sabato 24 giugno 2017

Il viaggio dell'assassino


IL VIAGGIO DELL'ASSASSINO, di Robin Hobb
Fanucci Editore, 776 pagine, € 9,90 (vecchia edizione)
Genere: fantasy classico
Voto: 5/5

Con “Il viaggio dell’Assassino” si conclude la “Trilogia dei Lungavista” di Robin Hobb, che ha come protagonista il giovane FitzChevalier, bastardo reale addestrato per diventare un assassino di corte che deve vedersela con una doppia minaccia: le mire al trono di suo zio Regal e le terribili Navi Rosse, pirati in possesso di un’antica quanto inspiegabile magia.
Come ho già detto per i precedenti capitoli, il più grande problema della Hobb secondo me è il ritmo, dato che anche in questo libro tutto succede nelle ultime trenta (davvero, trenta di numero) pagine.
D’altro canto, però, la Hobb ha un’abilità rara nel descrivere personaggi e luoghi e stati d’animo. In effetti, sulla quarta di copertina troviamo scritto: “La Hobb continua a dare nuova vita al genere fantasy esplorando nuove vie narrative che spaziano dal non detto al turbamento”, ed è proprio vero. Al di là della trama (che comunque è interessante e ottimamente costruita) la storia è tenuta in piedi dalla voce di Fitz e dal suo lunghissimo sviluppo emotivo che lo conduce in tre romanzi dalla fanciullezza all’età adulta.
Poi è pazzesco quanto le storie e i temi della Hobb siano simili a quelli che esploro io nei miei romanzi, perciò mi piace proprio. Sono quei libri che quando li leggi ti ritieni soddisfatto, cosa che capita di rado.
Ho deciso che devo leggerla tutta, quindi ora andrò avanti con la trilogia dei Mercanti di Borgomago.

venerdì 16 giugno 2017

In memoria di Sergio Altieri

Per me è stato come quando è morto Saramago. O David Bowie.
Quando segui con passione il lavoro di un artista è come se l’artista fosse tuo amico, anche se non lo conoscevi di persona.
Altieri e la sua trilogia di Magdeburg sono state la mia sfida letteraria dello scorso anno; romanzi che mi hanno tenuta impegnata per mesi, prendendomi tantissimo nel bene e nel male.
Poi le traduzioni di Martin, e i racconti di Lovercraft riportati in uno stile pulito e visionario, come era sua prerogativa.
L’ho sentito parlare tante volte e ogni volta era una lezione di scrittura. Lo scorso anno si è lasciato fotografare assieme a me e Francesca a Stranimondi, mi ha firmato Magdeburg, chiedendomi scherzosamente se dovesse dedicarlo alla Khaleesi, supponendo che le ragazze gli domandassero autografi solo per via di Martin, non perché interessate al suo lavoro personale.
Credo che la scrittura italiana abbia perso un grande maestro.
Ciao, Sergione, insegna agli angeli l’Apocalisse.

martedì 6 giugno 2017

I libri del mese: maggio 2017

Il mese scorso ho saltato “I libri del mese” e questa volta mi stavo proprio dimenticando di farlo…
Sono settimane un po’ frenetiche, ma vabbé. L’importante è che ieri mi sia venuto in mente.
Mi sono accorta che ho letto ben tre libri; nonostante mi senta lentissima ultimamente è un buon traguardo, eh.
Per quanto riguarda gli acquisti, ho comprato “Via col vento”. L’ho fatto dopo aver guardato la puntata di Ulisse sulla Guerra Civile Americana che mi ha fatto venire voglia di leggerlo.
Riguardo al resto (usiamo questo spazio per fare il punto su tutto il mese) l’altro giorno ho finito di scrivere un nuovo romanzo che è già partito per la sua strada. Vediamo se e quando arriverà, comunque non prima del 2018. Intanto ne ho un altro in visione presso un paio di agenti letterari e chissà che ne esca qualcosa di buono.

LIBRI LETTI 

 Voto: 4,5/5
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Voto: 3,5/5
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Voto: 4/5
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LIBRI ACQUISTATI

Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi...

Delitto e castigo è il primo dei grandi romanzi che resero celebre Dostoevskij e forse il più popolare. Lo svolgimento dei fatti è incentrato quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. La vicenda ruota intorno a un giovane studente, Raskol'nikov, che per ragioni economiche è costretto ad abbandonare l'università. Animato da un forte risentimento, ma anche da considerazioni politiche di palingenesi sociale, il giovane progetta e realizza di uccidere una vecchia usuraia. Rubarle i soldi, nella sua idea, dovrebbe renderlo in grado di fare del bene agli altri. Tra questi anche la sorella dello studente, costretta ad accettare un odioso matrimonio allo scopo di aiutare il fratello, e assicurare una vecchiaia dignitosa alla loro madre. Dopo essersi ammalato di "febbre cerebrale" ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskol'nikov viene sopraffatto da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto dalla tremenda condizione di solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto. Dopo una serie di colpi di scena, tra cui la falsa confessione del delitto da parte di un operaio, Raskol'nikov verrà condannato alla deportazione in Siberia. Sarà Son'ja, una giovane ragazza che si prostituiva per sfamare i fratellini, a smussarne la durezza ideologica e infine a redimerlo.

lunedì 5 giugno 2017

Segnalazione: Ti faranno del male di Andrea Ferrari

Oggi segnalo il nuovo romanzo di Andrea Ferrari, giovane autore emiliano di cui avevo già segnalato lo scorso anno il romanzo di esordio, “Odio”.

Titolo: Ti faranno del male
Editore: Edizioni Leucotea (Leucotea Project)
Pagine: 106
Prezzo: € 12.90 il cartaceo. € 5.99 l'e-book.
Genere: Narrativa.
Sinossi: Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore.
Bio autore: Andrea Ferrari nasce a Reggio Emilia, nel 1986. Si diploma Geometra e a vent’anni viaggia per l’Italia per inseguire la sua passione per i concerti. In seguito studierà batteria e chitarra elettrica. Nel 2016 vede pubblicato “Odio”, diventando così un autore esordiente. Nel 2017 firma per Edizioni Leucotea. "Ti faranno del male" è il suo secondo romanzo. Attualmente, lavora come disegnatore in area tecnica. Tra gli scrittori che ama maggiormente, vi sono Charles Bukowski e Irvine Welsh.
Breve estratto: Ero uscito fuori a correre, era il cinque febbraio, sono dovuto rientrare perché l’aria mi perforava i polmoni, il freddo era una specie di morsa. “Meglio”, pensai, così posso tornare nella mia stanza, davanti al computer portatile, a eiaculare in santa pace. In quel periodo la mia mente prediligeva le webcam girls; queste ragazze, per la maggior parte straniere, che esponevano i loro corpi attraverso un monitor. Donne incantevoli dai capelli tinti di vari colori, qualche piercing, a volte ricoperte di tatuaggi e con il basso ventre in perenne esposizione. Ricordo che puntavano la videocamera esattamente sui loro punti forti, per poi rimanere voltate verso lo schermo e gestire la stanza dove si conversava, incitando a fornire loro moneta virtuale e ignorando o escludendo dalla camera chi poneva richieste senza aver pagato. Quella sera, erano le ventuno circa, sono tornato in casa dopo poche decine di metri. Indossavo una maglia elastica e traspirante, adatta alla corsa; il cielo ero nero, illuminato da quei pochi lampioni che si presentavano sotto casa mia, per poi sprofondare nell’oscurità più assoluta la, nei campi. Dannata casa. Mi trovavo ancora in un appartamento protetto, a vivere a contatto con persone a me estranee e sulla cui sanità mentale si potrebbe avere da obiettare.

Lo trovate su:
Amazon
IBS
Leucotea

martedì 23 maggio 2017

Xpo Ferens


XPO FERENS, di Alessandro Forlani
Acheron Books,  ebook, € 4,99
Genere: fantasy weird
Voto: 4/5
Consigliato se: siete alla ricerca di un'originale fusion tra la storia e Lovercraft

“Xpo Ferens”, che poi sarebbe più o meno Cristoferens, dato che le prime tre lettere sono greche, è un piccolo romanzo di Alessandro Forlani edito da Acheron Books.
Come tutti i libri di questo editore il numero di caratteri è volutamente limitato, perciò forse è più appropriato parlare di racconto lungo – e non solo per la lunghezza, eh. Si tratta proprio di una questione strutturale.
Al di là di questo, è comunque un testo completo e piacevolissimo che mischia Cristoforo Colombo e Lovercraft.
Detta così sembra bizzarra – e un po’ lo è, in effetti – però l’idea è molto buona e scivola via liscia: quasi dieci anni prima del viaggio verso le Americhe, Cristoforo e il fratello Bartolomeo si imbattono sul mare in una banda di pirati saraceni a capo dei quali c’è il temibile Abdul Alhazred, che è il famoso arabo pazzo autore del Necronomicon. Per una serie di circostanze, i fratelli Colombo entrano in possesso della rotta per un altro mondo che l’arabo vuole assolutamente raggiungere e così, sotto minaccia, costringe i due ad armare una nave per condurlo in quel luogo di follia.
Credo che la più grande pecualiarità del romanzo sia il linguaggio dell’autore. Io non avevo mai letto nulla di suo prima d’ora, perciò sulle prime mi sono detta: “Ma che cosa sto leggendo?”. Perché, per farvi un esempio, ci sono frasi di questo tipo: Il diario tonfò dal tavolo sull’assito inumidito (…) è lo strepito di un incubo e il pispiglio dell’oceano.
Poi andando avanti mi sono resa conto di quanto comunque il testo sia scorrevole e, sopratutto, mi sono resa conto che il linguaggio è costruito per essere coerente con la storia e con l’epoca, il che è molto, molto lodevole. Devo dire che in tutti i libri di Acheron finora ho trovato questa grande attenzione al linguaggio, decisamente un punto a loro favore.
C’è però sempre questo strettissimo limite dei caratteri che porta gli autori a dover necessariamente sorvolare su diversi aspetti dei personaggi e della trama che invece sarebbero interessanti da approfondire. Anche in questo romanzo molti dei passaggi sono lasciati alla fantasia del lettore, quasi come se l’autore avesse dovuto limitarsi alle parole essenziali e abbandonare tutte le altre.
Comunque sono scelte editoriali, quindi non ne discuto oltre.
Ripeto che il testo di per sé è completo, soddisfacente e interessante e, come al solito, la prova che in Italia ci sono autori del fantastico assolutamente pregevoli.

venerdì 19 maggio 2017

Gli occhi del drago


GLI OCCHI DEL DRAGO, di Stephen King
Sperling and Kupfler, 400 pagine, € 9,90
Genere: fantasy
Voto: 3,5/5
Consigliato se: siete alla ricerca di una piccola chiave di lettura alternativa dell'opera di King 

“Gli occhi del drago” è un romanzo di Stephen King del 1984, scritto per la figlia che all’epoca era troppo piccola per leggere le storie dell’orrore del padre.
Questo, invece, è un romanzo fantasy.
La storia è molto semplice e, di primo acchito, potrebbe sembrare nulla di più che una favoletta, invece se uno conosce l’opera di King si rende conto dei collegamenti.
La trama è questa: il malvagio mago Flagg vuole rovesciare l’ordine del regno di Delain e per riuscirci fa in modo che il giovane primogenito del re, Peter, venga accusato dell’assassinio di suo padre. Peter viene rinchiuso sulla cima di una torre e poi… bé, c’è un lieto fine, perciò è abbastanza ovvio capire che cosa accadrà.
Sembra una di quelle favole che ci raccontavano da piccoli e, in effetti, penso che l’intento di King fosse più o meno quello. Tuttavia, nell’intreccio si sente la mano del narratore esperto, il che rende il romanzo interessante, anche se ovviamente non è il maggior capolavoro del Re.
Dicevo dei collegamenti, però. Intanto, il re di Delain si chiama Roland, e Roland è il protagonista de “La Torre Nera”.
Poi c’è Flagg. Chi ha letto King si ricorderà sicuramente di questo nome; Randall Flagg è il cattivo ne “L’ombra dello Scorpione” e il personaggio compare anche nella serie de “La Torre Nera”.
Flagg per Stephen King è l’incarnazione del male, un essere che non ha altro scopo se non portare il caos, ed è abbastanza interessante che questo personaggio salti da un romanzo all’altro e da un mondo all’altro di quelli creati da King e che, se si segue la logica dello scrittore, hanno tutti lo stesso perno.
Insomma, non vi dico di leggere a tutti i costi “Gli occhi del drago”; è un romanzo scemotto e King ha scritto di meglio. Però se tra tutte le opere dello scrittore del Maine vi manca solo questa allora potrebbe valerne la pena.

venerdì 5 maggio 2017

L'assassino di corte


L'ASSASSINO DI CORTE, di Robin Hobb
Fanucci Editore, 588 pagine, € 18,00
Genere: fantasy classico
Voto: 4,5/5

“L’assassino di corte” è il secondo capitolo della trilogia dei Lungavista.
In questo romanzo centrale, il giovane protagonista FitzChevalier, bastardo reale addestrato per diventare un assassino, dovrà vedersela con il primo innamoramento e con le mire al trono del terzogenito del re, il malvagio principe Regal.
Ancora una volta mi riservo il giudizio globale alla fine della trilogia, però posso dire che in questo romanzo la Hobb mette in scena il suo tanto decantato talento nella costruzione dei personaggi. Fitz non è più un bambino e man mano cresce e cambia. Tutti quelli attorno a lui sono vividi e realistici, tanto è vero che ho dovuto fare un giorno di decompressione prima di iniziare un libro nuovo, talmente sono stata presa dal mondo della Hobb.
Ok, questo per dire che mi è piaciuto molto più del primo capitolo. In effetti, come avevo immaginato, “L’apprendista assassino” risentiva molto del fatto di essere un primo romanzo introduttivo, quello con gli spiegoni più lunghi e le parti più noiose della formazione di Fitz. Questo romanzo, invece, senza avere più la necessità di spiegarci chi è il protagonista, si lancia nell’azio…
Ehm, no. Non è che si lanci proprio nell’azione. La Hobb è bravissima, ma davvero ha un ritmo lento. Ci sono quasi seicento pagine in cui Fitz fa poco più che vagare nel castello, però scorrono via bene, dai. L’azione vera in effetti è tutta condensata anche questa volta nelle ultimissime battute.
Comunque finisce proprio al culmine del climax, quindi magari il terzo capitolo sarà un po’ più vivo.
A parte questo piccolo problema del ritmo, comunque, devo dire che sto apprezzando davvero molto la Hobb. È una di quelle autrici con cui potrei andare d’accordo, perché scriviamo (e di conseguenza leggiamo) quasi le stesse cose. Ho intenzione di recuperare presto tutta la sua opera.

mercoledì 26 aprile 2017

Tempo di libri

Arrivo sempre con colpevole ritardo nei dibattiti, ma sono stata senza connessione internet fino a ieri e non ho potuto pubblicare prima questo post.
Dunque, domenica ho visitato “Tempo di Libri”
“Tempo di Libri” è la nuova fiera dell’editoria italiana che si è svolta a Milano dal 19 al 23 aprile.
L’intento dichiarato degli organizzatori era porsi come alternativa al Salone di Torino, che negli ultimi anni stava perdendo un po’ la bussola.
Il risultato è stata una guerra tra AIE ed editori, sopratutto quegli indipendenti, perché c’era il sospetto che questa nuova fiera servisse a favorire sopratutto i grandi gruppi editoriali milanesi.
In effetti sì, è stato evidentissimo; i grandi gruppi editoriali milanesi si prendevano da soli tre quarti della fiera e i piccoli erano tutti schiacciati in cubicoli che costavano parecchio. L’altro risultato, però, è stato che il Salone di Torino ha abbassato drasticamente i prezzi quest’anno e quindi forse, alla fine, in termini di espositori e anche di pubblico vincerà lui.
Al di là di questo, che comunque verificheremo tra un mesetto, com’era Tempo di Libri?
Da visitatore io non l’ho trovata spiacevole, anzi; il fatto che non ci fosse grande bolgia era molto positivo perché si potevano frequentare con calma stand e incontri con gli autori.
Per via del prezzo dello stand, di piccoli editori interessanti ce n’erano pochi, quindi alla fine ho puntato anche io sui grandi (ho comprato da Mondadori e dal Libraccio; poi ho finito i soldi al bar che mi ha chiesto ben € 1,30 per un caffè, € 6 per un panino e più di € 2 per l’acqua!).
Incontri interessanti ce n’erano diversi; io ho scelto quelli di fantasy e fantascienza e quindi ho assistito all’incontro sulla transmedialità in Italia, a un panel su Dune e all’incontro con Dimitri, Randall ed Enoch moderati da Baccalario (quindi in pratica sono stata tutto il giorno nell’aria dedicata ai ragazzi seduta su sgabelli bianchi, dato che in Italia non sembra concepibile parlare di fantasy, fantascienza e fumetti in contesti adulti).
Alla fine mi sono portata a casa la firma di Cecilia Randall e un paio di libri nuovi (che tanto ne ho pochi da leggere a casa).
Sarei entrata volentieri nel padiglione 1 che era quello delle agenzie letterarie, ma era riservato agli operatori professionali e quindi vabbé, mi sono dovuta limitare a fare il pubblico.
Vi dirò di nuovo, comunque, che da visitatore la fiera mi è piaciuta; poi Milano per me è infinitamente più comoda di Torino.
Il problema di fondo comunque rimane; le fiere diventano sempre di più e i lettori sempre di meno. l’Istat ha presentato un rapporto il base al quale nell’ultimo anno abbiamo perso 4 milioni di lettori e sinceramente non stento a crederci, considerata la fatica che ultimamente si fa a vendere i libri nelle millemila fiere che esistono. Forse tutti dovrebbero tirare un po’ il freno a mano (AIE, grandi editori ed editori indipendenti) e razionalizzare l’offerta, perché davvero mi pare uno spreco inutile di fatica e denaro.

venerdì 14 aprile 2017

Non solo cowboy



NON SOLO COWBOY, di Tim Slessor
Odoya, 392 pagine, € 20,00
Genere: saggio storico
Voto: 5/5
Consigliato: se siete alla ricerca di un racconto realistico e avvincente del vecchio West

L’autore di questo interessantissimo saggio, Tim Slessor, non è uno storico, bensì un documentarista della BBC che ha partecipato a molti documentari sul selvaggio West; perciò questo libro non è un noioso resoconto pieno di nomi e date, bensì una storia viva e vibrante del West dalla fine della guerra di Secessione fino ai primi anni del ‘900, arricchita da testimonianze raccolte da Slessor dalla bocca di anziani che il West lo hanno vissuto davvero e intervallata dal racconto delle peregrinazioni dell’autore sui luoghi della storia.
Forse, per chi conosce bene le vicende del Far West, nulla di ciò che è detto nel libro sarà particolarmente nuovo, ma se come me cercate qualcuno che vi racconti l’atmosfera che si respirava nelle grandi pianure americane nella seconda metà dell’800 allora questo saggio vi piacerà un sacco.
Inizia con il racconto della vendita della Lousiana al governo degli Stati Uniti da parte dei francesi e prosegue analizzando in ordine più o meno cronologico tutti gli avvenimenti più rilevanti che hanno portato alla creazione del Nord America come lo conosciamo oggi: la spedizione di Lewis e Clark, i trapper, le guerre indiane, la ferrovia, i cowboy e i coloni, i banditi.
Per noi che abbiamo costruito la nostra conoscenza del Far West sugli spaghetti western degli anni ‘70 molto di ciò che si legge nel saggio è illuminante; per esempio, lo sapevate che lo zio acquisito di Wiston Churchill era stato per alcuni anni un grande barone del bestiame?
Il selvaggio West è sempre un argomento controverso ma estremamente affascinante; parteggiamo per i Sioux o per i soldati? Per i ladri di bestiame o per i grandi rancheros? Per Butch Cassidy o per l’agenzia Pinkerton?
Un buon saggio, avvincente come un romanzo e contenente alcune delle più grandi storie mai narrate.

lunedì 10 aprile 2017

I Libri del Mese: Marzo 2017 (e Romics)

Questo sarebbe il post dei libri del mese di marzo (in ritardissimissimo) ma già che ci sono approfitto dell’introduzione per parlare un po’ del Romics, a cui quest’anno ho partecipato assieme a Watson Edizioni.
A parte che sono stati due giorni lunghi come una settimana, la sensazione imperante è che non ho più l’età (quando i ragazzini ti danno del lei è terribile). Però vabbé, d’altro canto potersi permettere di spendere senza avere più un budget limitato e tiratissimo come quando ero più pischella è una sensazione meravigliosa.
Poi basta fare finta di comprare per i tuoi figli o nipotini e il gioco è fatto.
Al Romics vendere i libri è obiettivamente difficile, dato che la gente è lì per i fumetti (o per le spade; c’erano un sacco di ragazzini che compravano spade). Comunque sia, molti passavano, sfogliavano i libri, esclamavano: “Ma non ci sono figure!”, e se ne andavano.
Qualcosina in due giorni passati ad agganciare gente comunque abbiamo piazzato. Credo che tra le fiere fumettistiche la più indicata per vendere libri sia Lucca, che ha l’aria tematica fantasy e perciò gente che viene lì mirata per i libri.
I cosplay valgono comunque sempre la pena; ho visto cose bellissime e fuori dal mondo e ho fatto un sacco di foto.
Tra tutti i ragazzi di Watson Edizioni, senza togliere nulla agli altri che non cito (perché, poi, in fondo, questo è il post Libri del Mese e non devo dilungarmi tanto), voglio fare menzione del bravissimo Gaetano Carlucci, che ha realizzato le copertine della raccolta di racconti ispirata a Lovercraft e del racconto lungo di Alda Teodorani (potete vedere tutto sulla pagina Facebook).
E ora ecco i libri del mese.


LIBRI LETTI

 Voto: 4/5
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LIBRI ACQUISTATI

Vincere significa fama e ricchezza. Perdere significa morte certa. Ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia.






Generali con il vizio del duello e accaniti giocatori di biliardo, sarti bevitori e geometri di provincia, fumatori incalliti e playboy di lungo corso. Poi attori hollywoodiani, picchiatori da ring, giocatori d’azzardo, retori professionisti. Politici nati, o diventati.
Fernando Masullo e Andrea Bozzo ci raccontano la storia degli Stati Uniti attraverso i ritratti dei loro uomini più rappresentativi, quei 45 Presidenti che, per un periodo più o meno lungo, hanno avuto tra le mani le sorti del mondo.





Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alex ha deciso: tornerà nel medioevo da Marc, che ora è il primo cavaliere di Luigi IX. Nulla può farla rinunciare al suo amore per lui, nemmeno l'ira di suo padre Daniel e il dolore per il distacco dalla famiglia.
Châtel-Argent, Francia nord-orientale, XIII secolo. Mentre al castello fervono i festeggiamenti per il matrimonio di Michel de Ponthieu, Marc e Alex si ritrovano e decidono di sposarsi, ma Ian impone loro di attendere almeno sei mesi, per conoscersi meglio.
Durante i due anni di distacco, Marc è cambiato, è diventato un uomo di corte e un campione di guerra, sicuro di sé, quasi arrogante. Alex a volte fatica a riconoscerlo, è smarrita e sempre più spesso finisce per confidarsi con il giovane Richard, che ha una sensibilità più affine alla sua. E le cose si complicano quando Luigi IX affida a Marc una missione delicata, sulla quale grava l'ombra di una nuova guerra: a Dunkerque è stato ucciso un templare e occorre investigare per trovare i suoi assassini...