mercoledì 11 ottobre 2017

Watson Edizioni a Stranimondi

Come vi avevo anticipato, sabato e domenica a Milano si terrà Stranimondi, la manifestazione del fantastico promossa da Delos Books.
L'appuntamento è presso la Casa dei Giuochi UESM in via Sant'Ugozzone (che è una laterale di Viale Monza. Metro rossa fermata Villa San Giovanni o Sesto Marelli).
Watson Edizioni, per l'occasione, presenterà tre fantastiche nuove uscite.

ARABRAB DI ANUBI, di Alessandro Forlani 
216 pagine, € 12,00

Arabrab è un'assassina devota al Dio dei Morti: sottratta da adolescente a una vita da principessa, gli intrighi e le ipocrisie della corte dei Faraoni, è iniziata alle arti nere da un sacerdote dello Sciacallo. Combatte culti, poteri oscuri, mostri, demoni e nemici dell'Egitto in avventure attraverso il Mediterraneo della cupa e feroce Età del Bronzo. Dalle Piramidi alla Sardegna a Cnosso, il Lazio pre-romano, le tombe degli Etruschi, le isole del Mar Egeo e le foreste dell'estremo Nord, Arabrab si scontrerà con guerrieri e negromanti, automi, concubine, non-morti ed entità: inun viaggio anche interiore e doloroso nella propria condizione di non più del tutto umana... Un romanzo di sangue e spade, meraviglie e oscurità.



 IL BALLO DEGLI INFAMI, di Jack Sensolini
418 pagine, € 15,00

Si sa: i re e gli eroi scolpiscono il proprio nome nella storia, gli infami muoiono. Dimenticati. Ma in quella tempesta di follia che avvolge il regno di Abadonia, gli infami sono anche quelli che sputano sangue fino all'ultimo respiro. Gli infami hanno visto Darcan dei Carte soggiogare un pezzo dopo l'altro tutti i domini sull'orlo della rivolta, in un'eterna partita al Gioco dell'Orda contro le sue mancanze di re, di padre e di uomo. Celebre anche come il Re di Cuori, per molti è soltanto il Re Cane. Gli infami c'erano, quando Domdraco ha preso vita dalle leggende per difendere Dom e i suoi cittadini dai soprusi. Sono rimasti quando il Principe Ereditario ha assunto il comando dell'Arma abadoniana senza le qualità per farlo, trascinandola in un inferno. E in quell'inferno gli infami ci sono tutti piombati dentro, e hanno ballato: fratello Gheorg ha intravisto un frammento del Grande Sogno e denunciato per primo il tradimento che ha provocato la guerra. Caio il Senzanome, leggendario generale del Primo Reggimento, maledice il giorno in cui dovrà separarsi dalla spada: un uomo la cui fedeltà al Sovrano viene prima di tutto, perfino della propria vita e di quella dei suoi figli. Suo figlio, appunto: il capitano Econ, il Cavaliere Volante osannato nelle ballate ed eroe suo malgrado, schiacciato dalla sua stessa fama e costretto a confrontarsi con quella del padre. Gustav CaneSecco ed Eduin il Bifolco, veterani che hanno sempre scelto la propria pelle, piuttosto che la gloria. Su questo affresco di amore, odio, tradimento e morte, ballano gli infami.

ANIMALI, di Lorenzo Crescentini
322 pagine, € 14,00

Due creature si evolvono e si inseguono dall'inizio dei tempi. Enana è un pianeta perfetto e ospitale, ma inspiegabilmente deserto. Su un mondo lontano, una dea si risveglia per accogliere il primo visitatore terrestre. Ancora: strane creature meccaniche vengono avvistate nei pressi della centrale di Chernobyl e un bambino vive terrorizzato al pensiero che qualcosa abbia preso il posto di sua madre. Su una stazione orbitale viene liberato per errore un tirannosauro e, tra i ghiacci, un gruppo di soldati scopre una misteriosa e letale specie preistorica.Animali è un libro che parla di esseri viventi. Diciannove racconti di fantascienza, fantageologia, fantapoesia. Ci sono gatti, mammuth, greggi di lama, un po' di dinosauri, ragni-leone dal pianeta Shiva e soprattutto c'è l'Uomo, il più complesso tra gli animali, quello che più di tutti ama, lotta, uccide, sogna. Sullo sfondo pianeti rigogliosi e selvaggi, guerre contro razze aliene, dislocazioni temporali che seguono modelli matematici.Tra i riconoscimenti di Animali, i premi Space Prophecies (Quel nome era Evoc), Esescifi (Un'introduzione alla meccanica delle cronofaglie) e le finali ai premi Robot, Italia, Kataris e altri.
Con la prefazione di Emanuela Valentini.

La presentazione di Watson avrà luogo sabato 14 ottobre alle ore 11.30.
Francesca Caldiani presenterà Lorenzo Crescentini, Angelo Berti e Jack Sensolini.
Vi ricordo invece la presentazione di "Oltre" sempre sabato alle ore 16.30.
Vi aspettiamo!

mercoledì 4 ottobre 2017

Giù nel cyberspazio



GIU' NEL CYBERSPAZIO, di William Gibson
Contenuto in "Trilogia dello Sprawl"
Mondadori, 797 pagine, € 16,00
Genere: cyberpunk
Voto: 4/5

“Giù nel cyberspazio” è il secondo capitolo della Trilogia dello Sprawl di William Gibson, che è un po’ il manifesto del cyberpunk.
Titolo originale è “Count Zero”, cioè Conte Zero, a indicare il nome di battaglia del cowboy protagonista di questo secondo capitolo, Bobby Newmark. Dove per cowboy intendo, per chi non lo sapesse, “persona in grado di viaggiare nel cyberspazio”.
In realtà i protagonisti sono tre e la trama si suddivide in tre filoni che si riuniscono alla fine.
L’ho trovato molto più lineare e semplice rispetto a “Neuromante”, sebbene anche qui certi pasaggi della trama mi siano sfuggiti. Ma in fondo non è importante, perché la storia ha rilevanza fino a un certo punto in Gibson. Quello che più conta, secondo me, è la sua capacità di fondere gli elementi cyberpunk – che peraltro dimostrano una potenza immaginifica enorme – con vicende e ambientazioni da hard boiled. In “Giù nel cyberspazio” questo riesce ancora meglio che in “Neuromante”.
A parte l’indiscussa qualità di Gibson come autore – è capace di dipingere scene con pochisisme parole – credo di poter dire che questi romanzi sono proprio il prototipo del thriller futuristico.
Sarebbe un’eresia sostenere che Ridley Scott è stato influenzato da Gibson nel girare “Blade Runner”? Del resto “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” può essere considerato l’archetipo del cyberpunk, perciò vedete che tutto si dipana all’interno dello stesso filone narrativo.
Se volete approcciarvi alla Trilogia dello Sprawl vi consiglio comunque di partire da “Neuromante”. I romanzi possono essere letti anche in maniera distinta l’uno dall’altro perché hanno un capo e una coda, ma nel secondo ci sono importanti riferimenti al primo.

lunedì 2 ottobre 2017

I libri del mese. Settembre 2017

Questo settembre è stato un mese un po’ lento, sopratutto per quanto riguarda le letture, perché la “Trilogia dello Sprawl” mi sta portando via tantisismo tempo. Ho letto due libri su tre e ancora non ho capito se mi piace oppure no. Tra “Neuromante” e “Giù nel cyberspazio” ho intervallato “Raffles”, una serie di racconti scritti a metà del 1800 da Hornung, il cognato di Arthur Conan Doyle. L’ho trovato un libro molto carino; il commento è qui, mentre qui ci sono le mie impressioni su “Neuromante”.
Non compro libri da ben tre mesi e mi sento come un tossico disintossicato, ma la realtà è che tra due settimane c’è Stranimondi e non so quanto riuscirò a trattenermi.
Intanto, da una settimana ho iniziato l’esperimento “leggi due libri per volta”, assolutamente necessario per dare una sfoltita alla mia foltissima lista dei “to read”. Per ora mi pare che funzioni, ma i conti si potranno fare solo a fine anno, quando tirerò le somme sui libri letti nel 2017.
Questo mese ho capito in maniera nitida che la gente non ha voglia di informarsi sulle pubblicazioni dei piccoli editori. Sarà per pigrizia, sarà per spocchia letteraria, ma se chiedi dove sta andando il fantasy italiano a una persona del campo, a una persona che pubblica per un grandissimo editore o a una persona che fa il giornalista o l’editor, ti faranno il nome di Vanni Santoni. Il quale ha scritto solo una duologia fantasy che nemmeno mi sta facendo impazzire (sto leggendo il primo libro, quindi poi ne parleremo).
Non è per denigrare il buon Vanni Santoni, ma non puoi rispondermi che è lui il futuro del fantasy italiano quando ci sono tantissimi autori pubblicati da piccoli editori che sperimentano e producono roba molto più interessante. Rispondere Vanni Santoni è proprio un’ammissione d’ignoranza sul panorama fantastico italiano. Che è fatto per lo più dai piccoli, ma non per questo ha minor valore.

lunedì 25 settembre 2017

Stranimondi e Oltre

Torna anche quest’anno Stranimondi, la rassegna dell’editoria fantastica organizzata da Delos Books. Le date sono 14 e 15 ottobre, il luogo sempre la Casa dei Giochi UESM in Via S. Uguzzone a Milano.
Il programma, uscito la settimana scorsa, conta molti incontri con autori importanti del panorama fantastico e fantascietifico sia italiani sia stranieri, oltre a presentazioni a cura degli editori che esporranno durante i due giorni.
L’artista ospite quest’anno è Paolo Barbieri, che ovviamente non ha bisogno di presentazioni.
Trovate tutte le info sul sito della manifestazione.

Personalmente sarò lì con Watson. Non ho libri nuovi in uscita con loro (per ottobre… poi ci saranno delle novità nei prossimi mesi) quindi mi dedicherò ancora un po’ a “Dopo 500 anni”.
La novità rilevante che mi riguarda è a cura di Sad Dog Project, e quindi in realtà farò la spola tra i due stand.
Assieme a diciassette autori (tra cui, tanto per fare nomi importanti, Vietti, Tonani e Morozzi) abbiamo realizzato un’antologia di splendidi racconti di fantascienza dal titolo “Oltre”, il cui ricavato andrà interamente in beneficenza ad “Aylin”, un’associazione che si occupa di un piccolo ospedale pediatrico a Gerusalemme. Quindi comprandola farete due cose buone: sosterrete i bambini più sfortunati e sosterrete la buona fantascienza italiana. Troverete l’antologia in formato speciale a Stranimondi; in seguito sarà acquistabile su Amazon in un banale parperback, ragion per cui vi conviene venirverla a compare lì.
Ecco i racconti presenti nell’antologia:

Sisifo Meccanico di Gianluca Morozzi
Il sogno della farfalla di Federica Soprani
Il dono di Valentina Capaldi
Cena vegana di Mario Pacchiarotti
Fantasmi moderni di Marta Duò
New Atlantis di Lorenzo Sartori
Anuhea – L’interogatorio di Laura Costantini e Loredana Falcone
Diversità elettive di Emanuele Corsi
La difficoltà di commemorare di Emilio Ilardo
Libertus di Serena M. Barbacetto
Spiriti della rete di Diego Tonini
Tentacoli di Ilaria Pasqua
Altrodove di Dario Tonani
Evolution di Andrea Chiarvesio e Lavinia Pinello
La sindrome Asimov di Alessandro Vietti

La raccolta verrà presentata sabato 14 ottobre alle ore 16.30.

giovedì 21 settembre 2017

SugarCon 2017

Questo blog sta languendo tantissimo, ma faccio giusto una capatina per avvisare che oggi inzia la SugarCon 2017, il Festival organizzato dall’Associazione Sugarpulp che ogni anno cogniuga letteratura di genere e nuove tendenze della narrativa.
Oggi e domani l’appuntamento è a Padova, sabato a Rovigo e domenica ad Arquà Polesine.
Il programma completo lo trovate qui.
L’ospite internazionale di quest’anno è Stuart McBride, autore scozzese di trhiller tradotto in tutto il mondo.
Segnalo in particolare tra gli eventi quello di domani a Palazzo Moroni (Padova) delle 18.30: “Videogames, la nuova frontiera. Il caso Telltale”. Si parlerà di videogiochi, narrativa e transmedialità, un tema che (finalmente) sta prendendo piede anche in Italia.
La novità di questa edizione sono gli speed date letterari, cioè la possibilità di avere un pitch di dieci minuti con un editor di una casa editrice importante per proporre il proprio romanzo.
Tra oltre 400 candidature arrivate, verranno scelti 18 fortunati che potranno giocarsi tutto sabato pomeriggio a Palazzo Casalini a Rovigo o domenica mattina al Castello di Arquà Polesine.

martedì 5 settembre 2017

Raffles


RAFFLES, di E.W. Hornung
CasaSirio Editore, 229 pagine, € 14,00
Genere: racconti
Voto: 4/5

“Raffles”, che voi lo sappiate o no, è stato uno dei primi ladri gentiluomini della letteratura (precede di una quindicina di anni Arséne Lupin). Giocatore di cricket, estremamente raffinato nei modi ma totalmente al verde, ruba sia per necessità sia per sfida morale.
Prima di tutto, devo dire quanto mi piace la casa editrice di questo libro. “CasaSirio” è un piccolo editore presente sul mercato da tre/quatto anni, ma che si è imposto subito con una grandissima personalità. Già solo l’idea di tradurre un libro del genere dà la misura del loro progetto editoriale; sfornano pochi libri all’anno, ma sono tutti di qualità altissima, sia nel contenuto sia nella cura esterna. Questo è il primo loro libro che leggo, ma ne ho anche altri a casa. Ogni volta che li trovo a una fiera compro qualcosa perché meritano veramente tanto; sono il prototipo della piccola editoria di qualità.
Fatta questa sviolinata (ma assolutamente sincera), torniamo al libro, che dovete leggere se vi piace la letteratura inglese di fine ‘800 ma sopratutto Sherlock Holmes, perché questi racconti che hanno come protagonista Raffles e il suo compagno Bunny sono proprio Sherlock Holmes alla rovescia.
Non so se l’autore E. W. Hornung lo abbia fatto apposta, ma tenderei a dire di sì, considerando che Arthur Conan Doyle era suo cognato. Così come nei racconti di Doyle il punto di vista è quello del buon dottor Watson, affascinato da Holmes al punto di non poter fare altro che seguirlo, nei racconti di Hornung il punto di vista è quello di Bunny, un giornalista squattrinato affascinato da Raffles... al punto di non poter fare altro che seguirlo! La differenza sta nel fatto che Holmes e Watson stanno dalla parte della legge, mentre Raffles e Bunny sono ladri. Un crossover sarebbe divino.
Comunque Hornung non ha l’acume di Doyle e, in effetti, Raffles non è diventato famoso come Sherlock Holmes. I racconti sono simpatici, ma non hanno quelle trame che ti fanno gridare al genio. Nonostante ciò, personalmente li ho apprezzati molto più di quelli dell’illustre cognato, dato che a me lo Sherlock Holmes lettarario non fa impazzire (tiratemi pure i pomodori, ma devo dire che nel genere del giallo deduttivo preferisco Agatha Christie). Questi racconti di Hornung sono sicuramente più semplici, ma in qualche modo molto più spontanei di quelli di Doyle. C’è anche da dire che Hornung conosceva Oscar Wilde e in parte s’ispirò a lui per il suo personaggio, perciò un certo stacco da Sherlock Holmes c’è.
Vale comunque la pena di procurarsi questo libro; credo che possa rappresentare una piccola perla nella collezione di chiunque.

giovedì 24 agosto 2017

Neuromante



NEUROMANTE, di William Gibson
Contenuto in "Trilogia dello Sprawl"
Mondadori, 797 pagine, € 16,00
Genere: cyberpunk
Voto: 4/5
 
Ragazzi, che fatica.
Ho in un libro l’intera “Trilogia dello Sprawl” di Gibson ma per ora ho letto solo “Neuromante” e ci ho messo ben 21 giorni. Devo staccare un attimo con un altro libro (anche due) prima di riprendere.
Non so. Davvero non so se sia un capolavoro o una cagata pazzesca.
Forse è un capolavoro, tutto sommato, considerando che è stato scritto negli anni ‘80, quando le potenzialità di Internet erano ancora inesplorate.
Innanzi tutto, per chi non lo sapesse, “Neuromante” è il manifesto del cyberpunk, cioè quella branchia della fantascienza che si occupa, per dirlo a grandi linee, della connessione tra uomo e macchina.
Di che cosa parla il romanzo? Tracciare la trama è davvero difficile considerando che dopo la parola fine io non avevo ancora capito perché i cattivi fossero cattivi né che scopo avesse tutta l’operazione. Però in generale si può dire che il protagonista è Case, un cowboy cybernetico, ossia un uomo in grado di viaggiare nella Matrice, cioè un hacker, che viene assunto da un’Intelligenza Artificiale per una delicata missione.
È un romanzo estremamente visionario e secondo me Gibson si era sparato ben più della marijuana quando l’ha scritto, dato che sembra un trip allucinogeno, però senza dubbio è la fonte d’ispirazione per tutte quelle rappresentazioni del cyberspazio a linee blu in campo nero che si vedono nei film degli anni ‘80.
Il problema è che l’autore ha esattamente in testa ciò di cui sta parlando, ma non si cura di spiegarlo ai lettori; è lo “show, don’t tell” portato alla massima potenza.
Così si viene subito catapultati in un mondo fortemente oscuro e “giapponesizzato”, pieno di termini tecnici inventati, per seguire una trama inestricabile che ha in sé molto noir e hard-boiled (inizia e finisce in un bar malfamato, tanto per tirare fuori uno degli elementi da noir).
Mi è piaciuto? Boh, non saprei proprio dirlo, ma facendo una media oggettiva quattro stelline arrivo a dargliele. Di certo è una lettura imprescindibile se si vuole conoscere la fantascienza.