo libro ho trovato delle parti fatte davvero bene, segno che in fondo una certa maturazione da parte dell'autrice c'è stata. Peccato quelle imprecisioni stilistiche che rendono a tratti un po' difficoltosa la lettura.
Comunque, in generale, direi che si tratta di una trilogia da un buon sette e mezzo.

domenica 27 giugno 2010

Modena Fantasy: come è andata



Che giornata divertente!
Sono partita ieri mattina alle 5.45 per prendere il treno alle 6.30 (grazie a mia sorella che mi ha accompagnato in stazione) e dopo due ore e mezza e due regionali sono arrivata a Modena; seguendo l'itinerario scaricato da Google Maps ho raggiunto Piazza XX settembre, e siccome c'eravamo solo io e i piccioni sono entrata alla Mondolibri a chiedere informazioni. Il gentilissimo librario non era la persona giusta cui chiedere, quindi ho aspettato che arrivassero gli organizzatori e, chiaramente, mi sono rivolta a quello sbagliato. Alla fine comunque ho trovato Alfonso Zarbo, organizzatore assieme a Mauro Fantini e a Ernesto Iannucci, e la giornata è partita!
Ho conosciuto tantissimi scrittori fantasy, prima fra tutti Francesca Angelinelli che non vedevo l'ora d'incontrare di persona; poi Alessio Gallerani, Paola Boni, Gabriella Mariani, Arianna Formentin, Giuseppe Pasquali, Fabio Cicolani, Marco Davide, Dementrio Priolo e tanti altri. Chiedo scusa se non cito tutti ma davvero non ricordo! E inoltre c'erano gli illustratori, tra cui Francesca Resta e Sara Forlenza.
Per altro credo che circa metà della gente venisse da Padova: tra gli scrittori io, Paola Boni, Arianna Formentin. Padovani gran dottori ma anche grandi scrittori, a quanto pare!
La mattina (caldissima) è trascorsa tra le presentazioni: Filomena Cerere, Gabriella Mariani, io, Demetrio Priolo e Arianna Formentin. I moderatori, Alfonso Zarbo e Mauro Fantini, sono stati grandiosi! Domande sensate che ti davano l'occasione di parlare, e io ho parlato. Me ne stupisco perchè di solito balebetto cose incomprensibili, ma è andata abbastanza bene.
Il pomeriggio è stato memorabile; l'evento clou è stata la presentazione congiunta di Marco Davide, Francesca Angelinelli, Luca Tarenzi, Cecilia Randall e Alan D. Altieri!
Che cosa meravigliosa; si è discusso in particolare dei sottogeneri del fantasy e del fatto che non bisogna cercare per forza d'inserire una morale nei propri libri. Alla fine si è concluso che l'unica cosa importante è scrivere una bella storia.
Cecilia Randall è simpaticissima e disponibilissima, Luca Tarenzi dice cose incredibili, Alan D. Altieri... bhe, è Alan D. Altieri.
Alle 18.00 sono dovuta scappare perché avevo il treno, quindi non sono potuta restare a chicchierare con Tarenzi, ma vabbé: spero ci sarà un'altra occasione.
Insomma, mi sono molto divertita, e una volta tanto ho potuto parlare di elfi senza che la gente pensasse che sono pazza.
Grazie ancora a tutti!

venerdì 25 giugno 2010

Piccoli editori ed editori a pagamento: 0111 vs WD

Ho pensato per giorni se fosse o meno il caso di pubblicare questo post; adesso che i toni sembrano essersi abbassati voglio esprimere la mia opinione sul caso che vede contrapposta la mia casa editrice, la 0111 Edizioni, al sito Writer's Dream.
Lo faccio qui sul mio blog, e non sul forum dell'uno o dell'altro, perché è territorio neutro e così nessuno mi verrà a dire che non mi sono presentata o che non ho il diritto di postare, perché è una vicenda che, purtroppo, si sta combattendo anche così.
Cosa è accaduto?
Beh, il WD ha inserito la 0111 nella lista degli editori a pagamento, sulla base di criteri che comunque sono ben specificati anche se magari poco condivisibili per ragioni che poi andrò a spiegare; in seguito è uscito un articolo su "Il giornale" che classificava la 0111 a pagamento sulla base di informazioni dedotte, o almeno così sembra, dallo stesso WD; se con il loro consenso o meno, è questione controversa.
La 0111 ha reagito (come era nel suo diritto, comunque, dato che pare che ci siano dei danni economici) e ora si è arrivati a due forum che si fanno la guerra con insulti e minacce di querele.
Allora, ecco la discussione su WD da cui tutto ha avuto origine:
http://writersdream.org/forum/viewtopic.php?f=16&t=199
E questo è il conseguente comunicato stampa di reazione di 0111:
http://www.0111edizioni.spruz.com/pt/Il-caso-RandoWD-12.31.2012/events.htm?a=&
Qui invece c'è l'articolo de "Il Giornale" (nel quale, per altro, il nome della casa editrice è riportato in maniera scorretta, ma si parla della 0111):
http://www.ilgiornale.it/cultura/editoria_pagamento_black_list_sfrutta_esordienti/16-03-2010/articolo-id=429875-page=0-comments=1
Ora, se ci siano effettivamente gli estremi per intentare un'azione legale e contro chi non lo so e non m'interessa; probabilmente gli estremi ci sono, per lo meno in relazione a certe e-mail che creano danni alla 0111 (vedi comunicato stampa).
Quello che mi ha lasciata assolutamente sconvolta è l'aggressività con cui entrambe le parti hanno condotto questa faccenda sul web, un luogo pubblico! Decisamente si è andati contro il pudore e il buon senso; e, cosa peggiore, come autrice mi sento danneggiata, perché l'immagine della mia casa editrice si sta guastando.
Spero che WD e 0111 se ne rendano conto e decidano di continuare questa battaglia tra di loro e in privato.
Detto ciò, veniamo ai criteri del Writer's Dream, secondo i quali sono case editrici a contributo quelle che chiedono sempre contributi, sotto forma di acquisto copie, editing, isbn o quant'altro.
Vabbé, ci sta benissimo; io renderei la cosa un po' più complessa, ma loro sono liberissimi di fare ciò che vogliono.
Secondo questi criteri 0111 è a pagamento? Chiedo scusa se ora renderò pubblica una clausola del mio contratto, ma devo farlo per amore di chiarezza: lo è se non si è capaci di promuoversi, perché si hanno un tot di copie in contovendita di cui bisogna venderne almeno una parte. E' chiaro che lo scrittore che non è in grado di organizzare presentazioni o di farsi pubblicità tra parenti e amici queste copie se le deve comprare da sè.
C'è poi la questione dell'editing: se il romanzo ha bisogno di editing bisogna acquistare una quantità di copie (che comunque vengono poi utilizzate per scopi promozionali) per pagarlo.
La 0111 non fa editing; c'è scritto a caratteri cubitali sul loro sito; purtroppo l'editing è una cosa che costa. Io ho spedito loro con questa consapevolezza; ma personalmente rileggo il libro cinquecento volte e poi lo faccio anche leggere a un'altra persona; quindi a me non hanno chiesto soldi per l'editing.
Ergo: ho pagato per pubblicare con 0111? No, nemmeno un centesimo.
La 0111 quindi non è paragonabile ad altri che ti chiedono di sborsare migliaia di euro per pubblicare; non è una casa editrice perfetta, ma tenta di dare a più autori possibili l'opportunità di pubblicare; e per ottenere questo deve necessariamente ridurre i rischi (quindi prime tirature limitate, almeno un tot di copie vendute, niente editing). Io pubblico con loro con questa consapevolezza.
Il WD è poi libero di classificarla a pagamento; ripeto, ognuno può fare ciò che vuole, siamo in democrazia; anche se forse i criteri di classificazione andrebbero resi un po' più complessi proprio per includere queste situazioni che non sono nè da una parte nè dall'altra.

Comunque, tanto per chiarire: io non sono contro nè 0111 Edizioni nè WD; ammiro l'operato di entrambi e l'aiuto che danno agli scrittori e alla cultura (e in questo paese ce n'è tanto bisogno, considerando che metà telegiornale ieri era incentrato sulla partita dell'Italia!). Sono rimasta delusa dall'asprezza del loro scontro, che mi pare tanto una guerra tra poveri.

venerdì 18 giugno 2010

Addio a José Saramago

Beh, non so che cosa dire, se non che era il miglior scrittore che abbia mai letto.
Mi mancherà molto.

giovedì 17 giugno 2010

Modena Fantasy

Il 25 e il 26 giugno, a Modena, si terrà il "Modena Fantasy", evento che vedrà riuniti in Piazza XX Settembre alcuni tra i principali scrittori e artisti fantasy italiani contemporanei, assieme ad altri meno "principali" ma comunque validi (come me, per esempio).
L'evento, promosso dallo scrittore mantovano Mauro Fantini e dal titolare dela Libreria Mondolibri di Mantova Ernesto Iannucci, ha come sponsor principali il Comune di Modena e Mondolibri.
Si susseguiranno presentazioni di nomi noti del settore come Cecilia Randall, Miki Monticelli, Alan D. Altieri, Francesca Angelinelli e tanti altri; saranno inoltre presenti meravigliosi illustratori fantasy come Francesca Resta, Sara Forlenza, Roberto Martinelli e Davide Nadalin. Sara Forlenza è vincitrice anche del contest grafico legato all'evento.
Sul sito http://www.modenafantasy.com/ trovate tutte le info.
Riporto il programma delle presentazioni solo per la mattina di sabato 26 giugno, quando ci sarò anche io:

- 10:00 - 20:00 Illustratori SARA FORLENZA, FRANCESCA RESTA, ROBERTO MARTINELLI, MATTIA ZOANNI e VALERIA RAMBALDI nel GAZEBO ESTARRIOL.

- 10:00 FILOMENA CECERE nel GAZEBO HYPERVERSUM

- 10:30 GABRIELLA MARIANI nel GAZEBO HYPERVERSUM

- 11:00 VALENTINA CAPALDI nel GAZEBO HYPERVERSUM

- 11:30 DEMETRIO PRIOLO nel GAZEBO HYPERVERSUM

- 12:00 ARIANNA FORMENTIN nel GAZEBO HYPERVERSUM

Quindi, prima presentazione ufficiale per "Elfo per metà"! Se passate da quelle parti fate un salto, sarà molto interessante.

venerdì 11 giugno 2010

365 racconti erotici per un anno

E finalmente è uscita l'antologia che tutti stavamo aspettando!!!!!!!!
365 racconti erotici per un anno - aNobii

Nata come un esperimento della mitica Delos Books, raccoglie 365 racconti erotici (uno per ogni giorno dell'anno), lunghi appena 2500 battute!
La selezione si è svolta sul forum di Writers Magazine, ed è stata lunga e serratissima; in redazione devono essere arrivati centinaia di racconti, molti di più di quelli che sono stati selezionati. Franco Forte, curatore dell'antologia, ha detto fin dall'inizio che la sfida sarebbe stata trovare 365 scrittori di livello soddisfacente da entrare nell'antologia, e alla fine ci si è riusciti!

Personalmente sono al 12 marzo, col racconto "Roulette".
Dubitavo di essere in grado di scrivere un racconto erotico, ma tant'è...
Sono molto soddisfatta. Non vedo l'ora di andare in libreria e prenderla in mano!

Inntervista su "La Zona Morta"

Ecco la mia intervista, sempre sul sito "La Zona Morta" di Davide Longoni:

VALENTINA CAPALDI La zona morta

giovedì 10 giugno 2010

Un ospite a Versailles

"Un ospite a Versailles", di Samanta Catastini, Boopen Edizioni

Un'autopubblicazione di Samanta Catastini, autrice di romanzi del genere "romance". Un libro ambientato a Versailles, come s'intuisce facilmente dal titolo, e più precisamente alla corte di Luigi XV.

In realtà più che un romanzo è un racconto; è scritto bene, è piacevole, ma approfondisce molto poco.

Se avete voglia di leggerlo lo trovate in catena di lettura su Anobii: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=63866#new_thread

martedì 8 giugno 2010

Lisa Verdi e l'antico codice


"Lisa Verdi e l'antico Codice", di M.P. Black, 0111 Edizioni
Secondo romanzo della trilogia de "La Signora degli Elfi" di M.P. Black.
Lisa, dopo aver scoperto di esserne l'erede al trono, torna nel Regno degli elfi con le spade laser per scongiurare un nuovo pericolo.
Non è un libro perfetto, ma comunque alla fin fine devo dire che mi ha presa: quando l'ho chiuso, dopo l'ultima pagina, mi è venuta subito voglia di continuare col terzo per scoprire come va a finire.
M.P. Black ha inserito un sacco di elementi interessanti che sono rimasti lì in sospeso come un amo, e non si può fare a meno di abboccare.
Il libro è pervaso dalla stessa ironia che aveva caratterizzato anche il primo della saga, sebbene certe situazioni appaiano un po' forzate.
Lisa (ma anche il suo amico Gianni non scherza) è completamente pazza! Forse soffre di stress post-traumatico per aver scoperto di essere una mezzo elfo, fatto sta che prova sempre emozioni intenssissime che metà delle volte le provocano l'emicrania e l'altra metà la fanno svenire.
Perché, poi, il libro non è perfetto?
Innanzitutto a causa dello stile: sicuramente molto migliorato rispetto al primo volume, ma c'è ancora qualche imprecisione linguistica, sopratutto verso la fine.
In secondo luogo mancano diverse descrizioni che avrebbero aiutato il lettore (o almeno me): per esempio, come è fatto Luca, il fratello di Lisa? Forse è stato detto nel primo libro: se è così colpa mia che non me lo ricordo, ma ripeterlo avrebbe giovato.
E un'ultima cosa: perché tutti si abbracciano in continuazione?
Detto ciò, in realtà il libro è piacevole, anche se ovviamente esce dai canoni del fantasy cui siamo abituati (quelli cui sono abituata io, per lo meno); è importante leggerlo con questa consapevolezza per non rimanere completamente spiazzati.

venerdì 28 maggio 2010

Il Mercante di Vaniglia




"Il Mercante di Vaniglia", di Corrado Sobrero, 0111 Edizioni.
Un uomo viene trovato su una spiaggia, ferito e senza memoria, con stretti nel pugno quattro piccoli semi misteriosi.
In questo modo inizia "Il Mercante di Vaniglia", terzo romanzo di Corrado Sobrero.
Ancora una volta, così come era stato per l'esordio di questo ottimo scrittore, ci troviamo in atmosfera caraibica. Lo sfondo dell'azione è infatti Navidad, piccolo villaggio della Nuova Spagna che vive il suo isolamento come una benedizione. In particolare la storia si svolge all'interno dell'abbazia di Navidad, un piccolo mondo in un altro piccolo mondo che viene all'improvviso sconvolto da una serie di inquietanti omicidi.
Corrado Sobrero è un bravo giallista, che sa farti credere a ciò che vuole lui pur dandoti gli strumenti per capire.
Corrado Sobrero ha uno stile molto particolare e personale, ma è anche capace di cambiare registro se occorre, qualità molto apprezzabile in uno scrittore.
Il suo primo romanzo, "Nevica sull'isola di Baro", forse era più bello, un po' più profondo, ma anche quest'ultimo suo lavoro porta in sè interessanti spunti di riflessione, tipo: "in ogni uomo se ne nasconde sempre un altro".
Ci sono sempre cose particolari e divertenti, in sintonia col carattere dell'autore: per esempio all'inizio l'uomo sulla spiaggia, mezzo nudo, viene trovato da una ragazza che racconta a suo padre di averne visto solo la parte "mezza vestita".
Credo che Corrado Sobrero sia un autore assolutamente da leggere, bravo quanto molti scrittori che pubblicano con case editrici più grandi. A conferma di ciò, ricordo che il suo secondo romanzo, "Il pulcino Bolscevico", è il vincitore del concorso "Il Carmelino" indetto da "La Carmelina Edizioni".
PS: sì, quello nella foto è Richard Chamberlain in "Shogun". Chissà perché il protagonista de "Il Mercante di Vaniglia" l'ho immaginato così.

sabato 22 maggio 2010

Il bacio di Mezzanotte

Il Bacio di Mezzanotte, di Lara Adrian, Zorro Edizioni

E' il primo libro del genere che leggo. Costava cinque euro, e per me che soffro da sindrome di shopping librario era come se dicesse: "Comprami, comprami..."
E' un vampire - romance, un urban fantasy.
La trama vede dei vampiri "buoni" riuniti in una fratellanza che combattono contro vampiri "cattivi" affetti da una malattia che si chiama "Brama di Sangue", una sorta di dipendenza dal liquido rosso che li porta a uccidere allegramente e in maniera massiccia.
Di solito è esattamente questo ciò che un vampiro per bene dovrebbe fare, uccidere allegramente e in maniera massiccia, ma poi la trama di romanzi simili s'incepperebbe. Infatti, la controparte dei vampiri "buoni" sono le Compagne della Stirpe, umane che per non meglio specificate caratteristiche genetiche possono generare figli di vampiri; e una tenera Compagna della Stirpe potrebbe mai innamorarsi di un vampiro affetto da brama di sangue? No, anche perché, sempre a causa di non meglio specificate ragioni, la malattia li fa diventare bruttissimi.
Le Compagne della stirpe preferiscono i figaccioni "buoni", vampiri mai più bassi di due metri e mai con meno di tre chili di muscoli.
Ora, ci sono delle cose in realtà abbastanza comuni nella letteratura vampirica degli ultimi anni che proprio non capisco:
- perché i vampiri sembrano essere in un perenne stato di eccitazione sessuale?
- perché i vampiri sono sempre ricchissimi (ricordiamo che non lavorano, ma comprano macchine e case da miliardari e pagano anche le tasse)?
- perché i vampiri, pur avendo novecento anni, si esprimono con lo stesso linguaggio di una gang da strada?
- perché i vampiri portano gli occhiali da sole di notte????

In realtà questo libro della Adrian non è così spiacevole se il genere è nelle proprie corde; i personaggi principali sono ben approfonditi, anche se ignorano il significato della parola coerenza. Vari commenti su Anobii dicono che somiglia molto ai libri della Ward, ma non avendoli io letti non saprei confermare.
La traduzione non è un granché; chiedo scusa al traduttore, ma è così. Tanto per dirne una, c'è un uso frequentissimo della parola "serico", che credo di non aver mai trovato prima in un libro.
La saga continuerà; da ciò che ho letto ci saranno almeno 8 libri, forse addirittura dieci.
Dal 20 maggio dovrebbe essere in libreria il secondo, "Il bacio cremisi", che avrà per protagonista un altro degli allegri confratelli buoni. Quello con più muscoli di tutti, oh yeah.

domenica 16 maggio 2010

martedì 11 maggio 2010

Lisa Verdi e il ciondolo elfico

"Lisa Verdi e il ciondolo elfico", di M.P.Black, 0111 Edizioni

Un libro molto simpatico.
Lisa è una sedicenne che vive con la zia, alle prese con tutti i problemi tipici della sua età: scuola, amici, primi innamoramenti: poi scopre di essere l'erede al trono del Regno degli elfi e di dover eliminare un elfo cattivo che minaccia la sua vita.
Trama abbastanza tipica, quindi; però ha uno stile fresco e frizzante che lo rende piacevole.
E' strapieno di citazioni, per nulla celate: spade laser alla Star Wars, pistole laser e scomposizione molecolare alla Star Trek, specchi ed elfi cancellatori della memoria harrypotteriani, persino una sorta di Stargate.
Verrebbe da chiedersi che cosa c'entri tutto questo con gli elfi; ben poco, in effetti, se si pensa agli elfi stile "Signore degli Anelli"; ma questi sono elfi fantascientifici che, per altro, hanno nomi italiani tipo Luca, Bartolomeo, Marta...
La cosa ha un suo perché, ovviamente; ma per me è piuttosto difficile immaginarmi un elfo cattivo che si chiami Guglielmo.
La trama a volte è un po' ingenua e la protagonista ha cambiamenti d'umore talmente repentini da far girare la testa; inotre il linguaggio non è proprio preciso, e questo è un male se si pensa che nella lingua italiana basta spostare una parola per variare il senso della frase; comunque, in generale, ripeto che è un libro piacevole e divertente, e poi è un esordio per l'autrice: magari i successivi due volumi della trilogia sono meglio.
Vale la pena di arrivare fino in fondo per vedere come Lisa risolve la situazione. Il finale è decisamente un colpo di genio.



domenica 9 maggio 2010

La scrittura moderna ama il presente

Mi sono resa conto, partecipando al concorso della Muller "Blusubianco", che effettivamente una buona parte della letteratura contemporanea utilizza il tempo verbale presente.
Cosa c'entra il concorso? Beh, è strutturato sulla creazione di racconti a partire da un incipit; ogni settimana viene dato un incipit diverso. Finora erano tutti volti al tempo presente.
Siccome il concorso è gestito dalla scuola Holden, che è la scuola di scrittura creativa di Baricco, posso affermare che il trend della nostra letteratura diciamo "giovane" è proprio quello di lasciare da parte il passato.
Chissà come mai. Certo, la narrazione al presente è più immediata, dà una sensazione certamente differente; che sia solo questo il motivo?
Comunque, direi che il presente è moderno.

domenica 2 maggio 2010

Kushiel's Trilogy


Dopo aver letto 2400 pagine circa, mi sembra il caso di spendere qualche parola per questa trilogia di Jacqueline Carrey, che da noi è uscita qualche anno fa per Nord ed è stata riproposta ultimamente in edizione più economica da Tea.

Si tratta di narrativa fantastica, ma non bisogna aspettarsi elfi, maghi, nani e simili. In realtà di fantastico c'è ben poco a parte l'ambientazione. La storia parte, in tutti e tre i libri, da Terre d'Ange, una nazione fondata dagli angeli dove tutti sono bellissimi. Il motto di queste persone è "Ama a tuo piacimento"; questo vuol dire che una delle attività principali è quella della cortigiana, per altro sacra, in quanto chi fa questo mestiere è consacrato a una dea. L'amore, di tutti i tipi, eterosessuale e no, permesso e no, è il tema portante di tutta la saga, ma sopratutto del terzo libro.

La protagonista e narratrice è Phedre, che fa la cortigiana e, di conseguenza, la spia, dato che i due lavori si connettono abbastanza bene. Evito si spoilerare il resto, quindi vi lascio scoprire gli altri personaggi; dirò solo che il coprotagonista maschile è un figo da paura e il guerriero più dotato di tutto l'universo; è abbastanza un cliché ma ci si abitua facilmente.

Da Terre d'Ange i protagonisti si spostano nelle terre limitrofe, e in ogni libro vanno sempre più lontani.

In realtà lo schema narrativo è molto simile in tutti e tre i romanzi, e questo forse è l'unico aspetto negativo della trilogia, unito a un ritmo tutto sommato lento che però viene compensato da uno stile molto coinvolgente.

Per il resto, consigliatissimo a chi ama il fantasy e i romanzi storici. Uno degli aspetti più intelligenti è l'averlo ambientato in posti che, anche se con nomi diversi, in realtà sono le nazioni esistenti: Terre d'Ange è la Francia, Caerdicca Unitas l'Italia, Alba l'Inghilterra e così via. La biografia dell'autrice dice che è una che ama viaggiare; si sente. Le descrizioni dei luoghi sono perfette e realistiche. Inoltre, sono riportate tradizioni, miti e leggende dell'Europa.

I personaggi sono in generale ben approfonditi, anche se ovviamente c'è il limite del narratore in prima persona che lascia un po' in ombra tutti gli altri. Phedre e il suo fighissimo e fortissimo comprimario evolvono all'interno del singolo romanzo e da un libro all'altro, così come succede anche all'antagonista.

Sono comunque libri che affrontano temi forti, sopratutto l'ultimo. Sono pieni di guerra, di sesso e di violenza estrema; anche perché Phedre è un'anguisette, cioè una che prova piacere attraverso il dolore. Tuttavia la scrittura è talmente delicata, così capace di far intuire le cose senza mostrarle direttamente, che non dà fastidio più di tanto.

Esiste anche una seconda trilogia, il seguito di questa, che l'autrice sta ancora scrivendo. In Italia sono usciti i primi due libri, sempre da Nord. In realtà però si tratta del primo libro diviso in due, e ciascuno costa 20 euro. Ragion per cui attenderò l'edizione economica.

mercoledì 14 aprile 2010

Elfo per metà

Dato che finalmente è ufficiale, già ordinabile e disponibile in anteprima, do l'annuncio dell'uscita del mio secondo romanzo, sempre per 0111 Edzioni.
Fantasy, stavolta, per chi si chiedeva quando mi avrebbero pubblicato un fantasy.
S'intitola "Elfo per metà", e il soggetto s'intuisce dal titolo.
Quarta di copertina: "È un grande problema quando una regina ha imposto su di te una maledizione che ti succhia la vita. È un grande problema quando la tua unica speranza di salvezza è un albero di dodici metri che può stritolarti con le sue radici se non gli vai a genio. È un grande problema quando i tuoi compagni hanno una scarsissima considerazione delle tue capacità. Ma, soprattutto, è un grande problema quando sei un elfo solo per metà."
Al link sottostante trovate l'anteprima.

Elfo per metà

martedì 13 aprile 2010

La realtà e il suo enigma

"La realtà e il suo enigma" di Maria Lidia Petrulli
0111 Edzioni







"La realtà e il suo enigma" può essere definito un romanzo surreale.
Yonne è una psichiatra francese, ancora giovane ma già nota nell'ambiente per la sua brillante attività di ricerca. Tuttavia ha un problema: le capita di vedere il fantasma di se stessa che la insulta e la sprona a un cambiamento. Purtroppo le succede sempre nei momenti peggiori, come durante un'importantissima conferenza o nel bel mezzo del mercato. Come se non bastasse, ogni tanto i mondi che la circondano si sovrappongono.
Yonne è pazza? No, Yonne è solo fuori dagli schemi, anche se lei ancora non lo sa. Dovrà intraprendere un lungo viaggio di ricerca e spingersi fino ai confini del nostro mondo e oltre per scoprirlo.
Romanzo di formazione, romanzo di ricerca, romanzo spirituale; ecco cosa è "La realtà e il suo enigma". Pone interessanti spunti di riflessione sulla nostra vita e sulla nostra società; ci sono due frasi che mi hanno colpito particolarmente. La prima non sono in grado di ritrovarla, ma più o meno diceva "pensa a quanto tempo della nostra vita sprechiamo a immaginarci nemici che non ci sono". La seconda invece è questa: "Cos'è, lei? E' una donna colta, curiosa, intelligente, lo si intuisce da come parla e si comporta, ma non saprei dire niente di quel che lei è nella sua anima, potrebbe essere allo stesso modo un'insegnante, un'artista, un'agente di borsa o un'arrivista; una sognatrice o un'adorante il dio denaro. Nulla traspare di lei, mia giovane amica, lei appare soltanto come una graziosa e ben vestita signora, ma nulla di più." Questa è la frase che riassume efficacemente uno dei temi portanti del romanzo, quello che gli dà un'eco un po' pirandelliana: le maschere.
E' inoltre un libro da cui traspare tantissimo dell'autrice: le è noto l'ambiente della psichiatria ed è esperta di tradizioni celtiche, che sono ampiamente riportate con tutto il loro corredo di suggestioni.
In sostanza: un libro inteligente, che fa riflettere e anche scritto bene, sebbene qualche virgola sia sfuggita.
Una sola cosa non ho capito: chi cavolo fossero Corinne e Angel.

giovedì 8 aprile 2010

Considerazioni sui costi dell'editoria

A fare il piccolo editore non a pagamento, probabilmente, si guadagna poco; la quantità di libri venduta è talmente esigua che, forse, non si riesce nemmeno a rientrare nei costi di stampa. Ora poi che le tariffe delle spedizioni postali non sono più agevolate si venderanno ancora meno libri, perché chiaramente la gente non sarà molto disposta ad aggiungere al prezzo del libro (che già è alto, dato che la carta stampata costa un sacco) una somma che comunque è considerevole.
Morale della favola: l'editore a piccoli livelli non è un lavoro redditizio.
Alcuni ammortizzano i costi evitando di pagare i diritti d'autore; altri li pagano in copie omaggio allo scrittore; altri promettono di pagarteli ma poi non lo fanno per le più svariate ragioni.
Io comprendo le esigenze dell'editore, ma non le condivido; e non mi si obietti che parlo così perché, in quanto scrittrice, sono dall'altra parte della barricata e non capisco come funziona il sistema editoriale.
Il fatto è che, normativamente, l'editore è colui che si impegna a sue spese alla promozione dell'autore. Invece il sistema editoriale funziona in modo che è l'autore a promuoversi da solo a sue spese.
Non mi si obietti nemmeno il fatto che non bisogna scrivere per arricchirsi; ci mancherebbe altro, lo so benissimo da me. Voglio semplicemente constatare che, di fatto, scrivere è un hobby costosissimo.
Come si potrebbe risolvere la faccenda?
Pubblicando meno libri.
Alcune case editrici non sfornano più di due o tre titoli all'anno; sono libri validi e perciò hanno più possibilità di essere venduti, e ovviamente le spese editoriali sono ridotte. Chi se ne frega che tanta gente rimarrà col libro nel cassetto; mica tutti devono per forza scrivere.
Ovviamente ci sono editori che credono nel loro lavoro e cercano di dare a più persone possibili la possibilità di pubblicare; è ammirevole, ma è deleterio considerato come è strutturato il sistema.

A parte questa considerazione, vorrei esprimere la mia perplessità di fronte al decreto del 30 marzo che ha soppresso le agevolazioni per le spedizioni editoriali.
Lo si è fatto perché non abbiamo più soldi? Ragione comprensibile, anche se si taglia sempre sulle cose sbagliate.
Lo si è fatto per agevolare i grandi gruppi editoriali? Boh, tanto in libreria ci sono solo loro, non credo avessero bisogno di tagliare in questo modo le gambe ai piccoli editori.
Lo si è fatto per ridurre la circolazione di alcuni quotidiani? Visto quello che leggo sui giornali non stenterei a crederlo, non è necessario essere di parte per capire in che direzione stiamo andando, basta avere un po' di cervello.
Comunque, per qualunque ragione sia stato fatto, avrà una ricaduta enorme su un intero settore, così come per esempio sta capitando alle radio e alle TV locali che sono rimaste senza fondi e sono state costrette a licenziare tantissime persone.
Credo che i fatti si commentino da sé.

domenica 21 marzo 2010

Del perché mi piace scrivere

Rilfettevo che mi dà una soddisfazione enorme quando finisco un romanzo o un racconto il vederlo stampato sulla mia scrivania in un bel pacchetto voluminoso di fogli A4, perché penso che non si tratta di pagine piene della stessa parola ripetuta all'infinito (alla Shining), ma di una storia ambientata in un mondo che ho inventato e costruito io.
Insomma, mi stupisce ogni volta l'essere riuscita a rimepire tanti fogli.

lunedì 15 marzo 2010

Shutter Island&Percy Jackson

Questo per me è stato un week-end di cinema, giusto perché frequento gente che asseconda il mio fanatismo per la settima arte.
Sabato sera ho visto un film molto bello; domenica ho visto un film molto... beh, non so come definirlo. Forse "imbarazzante".
Procediamo con ordine.

"Shutter Island" di Martin Scorsese

Tratto da un romanzo di Dennis Lehane, stimato maestro di thriller, autore anche del libro da cui Clin Eastwood ha tratto "Mystic River", è un film fatto benissimo.
Lo so, parliamo di Scorsese. Difatti si vedeva: a parte la storia in sé, che comunque era ben gestita, quello che maggiormente mi ha colpita è stata la capacità della regia di mantenere la suspence. Ogni cinque minuti ti chiedevi: "Oddio, e adesso che cosa succederà?". Per esempio (attenzione, spoiler!): alla fine Leo Di Caprio (che è diventato l'attore feticcio di Scorsese, chissà perchè), entra in un faro alla ricerca del suo collega. Spalanca diverse porte e trova tutte stanze vuote. Alla fine giunge di fronte all'ultima porta, ma non è che la apre subito. Prima la telecamera inquadra la porta, parte la musica inquietante, il personaggio appoggia l'orecchio contro il legno... insomma, suspence.
"Shutter Island" è proprio quello che si definisce un thriller teso.

"Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo" di Chris Columbus

Sarò sincera, questo libro non l'ho letto. Non ancora.
Tuttavia sono sicura che non fosse così.
Un film stupido, ma stupido stupido! Pieno di incoerenze, con personaggi nemmeno di plastica, ma di cartongesso, completamente privi di sentimenti!
Il protagonista nel giro di dieci minuti scopre di essere il figlio di Poseidone e perde la madre, uccisa da un Minotauro. Il giorno dopo se lo dimetica e corre dietro alla bellona di turno.
E il cattivo? Insomma, aveva delle motivazioni serie per essere cattivo, ma nessuno sembra disposto ad ascoltarlo.
E gli Dei? Intanto erano attori di telefilm, che non dicono in generale siano scadenti, ma questi di sicuro non erano granché. Per esempio Poseidone era interpretato da Kevin "Grey's Anatomy" Mckidd, che qualunque cosa faccia ha sempre la stessa espressione sofferente, mentre Atena era Melina "CSI New York" Kanakaredes.
Ade all'inzio viene mostrato come un demone di fuoco (figo!); poi indossa i panni di un metallaro (sigh!).
Robe assurde.
E i tre protagonisti? Capiscono nel giro di un nanosecondo di essere nl covo di Medusa e sanno benissimo come sconfiggerla, salvo poi perdersi in un bicchier d'acqua contro l'Idra e commettere il classico errore dell'eroe sfigato di tagliarle le teste.
Bah, che robaccia.
Le uniche degne di nota sono Uma Thurman nei panni di Medusa e Jessica Alba in quelli di Persefone. Per lo meno le attrici brave rimangono brave anche in mezzo alla compagnia teatrale della parrocchia.
Mi aspettavo di più dal regista di Harry Potter.

lunedì 1 marzo 2010

Chariza. Il drago bianco

Chariza. Il drago bianco
di FRANCESCA ANGELINELLI
Runde Taarn edizioni

Segmento conclusivo di "Chariza"; la guerriera della trasparenza sarà impegnata, tra un combattimento e l'altro per salvare l'Impero, a mettere ordine nei suoi sentimenti, alterati dalla maledizione dell'avidità che in questo libro appare un po' meno buffa che nel primo, dato che viene ben approfondita.
Sarò sincera: avevo preferito "Chariza e il soffio del vento".
Alcune parti del libro andrebbero un po' sfrondate, perché ci sono precisazioni inutili: per esempio, verso la fine, si trova questa frase: "Essi avanzarono urlando come demoni e mendando fendenti per eliminare i nemici che volevano inutilmente rallentare la loro marcia". Se si rilegge la frase omettendo l'avverbio "inutilmente", ci si rende conto che sta benissimo in piedi lo stesso.
Inoltre, ci sono scene che risultano incredibili anche per un fantasy: per esempio c'è un cavallo con un QI altissimo, o un capitano delle guardie che aggredisce l'Imperatore senza che nessuno gli tagli subitanameamente la testa (del resto, sono cose che possono capitare a un Imperatore che se va in giro senza scorta).
Però Francesca Angelinelli ha talento, questo è innegabile, e del resto "Chariza" è stata la sua prima opera. Sono sicura che il suo stile si è evoluto e migliorato col tempo.
Inoltre, questa cosa del fantasy orientale mi piace molto. E' sicuramente una delle voci più originali del piccolo panorama fantasy nostrano.